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Grand Theft Auto: San Andreas
La saga di Grand Theft Auto nasce il secolo scorso, esattamente nell’ottobre del 1997 fa la sua comparsa il titolo GTA, disponibile per PC, Playstation e Game Boy Color. Subito dopo la sua uscita viene contestato dalla critica, a causa del suo stile violento e contro le regole del buoncostume. Infatti, il protagonista di Grand Theft Auto è un criminale alle prime armi e lo scopo del giocatore è quello di guidarlo nel pericoloso mondo delle gang, superando diverse missioni con scopi “poco legali” e girovagando per le strade di una non definita città degli Stati Uniti. Milioni di appassionati di videogame per PC di tutto il mondo non hanno saputo rinunciare al fascino del suo coinvolgimento, infatti questo primo episodio ha venduto poco meno di 5 milioni di copie. Il successo di questo titolo ha fatto prendere la decisione giusta a Take Two Interactive, ovvero continuare la saga con un secondo titolo, ancora più coinvolgente, caratterizzato da missioni sempre più intrecciate tra loro, sparatorie mozzafiato, inseguimenti e rapine da infarto ed infine le famose risse con i passanti della strada. Il titolo di questo nuovo episodio è Grand Theft Auto: London 69, uscito nel 1998, disponibile per PC e Playstation. Le critiche mosse da tutti coloro che erano contro l'uscita nel mercato dei due titoli precedenti non hanno di certo fermato Take Two Interactive che non ha rinunciato alla realizzazione di un terzo titolo, Grand Theft Auto II, uscito nel 1999 e potenziato ancora di più dal punto di vista del gameplay.
Ma è nel 2001 che questa casa di produzione dà vita a delle importanti innovazioni rispetto alle precedenti edizioni, soprattutto per quanto riguarda la grafica e lo stile di gioco. Se nelle precedenti edizioni l’unica visuale utilizzabile era la vista dall’alto, con il nuovo episodio Grand Theft Auto III abbiamo a disposizione una visuale completamente in tre dimensioni ed un’altra inedita in terza persona al livello della strada. Le innovazioni grafiche non si fermano di certo qui: la città (chiamata Liberty City) è riprodotta con dettagli maniacali e maggiore è stata anche la cura nella riproduzione dei passanti che passeggiano sui marciapiedi, capaci anche di inseguirci e reagire se infastiditi. Anche il database dei mezzi di trasporto (automobili, camion, furgoni, corriere e qualsiasi altro mezzo a 2 o 3 ruote) è notevolmente incrementato rispetto alle precedenti edizioni, così come l’ampia gamma di armi a disposizione. Ma le novità più importanti Take 2 Interactive le propone per le possibilità di gioco. Grand Theft Auto III, come abbiamo anche precedentemente citato, è un titolo dedicato al mondo delle gangs ed il protagonista è un semplice criminale alle prime armi, con poca fama, e difficilmente sarà preso seriamente in considerazione da una delle bande criminali che detiene il controllo della città se prima non avrà portato a termine qualche missione. Infatti i risultati delle missioni saranno gli unici fattori con cui verremo giudicati dai nostri boss. Tempi brevi, armi giuste ed esperienza è ciò che serve per portare a termine le missioni che spaziano da semplici scorte a “pezzi grossi” della malavita a gare clandestine. Ci imbatteremo infatti in rapine, favoreggiamenti alla prostituzione, droga, pedinamenti, risse ed importanti riscossioni. Le missioni non hanno nulla di scontato e dovremo sempre fare attenzione alle gazzelle della polizia ed ai fatidici posti di blocco. Un arresto od una perdita elevata di tempo potrebbero far fallire lo scopo della missione, causando un ridimensionamento della reputazione del nostro personaggio. Dopo due anni di lavorazione, nel 2003, Take Two Interactive propone ancora Grand Theft Auto: Vice City, in cui i miglioramenti sono immediatamente palpabili: muovendo i primi passi per la fascinosa città del vizio (...) si ravvisano una fluidità e un dettaglio superiori, il parco mezzi si arricchisce di spassosi motocicli e versatili velivoli, la guida si fa assai più realistica e divertente, un riuscito soundtrack su licenza contestualizza subito l’azione negli anni Ottanta, alle missioni viene conferito un taglio hollywoodiano, e bizzarri sottogiochi completano il quadro di azioni da effettuare per ottenere l’ascesa del nostro personaggio (Tommy Vercetti) nelle gerarchie malavitose locali.
Il 29 Ottobre del 2004 esce in Italia il sesto capitolo della saga: Grand Theft Auto San Andreas, e l’elemento che da subito colpisce maggiormente è l’atmosfera creata da Take Two Interactive. Ambientato nello stato immaginario di San Andreas, GTA mette il giocatore nei panni di Carl Johnson, un piccolo malavitoso di colore, da poco ritornato nella sua città natale a causa dell’omicidio della madre, uccisa da una gang rivale. Il gioco si presenta quindi permeato di quella cultura gangster-hip hop con tanto di abbigliamento, gestualità, gergo e linguaggio scurrile e violento; una realistica ricostruzione di ciò che è possibile trovare nei bassifondi di una metropoli californiana. Tanto realistica da obbligare PEGI a inserire sulla copertina della confezione i bollini relativi alla fascia d’età consigliata (maggiori di 18 anni) e alle scene di violenza animata. Pan European Games Information (PEGI) è il sistema di classificazione per fasce d’età relativo ai videogiochi applicato in Europa (ad eccezione dei Paesi in cui la legge in vigore prevede l’applicazione di altri sistemi) [3]. Come tradizione della saga, l’obiettivo è quello di portare a termine le numerose missioni che vanno a completare la trama, ma sarà anche possibile non seguire pedissequamente le missioni e vagare per la città.
Naturalmente sono state incrementate anche tutte le altre caratteristiche, come il parco veicoli, il motore grafico, ma la novità più importante è quella che ci permette di controllare completamente l’evoluzione e la customizzazione del protagonista. Infatti il nostro alter ego vedrà crescere e modificare le proprie attitudini in base alle sue abitudini, possiamo paragonarlo ad una sorta di “super tamagotchi”; se ha fame c’è solo l’imbarazzo della scelta di dove portarlo a mangiare, se in pizzeria o in uno dei tanti fast-food disponibili, se invece mangia troppo, ingrasserà a vista d’occhio. Di conseguenza per rimetterlo in forma potremo mandarlo in palestra o in una scuola di arti marziali o di pugilato. Dovremo anche prestare attenzione alle mode, rinnovando continuamente il guardaroba del nostro eroe, acquistando nuovi abiti ed accessori, o portandolo in un negozio di tatuaggi o da un parrucchiere, aumentandone il sex-appeal, fondamentale anche per stringere rapporti con le ragazze. Infatti potremo anche avere la nostra fidanzata virtuale, che aumenterà la sua stima in base ai posti in cui la portiamo fuori ed alla costanza con cui la andiamo a trovare. La meccanica sopracitata riserva ulteriori risvolti, estendendosi sia alle capacità di guida dei veicoli (rendendoci più abili con quelli che adoperiamo maggiormente) sia all’utilizzo delle varie armi. Merito di questo complesso sistema di crescita è che il protagonista non sarà statico, ma un vero specchio dei nostri desideri di distruzione, che si modifica con il trascorrere del tempo. Le innovazioni di San Andreas vedono coinvolti anche tutta quella serie di mini giochi che nei capitoli precedenti servivano da riempitivo per estendere in maniera non indifferente la longevità, e che ora non sono più parte di un microcosmo a sé stante, ma sono perfettamente integrati nel mondo di Grand Theft Auto. Entrando in un piccolo drugstore spesso ci capiterà di trovare vecchi arcade a gettoni, o nei bar potremo cimentarci con un rudimentale ma efficace e divertente tavolo da biliardo, magari sfidando un amico in un bel doppio o scommettendo qualche dollaro per arrotondare lo stipendio da malvivente.
Take Two Interactive ha inserito oltre ai mestieri pericolosi altre attività di natura lecita o per lo meno non accostabili ad un ergastolo. Ad esempio, possiamo fare il parcheggiatore per un grande albergo o lavorare per uno dei vari fast food. Altrimenti, se non ci piace la fatica, se siamo fortunati e se preferiamo i soldi facili, potremo sempre scommettere alle corse dei cavalli o mettendo piede nella città del divertimento, farci prendere dalla febbre del gioco, o potremo puntare soldi anche su improbabili gare di “ballo” clandestine a colpi di ammortizzatori idraulici tra auto super truccate.
Note 3) Per approfondimenti, http://www.pegi.info. [back]
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