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Presentazione
Gli avvenimenti degli ultimi anni del diciannovesimo secolo, dal periodo della contestazione sociale studentesca, passando per la fine della guerra fredda fino alla percezione nel popolare del fenomeno della globalizzazione, stanno portando ad un’esigenza di affermazione dell’identità e della propria importanza sociale, ma ricca di una individualità importante sia intellettuale che economica che politica, che da molti viene issata sul pennone comune e ormai semplificato al limite della superficialità della libertà di parola/opere/espressione. Già nei primi settanta si poteva assistere ai primi tentativi di comunicazione di questi moti di indipendenza anti-omologativa di base popolare, con i primi tentativi di creazione dei collettivi, delle radio libere e della stampa di giornali autoprodotti indipendenti. Questo processo ha seguito un percorso simile a quello riscontrabile nell’evoluzione della comunicazione di massa: dalla tradizione orale, trasmessa di generazione in generazione, si è passati alla carta stampata, alla radio e alla televisione, giungendo nei settanta al contributo dato dalle prime radio libere. Oggi, all’inizio del terzo millennio, il medium che raggiunge l’audience maggiore è Internet, con la creazione di siti di libera comunicazione attraverso i quali è possibile pubblicare la propria visione del mondo e farla arrivare ad un numero importante di persone. Altra prerogativa del mezzo Internet è quella della creazione di database informatici in cui è possibile memorizzare i propri contributi audiovisivi e sonori, in modo da diffondere il proprio messaggio attraverso un medium “caldo” a grande partecipazione. Con questa tesina si vorrebbe studiare quello che è il passaggio intermedio, quelle televisioni di strada (telestreet) che, seppure con scopi diversi, si trovano unite al medium Internet da un doppio filo: quello dello scambio del materiale registrato e da trasmettere, e quello del perseguimento di un maggiore bacino di audience da raggiungere. Lo studio, partendo dall’esempio di una televisione di strada di Bologna, Orfeo TV, la prima per diritto di nascita nel circuito delle telestreet, con l’aiuto nell’analisi del fenomeno data da punti di vista di studiosi delle comunicazioni di massa, cercherà di capire se e dove quest’esperienza è funzionale allo scopo, e se ci sono ragioni che la possono portare a fallire all’interno di un discorso incentrato sul medium e sull’audience.
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