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Art on the Net, Net.art, Web Art
Per circoscrivere in modo più dettagliato i caratteri distintivi dell’Hacker Art ritengo che sia necessario qualificare il movimento stesso in rapporto alle altre modalità di cooperazione tra arte e rete, spesso accomunate e definite in modo semplicistico dal termine di uso comune Net.art. Quest’ultimo, infatti, per la sua genericità, viene comunemente utilizzato anche quando si tratta di definire specifiche produzioni dell’Hacker Art. Riconoscere i perimetri entro cui circoscrivere le modalità proprie dei diversi orientamenti è necessario per classificarli con maggiore chiarezza nell’immensa architettura invisibile di internet. Gli affiliati alla mailing list di Nettime (una delle più autorevoli in campo artistico) furono tra i primi ad intuire la necessità di coniare nuove e più specifiche definizioni atte a descrivere le crescenti esperienze artistiche legate all’utilizzo di internet. Nel corso di un acceso dibattito che si aprì nel 1997, i partecipanti, composti oltre che da artisti anche da critici e semplici appassionati, nel tentativo di definire cosa si potesse identificare come Net.art giunsero a delineare tre definizioni relative ai principali modi espressivi dell’arte in rete. Basandomi sulla loro interpretazione, riporto le tre soluzioni:
Una curiosità L’origine del termine “Net.art” si dice che dipenda dal destino; la leggenda che si è diffusa narra che nel 1995, Vuk Cosic, uno dei pionieri della net.culture europea (www.vukcosic.org), abbia ricevuto da un mittente anonimo un messaggio, indecifrabile a causa dell'incompatibilità del software. L'unico frammento che pareva avere un senso era: [...] J8~g # | \;Net.Art{ -^s1 [...]. La rete stessa sembrava così offrire a Cosic il nome per l'attività che da tempo svolgeva ed egli, stupito ed entusiasta, iniziò ad usare il nuovo termine. Quando si riuscì a decifrarlo correttamente si scoprì che il testo era una sorta di vago "manifesto" in cui l'artefice accusava le tradizionali istituzioni artistiche, proclamando la libertà d'espressione individuale e l'indipendenza degli artisti sulla Rete. Così, il termine Net.art, involontariamente coniato, era ormai comunemente accettato e usato.
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