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Hacker Art

 

 

 

L’Hacker Art è una di quelle forme d’ arte che si nutre e si sviluppa sulle potenzialità collaborative e pluridirezionali di internet, con l’obbiettivo primario di poter diffondere e trasmettere liberamente e democraticamente attraverso la rete tutto quel sapere che può condurre ad un miglioramento sociale delle condizioni di libertà e di uguaglianza. Il termine “hacker”, ben lontano dalla connotazione negativa di sabotaggio e distruzione, viene associato, in campo informatico, al concetto di libero scambio e di condivisione sociale, finalizzata alla diffusione di libera informazione.

L’Hacker Art propone una concezione dell’arte totalmente aperta in cui i dati digitali, creati e manipolati collettivamente, possano fluire liberamente e senza vincoli attraverso un processo comunicativo orizzontale; tutti sono contemporaneamente produttori e fruitori del prodotto artistico attraverso una forma di scambio aperto.

“L’Hacker Art è un arte collettiva, ma allo stesso tempo autonoma, paragonabile ai tanti nodi di una rete che formano un tutto rizomatico, ma mantengono ugualmente la loro specificità.” (www.hackmeetingoo.org)

L’opera hacker è un organismo in evoluzione che muta e si sviluppa in base ai singoli contributi individuali; evolve senza seguire un copione prestabilito, quasi autonomamente, per assumere un aspetto imprevedibile in partenza. L’Hacker Art è quindi paragonabile ad “…un virus, che si sviluppa dinamicamente attraverso i nodi della rete, determinando la progressiva contaminazione degli elementi coinvolti nel processo creativo ed essendo a sua volta perturbato da essi…” (Tatiana Bazzichelli [6])

L'opera d'arte, mediante la possibilità di manipolare e riprodurre immagini all'infinito attraverso il digitale, si fa work in progress, lasciato alla improvvisazione spontanea dei partecipanti. Come negli happening del gruppo Fluxus, attraverso le reti telematiche tutti diventano contemporaneamente fruitori e produttori di informazione. Si realizza una forma di scambio aperto fra gli individui e un nuovo modo di comunicare, slegato da quei meccanismi tipici della società dello spettacolo che trasformano l'informazione in merce. Per questo l’Hacker Art è una forma di arte oppositiva, lontana da ogni logica di profitto e contraria ad ogni censura o appartenenza gerarchica.

Si prospetta una realtà in cui può esistere sia una nuova figura d’artista come operatore culturale e attivatore di processi, sia un nuovo prototipo di spettatore che assistendo all’imprevedibile effetto del suo diretto intervento sull’opera, si trasforma in co-autore. Non esiste più un unico artista che ha facoltà inavvicinabili, ma tanti partecipanti a un processo collettivo, in cui l’azione del singolo dà origine ad un mosaico di conoscenze realmente accessibili a tutti e da tutti utilizzabili e modificabili.

 

Note

6) Tatiana Bazzichelli, “Dell’Arte, del Cyberpunk e dell’Hacking”, http://www.dvara.net/HK/artehacker.asp [back]