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Duemila euro e un antennista: la TV fai-da-te
Contenuti e utenze: finalmente un canale aperto
Prospettive e conclusioni
Bibliografia e webgrafia

 

Duemila euro e un antennista: la TV fai-da-te

 

 

 


Teleimmagini incide per la prima volta l’etere della Bolognina alle 15.51 del 18 marzo 2003. La sua antenna è installata in cima ad una torre di architettura fascista che sovrasta l’ingresso principale dell ex mercato ortofrutticolo: un edificio più alto di quelli circostanti a poche decine di metri da piazza dell’Unità, centro fisico e sociale del quartiere Navile. Un edificio in disuso che però non può essere abbattuto a seguito di nuove norme varate dall’ultimo Governo Berlusconi in materia di edilizia e protezione degli edifici cosiddetti “di valore storico”.

 

torre

 

La tecnica di trasmissione è analogica e sfrutta un impianto costituito da un trasmettitore, un amplificatore di segnale da un watt distribuito su due antenne da mezzo watt ciascuna – per quanto riguarda la struttura “emittente” mentre si avvale di un mixer video e un paio di personal computer per l’editing dei programmi. Insomma, un’attrezzatura minimalista che fa di Teleimmagini da subito un’avanguardia della rivoluzione nella distribuzione e utilizzo delle frequenze e che costa ai ragazzi dell’ex Laboratorio delle attrazioni la cifra arrotondata per difetto di duemila euro.

 

trasmettitore

 

A proposito di frequenze, le prime prove tecniche e successivamente le prime trasmissioni vengono trasmesse sulla frequenza uhf 68: una soluzione ricavata dalla presenza, rilevata da un abile antennista che collabora con il gruppo, di un cono d’ombra che copre una piccola area del quartiere su di una frequenza che appartiene a Italia7 – Telecity, emittente privata che non tarda a reclamare la proprietà dei circa cento metri quadri di etere occupati da Teleimmagini. Quest’ultima viene così trasferita sul canale uhf 71, che si scopre essere per molte telestreets lungo la penisola [9] un facile ripiego praticamente inattaccabile dalle emittenti private e scarsamente utilizzato - se non del tutto libero – da parte di operatori militari. Il canale infatti appartiene allo stato, assieme alle frequenze 70 e 72, ma non viene sfruttato per superamento, da parte della tecnologia militare, dell’esigenza. Il problema principale, attualmente al vaglio del collettivo che controlla le trasmissioni, resta quello degli apparecchi: se infatti Teleimmagini riesce fisicamente a raggingere le antenne di quasi tutto il quartiere, sono in realtà parte considerevole dell’insieme degli apparecchi TV a non raggiungere per caratteristiche di costruzione, la frequenza della telestreet. Infatti, mentre i comunissimi televisori Mivar – tra i più economici e diffusi – prevedono la possibilità di sintonizzazione su uhf 71, ce ne sono molti, anche commercializzati da marchi internazionali quali Sony o Grunding, che non lo permettono.

 

impianto


Dai suoi 35 metri l’antenna di Teleimmagini ha comunque un buon raggio di azione e, nonostante un sequestro-lampo da parte della polizia postale – una cosa è occupare un cono d’ombra, un’altra è trasmettere su una frequenza militare... – la neonata TV di quartiere si ostina nella trasmissione raggiungendo potenzialmente alcune migliaia di persone, per il momento molte delle quali ancora ignare dell’intrusione mediattivistica che si è infilata tra le preselezioni ben fisse sul telecomando e tutte le altre, innumerevoli possibilità di fare e consumare TV.

 

TV

 

Note

9) La nascita delle telestreets coincide con quella di Orfeo TV a Bologna nel 2002. Altre sono Insutv di Napoli, Telecerini di Pisa, Mediattori di Perugia, Telecitofono di Reggio Emilia. Poi ci sono Candida TV, Telefermento, Ant TV, Isola TV, Tilt TV. Molte di queste partecipano ad un grande raduno organizzato all’XM24 nel 2002 denominato Eterea 2. La maggior parte trasmettono sul canale uhf 71. [back]