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Lo stato dell'informazione online in Italia

 

 

 

Il Centro di documentazione giornalistica e Ipse.com hanno condotto diverse indagini statistiche che danno in qualche misura un quadro di quella che è la realtà italiana dell’informazione online.

Il Centro di documentazione giornalistica ha preso come riferimento il triennio 1997/2000 e tiene in considerazione soprattutto le edizioni online di media cartacei ed elettronici analogici; l’indagine condotta ha registrato per l’anno 2000, 2359 media in rete di cui 56 agenzie di stampa, 78 quotidiani, 1212 periodici, 512 webzine, 95 tv, 284 radio (14).

L’indagine condotta da Ipse.com si estende fino all’anno 2003 e si riferisce solamente ai soggetti puri, ovvero iniziative nate unicamente dal e per il web e che non trovano quindi corrispettivo in altri media tradizionali; secondo i dati raccolti da Ipse.com, nel 2003 le iniziative informative per il web erano 1382. Da quest’ultima indagine però sono esclusi i portali generalisti, ovvero portali come Virgilio, Libero, Kataweb, che oltre alle rubriche e ai servizi per gli utenti registrati e non dedicano ampio spazio all’informazione (15).

Un discorso a parte va fatto per i weblog detti anche diari online; i weblog possono considerarsi uno dei fenomeni di Internet, coltivato dagli stessi utenti; non la si può definire informazione pura o comunque prodotta e articolata da una redazione giornalistica, ma di fatto sono notizie date e gestite dal passaparola dei naviganti che poi discutono e commentano le notizie generando una vera e propria opinione pubblica del web. Il fenomeno ha ovviamente richiamato l’attenzione dei maggiori portali, che nel tempo si sono subito attivati per dare vita nel proprio sito a piattaforme blog. Ne sono un esempio Clarence, Tiscali, Excite e Splinder, la maggiore delle piattaforme italiane blog, che conta 36000 blog. Spesso però questi weblog vengono lasciati a se stessi, dimenticati e mai più aggiornati.

Fanno parte del mondo dell’informazione online anche i siti delle banche, che oltre a fornire i servizi di trading online forniscono anche ampio spazio ai notiziari finanziari. Una notevole importanza stanno acquistando anche i notiziari o quotidiani locali online. Sempre secondo i dati forniti da Ipse.com, l’informazione locale in rete è al vertice nella crescita delle testate in rete; tra il 2001 e il 2003 si sono aggiunte 83 nuove testate giornalistiche locali, 41 di attualità, 36 di fumetti e satira, e 35 di arte (16).

Se quindi esistono così tanti prodotti differenziati per offerta informativa in rete è perché esitono migliaia di soggetti diversi che richiedono questo tipo di informazione e a cui bisogna rendere conto. Nel momento in cui ci si sottrae a questa legge deterministica del prodotto si rischia di rimanere tagliati fuori.

Ad esempio il grande boom che l’informazione ha vissuto e vive in prima persona (nonostante la crisi del 2001, che Internet solo ora si sta lasciando alle spalle) ha fatto sollevare l’ipotesi di un prodotto che si trasformi da gratuito a pagamento, soprattutto per far fronte a dei costi che non vengono coperti dalle vendite o dalle inserzioni pubblicitari così come accade con il prodotto disponibile in edicola. Una simile proposta inserita nel più grande contenitore di informazione, cultura, interessi, giochi e curiosità rischia di diventare un boomerang pericoloso. Il successo di un mezzo come Internet non si fonda solo sulla velocità di connessione con gli angoli più conosciuti e sconosciuti del pianeta o sulla vastità di identità e opportunità che in esso si trovano, ma risiede anche nel suo carattere di libertà e accesso: ogni individuo in Internet trova per sé uno specchio che difficilmente ha un valore economico di accesso; il caso Napster insegna a tutto il mondo di Internet che privare l’offerta non favorisce affatto il prodotto a pagamento.

 

Note

14) Dal sito www.infocity.it [back]

15) Dal sito www.infocity.it [back]

16) Dal sito www.infocity.it [back]