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Conclusioni
L’applicazione delle teorie qui elaborate al quotidiano “Leggo” ha esternato alcune delle caratteristiche principali di questo quotidiano gratuito bolognese. Prima si è visto che il suo contenuto non è specialistico, ma che risponde alla domanda di un pubblico che richiede un’informazione di tipo generale e svariato. Questo fatto si riflette soprattutto nella composizione della prima pagina e della rubrica “Attualità”, dove si trovano vari generi di informazione. Per quanto riguarda la nascita delle notizie si è notato subito che in questo quotidiano le indicazioni delle fonti mancano quasi del tutto, il che dice molto della sua serietà e della poca importanza che danno i suoi lettori alla veridicità delle notizie pubblicate da “Leggo”. Poi abbiamo chiarito che il motivo per cui leggere questo quotidiano non è principalmente l’informazione seria, ma soprattutto il divertimento e gli annunci riguardanti degli spettacoli di divertimento. E’ diventato chiaro anche che la lettura di “Leggo” è piuttosto veloce e che di conseguenza il giornale offre tanti piccoli articoli e delle rubriche brevi per essere leggibile anche per i lettori più stressati. Osservando l’impaginazione del giornale analizzato ci si è resi conto del vasto uso di immagini, soprattuto di fotografie, che assumono la funzione di sintetizzare il contenuto dell’articolo, ma anche quella di accentuare il lato emotivo di una notizia e di toccare così i sentimenti del lettore. L’analisi nel capitolo che si è occupato della comprensibilità del messaggio ha condotto alla conclusione che “Leggo” vuole essere un giornale per tutti: non ci sono le rubriche specializzate, spesso viene adoperato uno stile narrativo che rende più leggibile gli articoli informativi, il linguaggio si avvicina in molte occasioni all’italiano parlato attraverso delle perifrasi e la figura retorica dell’ellissi, il che sostiene la brevità e la vivacità della lettura. Andando avanti abbiamo visto che i titoli sono meno estesi di quelli di altre testate, cioè mancano sottotitoli e titoli intratestuali. Per il resto però si adattano alle convenzioni: si usano uno stile nominale, l’ellissi e la metonimia, rendendo i titoli simili agli slogan pubblicitari, ci sono discorsi diretti che aumentano la credibilità dell’articolo che segue, e spesso il titolo è composto in forma di domanda-risposta, il che rende più schematizzata, meglio comprensibile e più facile da interpretare, l’informazione. Per facilitare l’interpretazione “Leggo” fornisce anche dei modelli interpretativi come quello della contrapposizione, che si trova sia nei titoli che all’interno dei testi. Ci siamo poi occupati dell’efficacia persuasiva del giornale, anche se in“ Leggo” il genere del testo argomentativo manca quasi del tutto. Qui la persuasione mira ad accrescere la fiducia del pubblico e a guidare la sua interpretazione delle vicende riferite attraverso l’assestamento degli elementi informativi e la loro formulazione emotiva. Alla fine si è parlato del ruolo sociale dei quotidiani e della loro responsabilità all’interno del tessuto della società. Ci si è accorti che vari principi dell’obiettività, come l’indicazione delle fonti, la presenza di opinioni esterne e il giornalismo concentrato sull’evento non vengono rispettati da “Leggo”. L’analisi ha reso chiaro che questo quotidiano ha delle caratteristiche in comune con i giornali sensazionali, come per esempio l’accento sul lato sentimentale degli eventi o l’inserimento di dettagli che non servono alla migliore comprensione dei fatti, ma che soddisfano la fame di un pubblico ovviamente ritenuto voyeuristico.
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