NOEMA Home SPECIALS › Il ruolo dei media in 1984 e Fahrenheit 451
Tecnologie e Società
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Introduzione
1984 di George Orwell
Fahrenheit 451 di Ray Bradbury
Conclusioni
Bibliografia

 

Conclusioni

 

 

 

Dalla lettura comparata delle due opere analizzate affiorano aspetti che, mutatis mutandis, consentono di accostarle.
In primo luogo si riscontra in entrambi i casi il ricorso ad un massiccio uso del mezzo televisivo, che richiede un tipo di approccio sicuramente più passivo rispetto, ad esempio, alla lettura.
Tutti e due i sistemi di controllo descritti da Orwell e Bradbury prevedono inoltre l’abolizione dei documenti al fine di eclissare eventi e notizie alla conoscenza degli individui, rendendo questi ultimi più facilmente controllabili dal governo.


Spesso, poi, scarsa o nessuna importanza è riconosciuta al reale svolgimento di determinati accadimenti: ad essere avvalorate sono piuttosto le realtà proposte dai media, che si accostino o meno alla verità [38].
In entrambi i casi è poi abolita la cultura d’élite, lasciando il monopolio esclusivo alla cultura popolare, ancora una volta in conformità all’esigenza di mantenere la gente ad un livello culturale basso e uniforme, al fine di poterlo più facilmente controllare.


Così tanto in 1984 che in Fahrenheit 451 si pone la necessità di riscrivere i classici in funzione della nuova società, e se in Fahrenheit vengono compressi, riassunti e sintetizzati fino ad essere eliminati, in 1984 essi sono accuratamente riscritti resi in accordo col regime ricorrendo persino all’eliminazione di Dio e dell’amore, incanalando così l’attenzione totale delle persone nell’unica direzione possibile, il punto fermo del GF. Se dunque in Fahreneit i mezzi di comunicazione sono prevalentemente volti alla distrazione delle masse, in1984 viene invece posto l’accento sulla nascita di una religione laica, incentrata sul culto del GF e del partito.

Differenze come questa palesano la presenza di un legame con i totalitarismi (e con le strutture su cui essi fondano il proprio potere) che è molto più intenso in 1984 che non in Fahrenheit.
Un simile aspetto può essere ricondotto alle differenze di provenienza e di date di stesura dell’opera che distinguono i due autori: probabilmente gli anni in cui Orwell scrive, immediatamente successivi al termine della Seconda Guerra Mondiale, e il suo essere europeo, lo rendono più sensibile ai meccanismi dei totalitarismi, forse avvertiti meno qualche anno più tardi dall’americano Bradbury.

Al di là di queste differenze, il punto di forza che consente di avvicinare i due romanzi è l’uso che entrambi fanno dei media e la relazione che si crea tra questi ultimi e i loro fruitori. In questo senso sarebbe interessante stabilire "se siano i gusti del pubblico a determinare l’offerta dei media” o viceversa. “La risposta sta probabilmente nel mezzo, per cui i gusti del pubblico sarebbero sia una causa che un effetto dell’offerta dei media” [39].


Oggi la concezione che vede i media come forze indipendenti in grado di plasmare a proprio piacimento la società risulta superficiale e superata. Ciononostante resta sorprendente l’abilità con cui, già alla metà del secolo passato, Orwell e Bradbury, romanzieri ben lontani dall’essere studiosi di comunicazione, siano riusciti a giocare, facendoli propri, coi meccanismi che muovono le fila dei media e delle loro influenze, intuendo il peso sempre maggiore che i mezzi di comunicazione sarebbero andati acquisendo nel futuro.

 

Note

38) Così ad esempio in Farhenheit, quando ormai l’inseguimento di Montag procede senza agili sviluppi, nonostante il protagonista riesca a fuggire, viene comunque puntata e uccisa una vittima, presentata agli occhi dei telespettatori come reale colpevole. [back]

39) Melvin L. DeFleur, Sandra J. Ball-Rokeach, Teorie delle comunicazioni di massa, Bologna, Il Mulino, 1995, p. 226. [back]