NOEMA Home SPECIALS › Free Press: il caso di "Leggo"
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del lettore
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del messaggio
La comprensione
del messaggio
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del messaggio
L'interpretazione
del messaggio
L'efficacia
persuasiva dei
giornali
Il ruolo sociale
del giornale
Conclusioni
Bibliografia

 

La lettura del giornale

 

 

 

La lettura di un giornale si distingue dalla lettura di altri prodotti testuali soprattutto tramite due caratteristiche. Primo, le dimensioni abbastanza ristrette di un articolo fanno sì che quasi sempre un articolo venga letto tutto d'un fiato. Non si interrompe un articolo cominciato a leggere per poi riprenderlo. Quindi la ricezione dell'informazione contenuta nell'articolo si svolge in un piccolo arco di tempo. Poi va considerata la periodicità dell'informazione offerta dai quotidiani: il lettore è confrontato a una quantità vasta di notizie nuove ogni giorno. Ciò non favorisce una lettura lenta e approfondita, e quindi lo stesso articolo non viene letto quasi mai più di una volta.

 

1. Il motivo per leggere un giornale

Il motivo per leggere un giornale dipende naturalmente dal tipo di giornale, oppure dal tipo di rubrica all'interno dello stesso giornale, a cui il lettore dedica il suo tempo. Per avere un esempio pratico si potrebbe pensare a uno che legge un quotidiano di sport e a un altro che legge una testata di seria informazione politica. Il motivo del primo per prendere in mano il giornale sarà magari quello di poter parlarne con i suoi amici, il sentimento che spinge l'altro a leggere può essere un impegno socio-politico. In entrambi i casi però il motivo di base è l'esigenza dell'informazione. La maggior parte del pubblico si aspetta da un giornale, oltre alla diffusione di informazioni quotidiane, anche la capacità di scoprire delle realtà nascoste, cioè di svelare dei segreti che per esempio il governo non dice. Già i primi periodici illuministi del Settecento cercavano di informare la gente di cose che non sapeva e che nessuno le aveva detto. Si può dire che "la tradizione di essere sentinella della comunità è comunque fermamente radicata nella stampa giornalistica" [6], e che la parola stampata ha sempre goduto di una maggiore credibilità rispetto ad altri modi di comunicare qualcosa.

Da questo motivo si possono distinguere l'abbondanza del tempo e la noia, che sono pure delle ragioni per leggere. Soprattutto le parole crociate, i fumetti e l'informazione leggera come la pubblicità e gli articoli sulla moda e sugli film servono al divertimento più che all'avvertimento. Spesso la lettura di queste parti di un giornale non è un'attività principale, ma accompagna delle azioni quotidiane come mangiare, viaggiare o aspettare alla fermata dell'autobus.
Il giornale assume quindi il compito di informare, di divertire e distrarre, ma ha anche, come si è visto nell'esempio sopra, una funzione sociale, cioè il giornale offre argomenti per degli scambi conversazionali di ogni giorno. Le discussioni e i discorsi quotidiani sono quindi influenzati dalle informazioni trasmesse dai giornali, e Giorgio Braga sostiene persino che "la discussione sulle notizie [ha] sostituito il pettegolezzo". [7]

Il motivo per leggere "Leggo" sarà, più che per altre testate, il divertimento. Le notizie informative riguardanti la politica interna, estera ed internazionale e l'economia ci sono, ma, come è già stato esposto, esse non sono molto approfondite e piuttosto brevi. Quindi un lettore che vuole veramente informarsi non legge per questo motivo "Leggo", ma per il motivo di avere qualcosa da fare mentre aspetta alla fermata o mentre va in autobus. Poi ci sono le rubriche "Oroscopo & Meteo", "Spettacoli", "Giochi" e "Diario" che o servono direttamente al passatempo, o informano di ciò che si può fare nel tempo libero. Tutto sommato sono circa cinque pagine che servono così al divertimento, e gran parte del pubblico prenderà in mano il giornale proprio per questo tipo di contenuto.

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2. Il tempo di lettura

Il tempo di lettura, cioè il tempo di cui il lettore ha bisogno per leggere un intero articolo, è un fattore di grande rilievo per un giornale. Come abbiamo visto sopra, la quantità dell'informazione induce il pubblico a leggere piuttosto in fretta e a non voler essere troppo impegnato da un articolo. Perciò il giornale deve assicurare che la lettura non richieda troppo tempo se vuole attirare il più grande numero possibile di lettori. C'è un forte legame tra lo stile linguistico dell'articolo e il tempo di lettura impiegato dal lettore: Se le frasi sono composte da molte proposizioni e subordinate il tempo aumenta. Uno stile paratattico invece diminuisce l'impegno del lettore. Anche una maggiore coesione all'interno dell'articolo, realizzata per esempio attraverso la ripetizione delle parole chiave, favorisce una comprensione più rapida. Di conseguenza la scelta lessicale dei giornalisti spesso è caratterizzata dall'uso di parole brevi e di uso comune, e anche la sintassi non di rado è oggetto di semplificazioni. Questi periodi brevi e di stile telegrafico sono densi di informazione, ma contengono anche delle generalizzazioni e delle imprecisioni che favoriscono delle deduzioni da parte del lettore, che sfumano la realtà. Se mancano delle informazione tocca al lettore di riempire questi "buchi semantici", e alla fine l'evento di cui ha parlato l'articolo è stato parzialmente ricostruito dal lettore stesso.

Il fatto che il tempo dei lettori sia così ristretto che spesso essi non finiscono di leggere un articolo, ha condotto i giornalisti a strutturare le loro notizie nello stile della "piramide rovesciata": prima vengono menzionati i fatti più importanti e poi i dettagli. Non di rado si cerca di sintetizzare tutte le informazioni importanti già nel titolo per poi approfondire l'argomento nell'articolo successivo.

E' presumibile che proprio il quotidiano "Leggo", ricevuto la mattina gratis per strada, venga letto in modo rapido. Non si è pagato niente ed è più facile buttarlo se il tempo disponibile per la lettura risulta troppo poco, anche se non si è letto ancora quasi niente. Per aumentare la possibilità di mantenere l'attenzione anche del lettore più stressato, "Leggo" gli offre molti articoli brevi. Oltre a ciò ci sono quelle sotto-rubriche che in una cornice forniscono separatamente delle notizie di poche righe: "Telex", "Flash", "Bolognasprint", "Sprint", "Brevi" e "Appuntamenti" possono essere trovati facilmente per la loro presentazione tipografica e non richiedono molto più di un minuto per essere letti.

La strategia di offrire notizie leggibili in pochissimo tempo si riflette anche sulla prima pagina: la parte in alto, subito sotto il nome del giornale, è composta da quattro rettangoli che contengono rispettivamente il nome del settore a cui si riferiscono, un titolo e una fotografia. Così, in uno spazio poco più grande di un francobollo e tramite circa 10 parole e un'immagine, il lettore viene orientato, cioè avvertito a quale ambito si riferisce la notizia, informato dalle poche parole in grassetto e visivamente stimolato e attratto dalla fotografia.

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Note

6) Snow Robert P., La cultura dei mass media. Stampa, cinema, televisione: dinamiche della comunicazione, Torino, ERI, 1987, p. 39. [back]

7) Braga Giorgio (et al.), Accostarsi al quotidiano: organizzazione del giornale e analisi sociologica, semiologica e psicosociale del messaggio stampato, Torino, Nuova ERI, 1981, p. 173. [back]