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Principi generali nel rapporto tra media, situazioni e comportamento.
Molte differenze che un tempo si percepivano tra individui appartenenti a diversi “gruppi sociali” erano sostenute dalla suddivisione degli stessi in mondi di esperienza molto diversi. Questa separazione in varie situazioni ha favorito distinzioni tra comportamenti da palcoscenico e comportamenti da retroscena. Utilizzando appunto la metafora del palcoscenico teorizzata da Goffman sappiamo che la vita sociale delle persone si organizza utilizzando ambienti che servono per “rilassarsi” e per preparare i ruoli che ognuno dovrà “recitare” negli spazi di ribalta. Per questo, individui appartenenti allo stesso gruppo tendono a condividere gli stessi ruoli e a favorire la stessa rappresentazione. La maggior parte delle persone che vivono o lavorano assieme per un lungo periodo di tempo tendono a sviluppare legami di squadra molto forti. Il rapporto tra identità e spazio condiviso è legato all’accesso alle informazioni. Un tempo per essere in un gruppo e condividere esperienze e informazioni bisognava essere in uno spazio fisico preciso. Proprio grazie all’isolamento collettivo si creavano sistemi informativi condivisi (e segreti) ma specifici che univano i membri in un gruppo e li separavano dagli “esterni”. L’accesso al territorio era quindi indispensabile per potersi integrare al gruppo stesso. Riunendo tanti gruppi diversi di persone in uno stesso “luogo” informativo i media elettronici hanno favorito la confusione di molti ruoli sociali un tempo divisi. La televisione ha reso informativamente partecipe milioni di persone contemporaneamente su determinati argomenti, disintegrando così le barriere fisiche che si opponevano allo scambio informativo. Quindi per prevedere gli effetti di un nuovo medium sulle identità di gruppo si possono anche esaminare i modi in cui il medium sostiene o compromette il rapporto tradizionale tra collocazioni fisiche specifiche e sistemi informativi isolati. La socializzazione è il processo del divenire, il passaggio da un ruolo ad un altro avviene attraverso l’accesso controllato alle informazioni di gruppo. Una persona in procinto di integrarsi in un gruppo ha un accesso limato rispetto al complesso delle informazioni. L’identità di gruppo, spiega sempre Meyrowitz, si fonda su sistemi informativi “condivisi ma particolari”. Più i sistemi informativi sociali separati sono numerosi, maggiore è il numero dei gruppi separati. Dunque la fusione attraverso i media elettronici di molte situazioni un tempo separate produce un omogeneizzazione delle identità di gruppo. A seguito della diffusione della televisione le informazioni accessibili alle famiglie “povere” ora sono più simili a quelle accessibili dalle famiglie di ceto medio. Oggi le donne possono accedere a informazioni molto più simili a quelle disponibili per gli uomini. I gruppi un tempo separati non sono solamente più informati sulla società in generale,ma dispongono anche di un maggior numero di informazioni reciproche, informazioni che un tempo distinguevano gli “interni”dagli “esterni”. L’integrazione delle informazioni fa sembrare più probabile e auspicabile l’integrazione sociale. Le distinzioni di status in genere esigono distinzioni di accesso alle situazioni. Più le persone condividono sistemi informativi simili maggiore è la richiesta di trattamento paritario. Ecco allora che non sorprende, come dice Meyrowitz , che le tensioni relative all’integrazione negli Stati Uniti raggiungessero il culmine una volta che la televisione aveva completato la propria penetrazione nelle abitazioni degli americani. I media elettronici hanno avuto un enorme impatto sull’identità di gruppo scardinando il rapporto tra collocazione fisica e accesso alle informazioni. Un tempo l’accesso alle informazioni sociali da parte di molte categorie (donne, abitanti dei ghetti, detenuti ecc.) era limitato proprio dal luogo fisico in cui vivevano. Ora i messaggi elettronici televisivi, radiofonici, telefonici permettono agli individui di interagire con altri individui e di fare esperienza della “presenza reciproca” nonostante l’isolamento fisico. I media elettronici cominciano a sovrapporsi alle identità di gruppo basate su “co-presenza” e creano molte nuove forme di associazione che hanno poco a che vedere con la collocazione fisica. Un luogo fisico condiviso favorisce una prospettiva condivisa che a sua volta rafforza la solidarietà di gruppo. In genere, il cambiamento fisico di posizione porta ad un cambiamento di atteggiamento. I media elettronici spingono gli individui verso lo stesso “luogo”. La teoria di Meyerowitz ci suggerisce che molte disgregazioni e movimenti sociali nati alla fine degli anni Cinquanta possono essere scaturiti dal bisogno di adeguamento degli individui ai nuovi scenari sociali. In nuovo e “strano” comportamento di molti individui o classi di persone è probabilmente il risultato di una fusione duratura di ambienti sociali precedentemente separati. Ogni persona interpreta nuovi ruoli in nuovi teatri (navigazioni in Internet, partecipazione a forum, discussione nei newsgroup, videoconferenze ecc.) che esigono nuovi stili di rappresentazione(far conoscere se stessi in Internet attraverso il solo uso della tastiera annullando la presenza fisica e quindi il linguaggio corporeo).Molti ruoli formali e reciproci si basano sulla mancanza di conoscenza intima dell’altro (la partecipazione alle discussioni nella rete comporta una esclusione a priori di una conoscenza intima, salvo eccezioni) e scomparendo il mistero e la mistificazione scompaiono anche i comportamenti formali.
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