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Tecnologie e Società
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La casa abile per i non abili
La domotica a servizio delle persone portatrici di handicap è una realtà importantissima. Si stima che in Italia le persone non dotate di autonomia siano circa 4 milioni, di cui 2 milioni circa di invalidi, 1,5 in modo permanente e 1 milione di età superiore ai 65 anni [2]. L'utente con maggiori problemi dal punto di vista abitativo è sicuramente il paraplegico. Per queste persone la struttura abitativa ideale è quella che si sviluppa su un unico piano. Per far sì che il disabile abbia sempre la situazione sotto controllo, Philips ha creato Daemond un sistema di telecontrollo vocale che, con semplici comandi, consente di movimentare e gestire tutte le parti dell'alloggio, dagli elettrodomestici, alle apparecchiature elettroniche, agli elementi di arredo. Il sistema funziona con un radio microfono che consente di impartire i comandi a un comune PC che interagisce con la rete dei dispositivi installati, grazie a un evoluto protocollo di comunicazione. La trasmissione avviene a onde radio e quindi l'installazione non prevede il passaggio di cavi. La flessibilità di Daemond consente, inoltre, l'integrazione con tutti i dispositivi di sicurezza. Già oggi esistono diversi sistemi di telesoccorso. In futuro un apparecchio grande poco più di un telefonino controllerà costantemente i parametri vitali dell'anziano o del disabile. Collegato via radio a una centralina che in caso di rilevazione di dati anomali (ad esempio battito cardiaco alterato, respiro affannoso, temperatura troppo alta, periodi troppo lunghi di immobilità ecc) allerterà una postazione di soccorso. Spesso la tecnologia domotica è vista come appannaggio di privilegiati facoltosi, o comunque come uno strumento di autoaffermazione applicato alle piccole e superflue comodità quotidiane. Non è sempre così: ci sono casi in cui le innovazioni tecnologiche sono utilizzate per fini terapeutici e di ricerca medica. Il fine di tale progetto è quello di consentire a disabili motori ed anziani un graduale reinserimento nell'ambiente domestico, e di abituarli all'utilizzo di tecnologie in grado di offrire loro una quasi totale autonomia e una maggiore sicurezza, oltre alla possibilità di evitare lo sradicamento sociale e familiare. A tale scopo su una sedia a rotelle e sulla testata del letto è collocato un telecomando che esegue diverse funzioni: riconosce i comandi del paziente; attiva, spegne, regola la luce; apre e chiude le tapparelle e le porte; attiva il videocitofono; richiede un pronto intervento tramite telefono; aumenta o diminuisce la temperatura; gestisce il televisore e l'Hi-Fi. In tutto l'appartamento sono distribuiti alcuni sensori, in grado di gestire eventuali situazioni di indecisione da parte del disabile/anziano, o di rilevare eventuali fughe di gas o allagamenti.
Ecco come la tecnologia può migliorare la vita di un disabile; ce lo spiega Fausto Morigi [3], colui che davvero l’ha applicata alla sua casa: «in un caldo pomeriggio di maggio dello scorso anno ero in casa da solo a leggere un libro. Volevo andare in giardino nel gazebo per espormi un po’ al sole. C’era la porta d’ingresso chiusa. “Come faccio ad uscire di casa?” Sopra la mia abitazione c’e’ l’appartamento di mio fratello sposato con tre figli. Provo a telefonargli ma in casa non c’e’ nessuno. Telefono ad un amico vicino di casa, il quale dopo cinque minuti è da me. “Oh! finalmente sono in giardino”. Non era la prima volta che avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse, da quando sono disabile (tetraplegico). Da circa nove anni vivo in una condizione di “dipendenza” pressochè totale: vestirmi, mangiare, lavarmi e....andare in giardino sono operazioni che nella mia condizione comportano un aiuto di altre persone. Però quella volta la riflessione fu profonda. "Posso diventare più autonomo?” Nella mia mente si e’ accesa una lampadina. Avevo letto in una rivista un articolo che parlava di “domotica” [...] Ora i lavori sono terminati e la mia autonomia è molto aumentata. Certamente senza queste applicazioni non sarei mai stato in grado di raggiungere l’indipendenza e la libertà di oggi. Spero molto presto di potere gestire tutto l’ambiente della casa anche con un comando vocale. Penso che la domotica installata nelle abitazioni di persone con grave disabilità, sia una cosa davvero utile, anche se in verità, il costo e’ abbastanza alto e purtroppo non tutti i disabili possono permettersi di eseguire simili interventi nell’abitazione. In Italia disabilità e autonomia sono termini ancora troppo spesso in contrapposizione.» [4]
Note 2) Tratto dalla pagina web http://www.buildlab.com/particle.php?ar=152 [back] 3) Fausto Morigi è nato a Cesena, dove vive tuttora, il 15 febbraio 1960. Nel 1992 una banale caduta in bicicletta, diventa per lui causa di una grave disabilità: trauma alle vertebre cervicali C4-C5, con lussazione del midollo spinale. In una parola para-tetraplegia. Conosce la domotica nel 1999 e in seguito decide di utilizzarla nella propria abitazione. Nel dicembre del 2000 è diventato Presidente dell’Associazione Paraplegici dell’Emilia-Romagna, sezione di Forlì-Cesena. Nel maggio 2001 ha pubblicato presso la Costantini Editore di Cesena la sua prima opera letteraria, Il sole nasce ancora, libro-testimonianza in cui narra la terribile malattia e tutti i suoi “segreti” per imparare a convivere con l’handicap. [back] 4) Tratto dalla pagina web http://www.disabili.com/content.asp?L=1&IdMen=116&SUBC=1636 [back]
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