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Conclusioni: quale futuro per le Tv di strada?

 

 

 

 

La televisione, intesa nel senso “tradizionale” del termine, è sempre stata un sistema comunicativo centralistico, unidirezionale e pertanto con un effetto passivo sui riceventi-telespettatori. I costi della produzione televisiva hanno da sempre impedito l’accesso da parte di operatori privi della disponibilità di forti capitali da investire. Oggi, per fortuna questo non è più tanto vero. Adesso, i mezzi di produzione visiva sono diventati accessibili a tutti: una telecamera digitale ha un costo abbordabile da molti e la digitalizzazione delle macchine rende possibile un’immediata integrazione della produzione visiva su Internet.

Inoltre, grazie alla disponibilità crescente di banda larga si potranno far circolare su Internet grandi quantità di videostreaming. In futuro si delinea la possibilità di un’inedita integrazione tra dispositivi di rete e ricombinazione di frammenti di produzione visiva in una sorta di “contenitori” (come per esmpio: New Global Vision [6]) che facciano da crocevia e da banche dati visive per materiali di tutti i tipi, una sorta di jukebox accessibili a tutti.

In questo modo un giorno, forse, sarà possibile lo scambio di materiali tra la miriade di micro emittenti, consentendo una programmazione con palinsesti ricchi, all’interno di una grande rete multimediale con una copertura non più solo locale.

Per quel che concerne il panorama mediatico italiano, le telestreet sono una realtà ancora marginale. Ma sono anche e soprattutto la tendenza e il futuro possibile. Tecnologia di comunicazione a portata di tutti, e creazione di innumerevoli isole di video-informazione e video-creazione nella rete.

 

Note

6) www.ngvision.org [back]