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La percezione del messaggio
La presentazione tipografica del giornale, delle rubriche e di un articolo giocano un ruolo significativo per la percezione del messaggio da parte del lettore: l'impaginazione, i caratteri usati, il formato delle colonne e le immagini usate influenzano fortemente il modo in cui un messaggio viene ricevuto.
L'impaginazione può essere effettuata in vari modi: c’è l'impaginazione simmetrica, che divide la pagina in due metà oppure in quattro quadranti. Ad ogni servizio, cioè ad ogni punto focale, viene data la stessa importanza. C'è un equilibrio riguardo alle dimensioni dei caratteri e riguardo al numero e alla grandezza delle immagini. L'impaginazione assimmetrica concentra i punti focali in un angolo, oppure dispone l'informazione in forma di cerchio. Questa impaginazione "circus" fa sì che il lettore debba compiere un moto circolare nel leggere tutta la pagina. Poi si possono ancora distinguere l'impaginazione verticale, che usufruisce della lunghezza verticale della pagina mettendoci molte colonne strette e lunghe, e l'impaginazione orizzontale, che favorisce articoli che si espandono per tutta la larghezza della pagina con poche colonne larghe. La disposizione verticale lascia correre gli occhi del lettore da una riga corta all'altra, il che crea la sensazione di una lettura veloce. Gli articoli che sono disposti orizzontalmente si rivolgono a un pubblico che ha più tempo per leggere, e quindi sono gli articoli di fondo e quelli editoriali che si espandono per tutta la pagina con collonne larghe. In "Leggo" viene usata una combinazione dell'impaginazione orizzontale e di quella verticale. Se c'è un articolo principale su una pagina esso non di rado si espande almeno per tre quarti della larghezza della pagina: l'articolo è composto o da circa quattro colonne o da due colonne più larghe, e quasi sempre è dotato di un'immagine. La maggior parte degli articoli principali è composto in questo modo, ossia orizzontalmente. Poi ci sono le tante cornici di cui si è già parlato, che contengono degli articoli estremamente brevi. La maggior parte di queste cornici è lunga più della metà del lato verticale della pagina, ma non più largo di un quinto del lato orizzontale della pagina. Le notizie stampate in questo modo sono dunque esponenti dell'impaginazione verticale. Queste inquadrature si trovano sempre dalla parte destra della pagina, il che le rende più visibili anche al lettore che sfoglia velocemente il giornale: leggiamo da sinistra a destra, e anche quando esaminiamo in modo veloce gli articoli di una pagina arriviamo alla destra prima di girare la pagina. E' in questo momento che gli articoli incorniciati, che rappresentano un corpo isolato e indipendente, danno nell'occhio e fermano il lettore ancora un po'. La co-presenza di tutti e due i tipi d'impaginazione fa sì che il lettore abbia l'impressione di poter leggere "Leggo" sia quando ha fretta che nei momenti in cui può rilassarsi. Per quanto riguarda l'impaginazione simmetrica e quella assimmetrica, è difficile categorizzare "Leggo": da una parte moltissimi articoli sono dotati di fotografie e sono esse che rendono un articolo punto di focalizzazione. Si sarebbe dunque inclini a pensare alla simmetria dei messaggi, cioè a un rapporto equilibrato tra essi. Dall'altro canto però ci sono forti divergenze fra i titoli che chiariscono qual è l'articolo principale della pagina. Così si sa teoricamente dove si trova l'accento, ma allo stesso tempo l'occhio è attirato anche dalle fotografie appartenenti agli articoli secondari. Il motivo per mettere nel giornale così tante immagini è il loro effetto positivo su una lettura veloce e facilitata; e che questa sia una caratteristica voluta da "Leggo" emerge dall'analisi finora compiuta. Il modo in cui la fotografia influenza la percezione di un messaggio ha un impatto immediato e particolarmente forte anche nella maniera in cui un messaggio viene compreso, interpretato e memorizzato. Perciò questo sottocapitolo non si occupa solamente degli aspetti della percezione, ma crea dei legami anche ai temi che sono trattati nei capitoli seguenti. La fotografia, usata nel giornale, ha varie funzioni: - Completa e arricchisce l'informazione fornita dall'articolo dando delle indicazioni supplementari e spiegando ciò che viene descritto nel testo. - Rende più valida l'informazione in quanto serve da prova che il fatto annunciato è veramente accaduto. La fotografia assume quindi una funzione argomentativa, cioè la funzione di convincere il pubblico. Inutile dire che la credulità del pubblico viene abusata da chi manipola in modo rilevante le fotografie o le mette in un contesto che ne cambia del tutto il significato originale. - Accellera la lettura: la foto può essere percepita in modo più immediato del testo scritto, e ogni tanto contiene tanta informazione che funge come strumento di sintesi e può sostituire la lettura del testo vero e proprio. Così la fotografia aiuta il giornalista a seguire il principio esplicitato nel sottocapitolo 3.2., di accellerare la lettura rendendo la notizia più facilmente comprensibile. - Punta all'aspetto emotivo della notizia: l'immagine ha un accesso più diretto alla mente del lettore. E' meno astratta della parola scritta, lo sforzo interpretativo è meno impegnativo e così può toccare più facilmente i sentimenti immediati ed elementari del lettore. Emozioni come per esempio la paura, la compassione o la rabbia possono essere suscitate anche dalla parola scritta, ma la fotografia con la sua immediatezza è sicuramente un metodo più efficace. - Assolve una funzione analoga a quella del titolo: salta all'occhio del lettore prima del corpo testuale e apre un certo campo semantico che influenza l'interpretazione di tutto ciò che segue. Il quotidiano "Leggo", che è fatto soprattutto per chi desidera essere informati in modo rapido, spesso inserisce le fotografie per la loro capacità di sintetizzare il testo scritto. Il lettore che vede l'immagine capisce più o meno qual è l'argomento principale dell'articolo e potrebbe teoricamente procedere a un'altra notizia. Un buon esempio è la parte fotografica dell'articolo dominante la prima pagina di "Leggo" del 16 dicembre: si vede una persona da dietro con un foulard sulla testa che sta leggendo la prima pagina del "Gulf News", che rappresenta in primo piano la faccia di Saddam Hussein e il titolo: "Captured". A destra in alto una foto più piccola mostra un soldato che sorride. Per chi è informato che cos'è successo il giorno prima, l'informazione è ovvia: l'articolo parla del coinvolgimento del popolo iracheno, che deve decidere come giudicare l'ex-dittatore che è stato imprigionato. La foto in alto non può che rappresentare un soldato americano che è felice dell'operazione riuscita. In questo caso le foto possono essere considerate l'informazione principale che viene poi commentata dal testo scritto. Gli elementi necessari per capire di che cosa parla l'articolo sono già contenuti nelle immagini. Un'altra foto che assume la funzione di sintesi, è quella pubblicata sulla prima pagina del 9 dicembre. Si vedono delle macchine posteggiate in disordine su una strada coperta dalla neve. Accanto c'è della gente che porta dei giubbotti e dei berretti. Tutti i punti centrali, cioè il tempo invernale, gli incidenti stradali e il disagio creato dal tempo, sono già esplicitati visivamente dall'immagine. Così il giornalista si può permettere il titolo ambiguo e poco informativo "L'Italia ha i brividi", perché può essere sicuro che il pubblico ha capito il contenuto dell'articolo già prima di leggere il testo. "Leggo" non rinuncia all'effetto emotivo che può avere una fotografia. Frequentemente viene messa accanto a un articolo una fotografia che raffigura una persona o solo il viso di una persona che esprime in modo chiaro una certa emozione. L'immagine in sé, che potrebbe essere usata in molte altre occasioni, non porta nessuna informazione particolare, ma serve a sottolineare il lato emotivo dell'articolo. Un articolo sulla strage di Nassiriya, pubblicato nella rubrica "Attualità" il 9 dicembre, è fornito di una fotografia che fa vedere un soldato davanti a un edificio distrutto. Con la mano destra tocca il suo casco e con la sinistra tiene il fucile che punta verso la terra. I gesti del soldato e l'ambito in cui si trova comunicano vigorosamente l'emozione della disperazione e della rassegnazione davanti alla violenza bruta, ma la foto non aggiunge niente di informativo all'articolo. Un altro articolo, pubblicato nella rubrica "Attualità" il 5 dicembre, parla dei disagi generati dall'acqua avvelenata nell'Italia settentrionale. Una foto rappresenta una signora che col capo chino e con i capelli un po' in disordine ha l'aria piuttosto depressa di chi ha sofferto e patisce ancora. L'articolo avrebbe benissimo potuto comunicare tutta l'informazione senza l'aiuto dell'immagine, ma avrebbe perso della sua capacità di stimolare la compassione per le vittime del cosiddetto “Acquabomber”. La fotografia di una persona che esprime visibilmente un certo tipo di umore cambia il suo significato a seconda del contesto in cui è inserita. Questo fatto è dimostrato esemplarmente da un articolo pubblicato da "Leggo" il 16 dicembre: parla della cattura di Saddam Hussein, del modo in cui è stato arrestato e della necessità di imprigionare anche Osama Bin Laden. Una foto fa vedere il presidente statunitense che sorride. Un'immagine di questo tipo non ha affatto un significato preciso e non si riferisce a niente di particolare. Ogni uomo politico che si presenta al pubblico cerca di dare un'immagine positiva di sé e per questo motivo nella maggior parte dei casi sorride in modo ottimistico. Quindi una foto del genere può essere considerata la rappresentazione convenzionale di un qualsiasi uomo politico. Ma la foto di Bush, nel contesto in cui si trova qui, comunica più di un semplice ottimismo. Sottolinea la vittoria del presidente contro il terrorismo e la soddisfazione che prova lui e implicitamente ogni stato democratico del mondo occidentale. Anche e soprattutto le fotografie della rubrica "Sport" focalizzano il valore emotivo delle notizie. Se si prendono in esame le fotografie che mostrano gli allenatori, si nota che quasi tutti sono stati fotografati mentre gridavano qualcosa o gesticolando con le mani. Questo tipo di immagine dà rilievo alla passione e all'impegno dei coach, e rispecchia anche il coinvolgimento emotivo di molti dei lettori di questa rubrica. Con queste foto il giornale crea un legame di solidarietà tra l'allenatore e il lettore, entrambi entusiasti dello sport. | |||||||||||||||||||||||||||||||
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