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Il ruolo sociale del giornale
1. Il principio dell'obiettività e della serietà Il principio dell'obiettività e della serietà richiede in primo luogo che le notizie comunicate dai media si basino su fatti. Il giornalista deve fondare il suo lavoro sulla "idea che la verità possa essere scoperta solo mediante l'identificazione incontrovertibile di fatti" [17]. Ma l'obiettività consiste anche nel presentare una vicenda da vari punti di vista, e nell'esporre anche valutazioni diverse da quelle del giornale attraverso interviste, tavole rotonde e citazioni da altre testate. Se viene dedicato un certo spazio alle opinioni non conformi a quelle del quotidiano, vengono soddisfatti anche i lettori più esigenti e colti a cui una presentazione unilaterale dell'annuncio sembrerebbe poco seria. Ma non è solo l'alto livello intellettuale di certi lettori che richiede la rigorosa applicazione del principio dell'obiettività. Anche nei confronti di un pubblico che è sotto l'influenza della propaganda avversaria conviene riferire il pro ed il contra di un argomento. Un'esposizione unilaterale può essere efficace nel rafforzare un messaggio preesistente e nel convincere un pubblico meno critico, il quale non vede niente di disturbante nello stile persuasivo della notizia. L'obiettività di un giornale consiste anche nell'indicare le fonti. Il lettore deve sempre essere informato di chi è l'informazione che sta percependo. L'obbligo dell'indicazione esatta vale anche per eventuali interpretazioni: se il giornalista decide di approfondire l'argomento dal proprio punto di vista, bisogna che non propugni la propria opinione, e deve esplicitare che ci sono anche altri modi di interpretare la vicenda e che tocca al lettore scegliere il punto di vista. Va detto che un giornale che desidera essere veramente serio non si deve accontentare della rappresentazione bi- o multilaterale di fatti e di opinioni e dell'indicazione delle fonti, ma è necessaria anche una cronaca centrata sull'evento. Ciò vuole dire che bisogna comunicare solo quelle parti di un evento (per esempio della cronaca nera), che sono necessarie per capire che cos'è successo e perché. Le informazioni aggiuntive ma non informative non si menzionano, e dovrebbe essere tralasciata del tutto la dimensione emotiva. Per quanto riguarda "Leggo" si può dire che sono almeno quattro i principi dell'obiettività che questo quotidiano non rispetta. Primo, l'indicazione delle fonti; com'è già stato esposto sopra,"Leggo" non rivela dove ha ricavato le informazioni sulle quali ha poi basato i suoi articoli. Secondo, uno spazio dedicato alle opinioni esterne: anche se ogni tanto vengono pubblicati degli articoli che non sono stati scritti da un giornalista di "Leggo" ma che sono stati presi ufficialmente da un altro giornale, non c'è uno spazio fisso dove il lettore potrebbe trovare il punto di vista di altri giornali. Terzo, mancano anche le tavole rotonde o le interviste approfondite. Quasi tutta l'informazione comunicata viene presentata in forma di articoli scritti da un giornalista e quindi in modo sintetizzato e preinterpretato. Non si trovano articoli che riferiscono in modo diretto e completo per esempio l'intervista con qualche persona competente (si pensi a un uomo politico o a un esperto dell'economia), che offrirebbero così l'opinione di qualcuno non appartenente al giornale senza l'intervento del giornalista. Il quarto principio non rispettato da "Leggo" è quello della cronaca centrata sull'evento. Certi articoli, soprattutto quelli nelle rubriche "Cronaca" e "Attualità", non riferiscono solamente i fatti che servono alla pura informazione, ma anche quelli che soddisfano la curiosità e la fame del drammatico da parte del lettore. Di ciò si occuperà più dettagliatamente il prossimo sottocapitolo. 2. Il quotidiano sensazionale e scandalizzante Il quotidiano sensazionale o scandalizzante è caratterizzato da una titolatura violenta, da un uso frequente di fotografie e immagini e dall'accento su rubriche spettacolari come la cronaca nera e rosa. Pubblica fatti curiosi che colpiscono direttamente le emozioni del pubblico e suscitano sempre una grande risonanza. Una notizia sensazionale accentua gli elementi emozionali di un fatto curioso, ma spesso ne trascura le cause e le circostanze rilevanti, e di conseguenza la riflessione su questo fatto è poco razionale. Il giornalismo “sensazionale” può essere considerato antitetico al giornalismo obiettivo: viola il principio di basare le notizie solo sui fatti necessari per capire la vicenda, menzionando elementi emotivi come per esempio gli atteggiamenti delle persone coinvolte in un fatto di cronaca nera. Non rispetta la presentazione multilaterale dell'interpretazione di un fatto, propagando l'opinione del giornalista. Trascura l'indicazione delle fonti, offrendo al lettore delle connessioni oscure e implicite fra certi fatti senza rivelare dove ha ricavato l'informazione su cui si basano queste conclusioni. Una documentazione dettagliata della base di un'informazione comunicata manca spesso negli articoli di un giornale scandalistico. Anche se potessero migliorare la comprensione della notizia, le informazioni di base (cioè i precedenti storici, le strutture economiche, sociali e politiche, ecc.) non ci sono, visto che non attraggono il lettore, oppure vengono omesse, perché il giornalista le considera implicitamente contenute nell'informazione da lui data. 3. Gli aspetti emotivi di un messaggio Gli aspetti emotivi di un messaggio possono essere considerati quelli che colpiscono più degli aspetti razionali, ma questo è vero soltanto riguardo alla reazione immediata del pubblico. Col tempo gli elementi razionali possono avere un effetto sempre maggiore sulla mente del lettore, e lo possono indurre a compiere un cambiamento di opinione più stabile e a lungo termine. Se un aspetto emozionale, come per esempio un appello minaccioso, è esagerato, esso perde la sua capacità di colpire. Provoca invece all'interno del lettore una difesa psicologica e il messaggio viene respinto del tutto. Accentuando gli aspetti emotivi di una notizia il giornalista tocca più i sentimenti del lettore che la sua ragione. Questo avvicinamento quasi amichevole al pubblico dà l'impressione che il giornale si trovi in mezzo alla massa del popolo e che capisca meglio ciò che l'uomo della strada desidera sapere. Sembra che il giornale non osservi la realtà da un punto di vista teorico e lontano, ma che abbia "un orecchio particolarmente sensibile al cuore della nazione" [18]. Nel quotidiano "Leggo" si può osservare un forte accento sul lato emotivo e sensazionale degli eventi riferiti, sia nella titolatura che nella formulazione della prima frase dell'articolo. In seguito una piccola lista di titoli e delle prime parole del testo che fa vedere come il giornale cerchi di toccare direttamente le emozioni del pubblico: 1. "Alitalia, è caos - Una giornata di caos a Fiumicino" ("Leggo" 18.12.2003, in "Attualità") 2. "Notte di terrore all'università - Attimi di terrore […]" ("Leggo" 18.12.2003, in "Cronaca") 3. "Flagelli d'Italia - Che tempi per gli italiani […]" ("Leggo" 12.12.2003, prima pagina) 4. "Baghdad e Tel Aviv, il giorno del terrore - Un'altra autobomba esplode in Iraq" ("Leggo" 12.12.2003, in "Attualità") 5. "Tre morti sulle strade del weekend - Ancora sangue sulle strade […]" ("Leggo" 01.12.2003, in "Cronaca") In questi esempi viene suscitata soprattutto l'emozione della paura tramite l'accento sul lato crudele o sconcertante di un fatto. In tutti e cinque gli esempi sarebbe possibile un titolo più neutrale, che non provocherebbe tante emozioni nel lettore e che fornirebbe più informazione attraverso l'uso di parole-chiave. Nel primo caso l'articolo parla di una manifestazione dei lavoratori dell'Alitalia, ma né nel titolo né all'inizio del testo non ci sono le parole manifestazione o protesta. Si è preferito mostrare l'effetto che ha avuto la manifestazione invece di indicare essa stessa o le ragioni per cui è stata tenuta. Il secondo titolo si riferisce a un incendio nel residence Galaxy dell'Ateneo bolognese, ma leggendo il titolo e la prima frase il lettore non sa ancora niente di questo evento se non che è successo qualcosa di terribile. Lo stesso effetto è provocato dal terzo titolo. Non si parla subito del fatto, cioè dell'acqua avvelenata nei supermercati, ma delle difficoltà causate da questo fatto. In questo esempio va anche menzionato l'accento sulla patria dei lettori: si ha l'impressione che il giornalista desideri appellarsi alla comunità degli italiani, che così sembrano essere colpiti tutti quanti dall’atto terroristico. Anche il quarto esempio scambia l'ordine causa-effetto: prima si parla del terrore, un termine che è stato adoperato anche nel secondo titolo, e solo dopo il lettore viene informato di qual è la causa di questo terrore. Il quinto esempio rivela un'altra volta che spesso il giornalista, nella formulazione del titolo, cede il posto della parola-chiave ad espressioni più emotive. Qui, la prima cosa che si percepisce non è l'incidente stradale, argomento centrale dell'articolo, ma l'atmosfera del sangue e della morte. In "Leggo" si può osservare un'altra caratteristica tipica dei giornali sensazionalistici: la descrizione di atteggiamenti e sentimenti personali, e la presentazioni di altri fatti che non servono a capire meglio la vicenda. Un articolo, pubblicato da "Leggo" il 16.12.2003 nella rubrica "Cronaca", descrive la morte di un anziano che stava per entrare nel Pronto Soccorso di un ospedale. Oltre al fatto, cioè al tentativo fallito dell'anziano di andare in ospedale, c'è una vera e propria narrazione che descrive in modo patetico il tempo prima della morte e poi la morte dell'anziano. Il lettore viene a sapere dei dettagli della malattia della vittima, come il medico di turno non abbia potuto aiutarlo consigliandogli di andare all'ospedale, come poi l'anziano, accompagnato dal figlio, sia sceso dalla macchina dicendo "Sto male, sto male", e come poi il figlio sia disperato quando il padre è caduto per terra davanti all'ospedale. Tutti questi elementi aggiuntivi non fanno capire meglio ciò che è successo, ma sostengono lo stile narrativo dell'articolo, e lo prolungano in modo che possa apparire con un titolo da grandi caratteri, come punto di focalizzazione della pagina. I giornali hanno, come gli altri mass media, il potere di fornire informazioni a un pubblico molto vasto. Oltre a "illuminare" la gente e a farla partecipare alla realtà del mondo, questo potere può anche servire a far credere delle cose non vere e a guidare l'opinione del pubblico in una certa direzione. Ci sono vari tipi di notizie che disinformano il pubblico, cioè che non portano nessuna informazione vera e propria o che forniscono perfino delle informazioni false: - Una notizia del tutto inventata, ma sostenuta da una documentazione ben elaborata, magari con delle fotografie e delle interviste, appare molto credibile e seria e per il pubblico, e non c'è nessuna ragione per non credere a ciò che viene comunicato. - Una notizia, basata su una pura ipotesi, può essere venduta come un annuncio che riferisce dei dati certi e sicuri. Anche se dopo vengono forniti ridimensionamenti o correzioni di informazioni false, la prima opinione del pubblico rimane. Le smentite spesso non possono annullare l'effetto che ha avuto la notizia principale, che ha un impatto forte soprattutto se viene ripresa più volte prima di essere corretta. - Una notizia che risponde solo alla fame del pubblico di sapere qualcosa di nuovo, spesso sottolinea gli elementi scandalosi di un evento e non aggiunge nessuna informazione utile alla migliore comprensione dell'evento. Così la richiesta del lettore di avere notizie fresche è soddisfatta, ma egli non è più informato di prima. Le cosiddette “leggende metropolitane” sono storie tragiche con un forte impatto emotivo sul pubblico. Queste storie compaiono e scompaiono rapidamente, e così le storie che sono ambientate nello stesso ambito possono essere presentate a intervalli brevi l'una dall'altra. In questo modo il lettore ha la sensazione di avere a disposizione sempre delle informazioni fresche, che in realtà non si distinguono molto dalle informazioni presentate dalle notizie precedenti. - Una notizia può essere la base per un'altra notizia e questa può fungere come fonte per ulteriori annunci. Se questo processo viene continuato si arriva a un punto dove la notizia non ha più nessun rapporto con i fatti reali. Il lettore ha difficoltà a verificare qual è stata la fonte primaria e deve accontentarsi del fatto che la notizia è vera perché si riferisce a un'altra notizia. Quest'autoriflessività, autosufficienza e autolegittimazione dell'insieme delle notizie rende poco distinguibile quali informazioni siano collegate a un fatto, quali a un'altra notizia e quali siano del tutto inventate. Il voyeurismo è una caratteristica inerente al pubblico, e i giornali, per motivi finanziari, sono sempre un po' obbligati alla soddisfazione dei desideri dei loro lettori. Di conseguenza offrono, oltre a delle informazioni obiettive, anche delle notizie voyeuristiche. Nella rubrica dello sport, per esempio, non importa mettere sempre in primo piano la partita, ma spesso sono i piccoli pettegolezzi attorno a una squadra che suscitano l'interesse del lettore. Anche nel campo della politica si può osservare il voyeurismo del pubblico (e del giornale): succede per esempio che ciò che un uomo politico dice ufficialmente non interessa quanto ciò che bisbiglia a sua moglie mentre sale in macchina. Queste cose, colte per caso da un giornalista, vengono poi pubblicate come grandi novità, e a non pochi lettori piace sapere qualcosa di più un personaggio pubblico. Note 17) Snow Robert P., La cultura dei mass media. Stampa, cinema, televisione: dinamiche della comunicazione, Torino, ERI, 1987, p. 52. [back]
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