| | ||||||||||||||||||||||||||||||
| NOEMA Home SPECIALS Free Press: il caso di "Leggo" | Tecnologie e Società | |||||||||||||||||||||||||||||
|
La notizia
Visto che la notizia (su qualche evento o su un certo argomento) è il nucleo di ogni giornale, vale la pena riflettere un po' su che cos'è una notizia e sul modo in cui essa nasce. Se ci si chiede che cos'è che guida le scelte del giornalista si potrebbe ripensare all'influenza della pubblicità e della necessità di un giornale di attirare un numero elevato di lettori. Da questo punto di vista è ovvio che "la notizia nasce dalla domanda del pubblico" [5]. Sarebbe quindi il gusto del pubblico che determina le scelte del giornalista. Questa tesi è abbastanza pessimista nei confronti dell'indipendenza del giornalismo, e magari non tutti quelli che forniscono informazione si lasciano influenzare dal gusto corrente dei lettori. Comunque sia, il gusto del pubblico ha una grande influenza sulla nascita delle notizie, e vale la pena di indagare un po' su ciò che è favorito da questo gusto: - Lo spettacolo: una notizia che si riferisce a un fatto spettacolare, raro e bizzarro, stimola più la curiosità che considerazioni serie. L'evento viene presentato in modo più drammatico di quanto sarebbe stato comunicato da un'esposizione pura dei fatti. Il "come" della rappresentazione è più importante del "cosa" e il lettore è incline a considerare la notizia, per quanto crudele e triste, uno spettacolo divertente. La spettacolarizzazione di un fatto serio attraverso l'esagerazione del lato drammatico della notizia piace per l'eccitazione emotiva, e può attrarre anche persone che normalmente non leggerebbero un giornale. Va detto che la fame delle notizie spettacolari può diminuire la capacità critica dei lettori: per ottenere la soddisfazione di una tale notizia ci si fida della sua veridicità anche se le fonti rimangono occulte. - Il conflitto: come sarà ancora detto nel sottocapitolo 6.1., il tema del conflitto facilita la comprensione di una vicenda. La tematica del conflitto è gradita dal pubblico e di conseguenza appare spesso nei giornali. - Lo smascheramento: un'informazione nascosta e segreta che viene scoperta ed esposta da un giornalista suscita sempre grandissima attenzione. La nascita di una notizia che rivela qualcosa è estremamente veloce - ciò che viene scovato, uno scandalo o un conflitto nascosto, diventa subito notizia.
1. La fonte Per i mass media in generale la fonte di una notizia è un'agenzia d'informazione, un corrispondente che si trova nel sito dell'evento, un cronista esperto che si rivolge particolarmente alle fonti del suo campo di specializzazione, o gli uffici stampa delle diverse istituzioni private e pubbliche. Anche se si sa bene che ognuno di questo tipo di fonti fornisce al giornalista delle verità preconfezionate e non imparziali, soprattutto se l'istituzione o la persona da cui deriva l'informazione è essa stessa coinvolta nella faccenda, la fonte di una notizia opera come un elemento importante per l'efficacia persuasiva dei media. Dalla sua credibilità dipende quanto influenza il lettore nell’interpretazione della notizia e quanto conferma o modifica le sue opinioni. La credibilità delle fonti nel caso del giornale è determinata da una serie di fattori: - La competenza della fonte nell'ambito di cui parla l'articolo è essenziale per vincere la fiducia del pubblico. Un giornale impiega quindi per ogni rubrica dei giornalisti che sono specializzati nelle rispettive tematiche, oppure impiega degli esperti che scrivono esclusivamente per questo giornale un articolo, sotto il quale mettono la loro firma autorevole e convincente. - Una certa professionalità, cioè l'assenza di interessi personali e il rispetto delle regole professionali, aumentano l'affidabilità della fonte. Se, per esempio, vengono presentati anche degli argomenti sfavorevoli rispetto al punto di vista della fonte, essa appare più imparziale. - Il sentimento di familiarità con la fonte sostiene la sua credibilità. Soprattutto la televisione è capace di creare questo sentimento, visto che il giornalista sullo schermo sembra essere molto vicino, quasi nella stanza dello spettatore. Ma anche i quotidiani cercano di avvicinare la fonte al lettore mettendo una fotografia del giornalista accanto all'articolo o dedicando un certo spazio del giornale a un personaggio famoso, il cui nome viene enfatizzato tanto quanto il titolo o persino di più. Oltre a questi fattori, che sono direttamente collegati alla lettura dell'articolo che ci dà un'immagine della fonte mentre leggiamo, ci sono anche fattori esterni dalla lettura che entrano in gioco: le preinformazioni che si hanno sulla fonte influenzano fortemente la prontezza del pubblico a credere a ciò che viene comunicato. Se la fonte gode di un prestigio alto - per esempio un personaggio che funge come opinion leader e che viene intervistato dai vari mass media - essa è senza dubbio molto efficace per persuadere e convincere, qualunque sia l'argomento di cui parla. Quando si legge "Leggo" un fatto salta subito all'occhio: mancano le indicazioni delle fonti. L'unica informazione sul testo stesso è il nome dell'autore, ma anche questo viene esibito solo per gli articoli maggiori. Se si vuole sapere dove il quotidiano ha ricavato le informazioni sulle quali ha basato i suoi articoli si può solo ricorrere alla seconda pagina, dove sono indicati il nome del direttore responsabile e le redazioni locali. Ma è quasi sicuro che nessun lettore contatterà una delle redazioni per chiedere l'origine delle notizie comunicate da "Leggo". E' molto più probabile che il pubblico non sia curioso di sapere quali sono le fonti degli articoli. Questo atteggiamento si basa presumibilmente sull'importanza modesta del giornale a livello nazionale: da un lato i lettori non richiedono tanta serietà e accuratezza da un giornale locale e gratuito, dall'altro il pubblico non teme che proprio questo piccolo quotidiano divulga delle menzogne, ma è più o meno sicuro che "Leggo" dipenda da testate di rilevanza nazionale o da qualche altra istituzione che raccoglie delle informazioni. La responsabilità di ricavare informazione seria e obiettiva è quindi già stata assunta da entità maggiori di “Leggo”, e di conseguenza non bisogna che il quotidiano locale, che usufruisce di questa informazione, indichi le fonti. Questa teoria del comportamento del pubblico non si fonda su una ricerca scientifica, ma sull'osservazione personale del comportamento della gente verso il giornale "Leggo", che viene letto ma valutato con riservatezza.
Note 5) Guzzanti Paolo, “La notizia: come nasce, come si valorizza, come si nasconde”, in: AA.VV., Il potere delle parole, Roma, La Città del Sole, 1983, p. 29. [back]
| |||||||||||||||||||||||||||||
| | ||||||||||||||||||||||||||||||