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Contenuti e utenze: finalmente un canale aperto
Il bacino di utenza dell’emittente libera Teleimmagini è a tutt’oggi
oggetto di campagne portate avanti prima di tutto dal passaparola tra singoli
individui ma spesso anche con volantinaggi e serate di autofinanziamento presso
l’XM 24 con musica, proiezioni e “dirette TV”. Il muro ancora
da varcare è infatti quello di comunicare cun una utenza assuefatta
alla comunicazione televisiva di massa: quella dove il pubblico è spinto
il più possibile alla passività – pur essendo spesso portato
a credere il contrario visto il crescente utilizzo, da parte dei grandi canali
privati e dal cosiddetto servizio pubblico, di tecniche fatte di telefonate,
voto da casa via sms e pubblico presente in sala per simulare una partecipazione
praticamente inesistente. Le potenziali utenze di Teleimmagini, inoltre, costituiscono
un gruppo eterogeneo: una variegata mescolanza di nazionalità e tradizioni,
di persone che lavorano in imprese edili, fabbriche e centri commerciali, dipendenti
pubblici ma anche situazioni a margine, in un quartiere quasi completamente
d’edilizia popolare che vede il bolognese-bolognese soggetto assai più raro
di come lo stesso sia portato a pensare.

Il messaggio che si vuole far passare è quello prima di tutto
meccanico: trovare uhf 71. Anche divulgare informazioni sulle caratteristiche
della TV
di quartiere è importante per cambiare l’approccio dell’utente
del media per il quale i ragazzi del centro sociale sono soltanto causa di
disinteresse, se non addirittura di interferenza.
La risposta all’inizio è limitata a frequentatori del centro
sociale. Ma con il passaparola anche persone che magari non conoscevano
neppure l’esistenza
dell’XM 24 e di Teleimmagini prendevano “contatto” dapprima
con il nuovo sistema di fare – e di guardare – la televisione,
poi con telefonate al numero dello studio di Teleimmagini, email e visite allo
spazio autogestito. Così si tramandano episodi di genitori che telefonavano
per conto dei figli per poter vedere quel tale cartone animato; di un signore
anziano che è arrivato al centro una mattina lamentando di non riuscire
più a vedere i documentari storici sulla Resistenza (si trattava di
una pausa “tecnica” presto risolta), della costruzione di un rapporto
diretto e biunivoco che talvolta culminava con saluti “in diretta” di
un operatore al remoto telespettatore [10].
Del resto i primi contenuti di Teleimmagini erano frutto di una raccolta
di materiale che poteva suscitare da subito interesse, partita dai
precedenti
progetti individuali e collettivi confluiti nella realizzazione dell’emittente
con materiali che erano già qualitativamente selezionati e mediaticamente
rivoluzionari. Bisogna assolutamente tener conto dei presupposti assiomatici
della telestreet e di tutto quanto il contesto che la accoglie: sono il software
libero e i Creative commons; contro il divieto di condivisione di saperi, il
copyright e la segretezza dei codici sorgente dei programmi commerciati.
Con un archivio cinematografico vastissimo in cui i film hollywodiani
figurano in una percentuale pari ai film di produzione, ad esempio,
indonesiana, Teleimmagini
raccoglie in giro per il web e per le cinetechie e gli archivi cittadini, documentari
sulla Resistenza tra cui sezioni dedicate alle lotte civili nel quartiere Navile;
documentari autoprodotti in situazioni di guerra, frutto del lavoro di mediattivisti
sparsi per il mondo e connessi tra loro da Indymedia, Ngvision e altri siti
di cui si parlerà approfonditamente nel prossimo paragrafo. Inotre Teleimmagini
trasmette registrazioni di concerti da Keith Jarret a Woodstock passando per
i live teletrasmessi dal salone o dal cortile dell’ex mercato, cartoni
animati autoprodotti ma anche prime visioni appena uscite al cinema (non certo
per la qualità delle pellicole ma piuttosto come forma di boicottaggio
del sistema di distribuzione commerciale fondato sul copyright), interviste,
materiale raro e inedito, servizi dal quartiere (uno dei progetti in fase di
realizzazione è la diretta dei corsi di alfabetizzazione della Scuola
Italiano Migranti, esempio epocale di televisione di servizio dai tempi dei
programmi di alfabetizzazione Rai degli anni Cinquanta).
Uno dei progetti concreti di radicamento del rapporto col territorio
su cui insiste il segnale di Teleimmagini è quello del Laboratorio Mercato.
Un tavolo che riunisce l’associazione di quartiere che ha in gestione
il centro sociale comunale Katia Bertasi in via Fioravanti 22, proprio accanto
all’XM 24; lo stesso XM24 in tutte le sue molteplici realtà e
un numero consistente di cittadini interessati al futuro di un’area immensa
come quella dell’ex mercato ortofrutticolo. Infatti sono già delineati
da parte di Comune e aziende private i piani di recupero e riedificazione dell’area
dismessa da un decennio: progetti che lasciano molto spazio all’edilizia
residenziale e commerciale ad alta densità, seppur inserite in un contesto
di piste ciclabili e verde pubblico, ma dove il rischio da parte di una popolazione
spesso dimentica addirittura del significato stesso della parola “pubblico”, è quello
di farsi soffiare di sotto il naso la possibilità stessa di esprimere
la propria opinione. Pertanto esiste una base pratica perchè Teleimmagini
acquisti maggior “località” anche se le vere possiblità di
moltiplicazione dei contatti risiedono profondamente nella Rete.
NgVision e Indivia.net: a un passo dallo streaming
A differenza di molte televisioni di quartiere che per questioni di risparmio
e voto incondizionato ad un’assoluta spartanità, si sono limitate
ai supporti analogici – talvolta un semplice videoregistratore collegato
direttamente al trasmettitore che permette di trasmettere consecutivamente
per al massimo quattro ore – Teleimmagini si è da subito organizzata
con una rete informatica. Il sistema è formato da un server a cui sono
collegati diversi computer (il loro numero varia secondo quanti, di volta in
volta, mettono a disposizione i loro strumenti) di cui due sono stati acquistati
in forma collettiva: si tratta di un pc programmato per funzionare sia in sistema
Linux che Windows 2000, unica piattaforma su cui per il momento può funzionare
Adobe Premiere, il programma di editing video più diffuso e di maggior
maneggevolezza., e un altro in cui sono archiviati tutti i materiali della
televisione. Tramite un software libero, Vlc, in grado di mandare in onda a
ciclo continuo tutti i filmati inseriti precedentemente in una playlist che
spesso contiene l’intero archivio e che viene programmata random, la
TV è in grado di emettere informazioni audiovisive ventiquattr’ore
su ventiquattro. Un sogno al quale la televisione di stato è giunta
dopo trent’anni di crescita e con innumerevoli sforzi umani ed ecomici
e che oggi è realizzabile con un qualsiasi personal computer sufficientemente
sofisticato. A gravitare nella sede di Teleimmagini, oltre ad una ventina di
assidui operatori c’è anche una vasta gamma di apparecchiature
di registrazione digitali e analogiche spesso professionali (sono in molti
nel frattempo ad aver concluso gli studi e potersi dedicare a vari progetti
lavorativi). Teleimmagini è anche un sito internet il cui spazio è stato
fornito dal server Indivia.net, un progetto nato da alcuni frequentatori dell’hacklab
confinante con gli studi della telestreet i quali hanno dato vita a uno spazio
virtuale visibile da tutta la rete che può contenere tutte le produzioni
video della televisione e un sito informativo, potenzialmente raggiungibile
da ogni parte del mondo. Video prodotti da Teleimmagini stanno così sicuramente
circolando in Argentina, trasmessi dalle tv piquetere di Rosario e Buenos Aires [11].
Un altro snodo fondamentale dell’attività di Teleimmagini si basa
sul rapporto diretto che la microtv ha instaurato con NgVision, il più grande
raccoglitore multimediale di materiali autoprodotti da TV di quartiere in tutto
il mondo ma anche da singoli mediattivisti. Il sito permette, utilizzanto software
di pubblico dominio, di scaricare o pubblicare video nonchè di inserire
le proprie produzioni mettendole a disposizione di un circuito di piccole realtà accumunate
da valori etici simili e complementari.
Il salto di qualità di Teleimmagini, cui da tempo chi fa funzionare
le trasmissioni è spinto dai costi sempre più accessibili e dalle
allettanti prospettive di diffusione, è quello dello streaming video.
Un passaggio obbligato per chi rappresenta la frangia di un’avanguardia
sempre pronta a mettersi in gioco su strade appena aperte e poco battute. I
risvolti sociali che tale passo significherebbe per la collettività sono
di là da venire ma già ampiamente presi in considerazione da
coloro che si interessano di comunicazione.
Note
10) Vedi nota 4. [back]
11) Interviste dirette – fonti: alcuni operatori
del collettivo dell’hacklab XM24. [back]
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