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Per una (fanta)conclusione
“Dal punto di vista tecnico anche solo dieci anni erano molti. Isaac Asimov
Ora è il momento di far coincidere l’approfondimento, o meglio, il reportage da me affrontato sull’intelligenza artificiale, con lo studio sui mass media. Alla base della mia ricerca c’è stato l’approfondimento dei metodi di acquisizione di informazioni da parte delle reti neuronali, essenzialmente con lo scopo di capire e definire quali in futuro potranno essere le informazioni acquisibili e da quali fonti possano esse provenire. Ho parlato, nei paragrafi precedenti, di fotografie di volti umani, di lettere dell'alfabeto, ecc., come fonte odierna di informazioni. Spero sia stato intuibile che l’acquisizione di tali informazioni è, al momento, una istruzione che tende solo a dare la capacità a questa intelligenza artificiale di riconoscere un significante rispetto ad un altro. Appare chiaro che lo sviluppo attuale non va oltre al significante, il che significa che posso istruire la rete a distinguere una parola da un'altra senza che però essa sia in grado di rievocarne i relativi significati. Stiamo essenzialmente istruendo la nostra "creatura" a distinguere semplicemente una lettera da un'altra, un volto da un non volto. Tutto questo, però, ci invita a riflettere sul fatto che lo sviluppo legato alle capacità di acquisizione delle reti sarà proporzionale allo sviluppo della qualità delle informazioni acquisite. Ciò significa che quella che oggi è una foto domani potrà essere un filmato, che quella che oggi è una parola domani potrà essere un libro. Certo è che un passo del genere richiederà un'intelligenza artificiale in grado di valicare il confine che separa il significante dal significato (operazione estremamente complessa che comunque non verrà approfondita in questa sede, anche perché più attinente agli studi informatici). Per avvalorare questa ipotesi mi servirò dell’aiuto dell’intuizione artistica, spesso, in grado di anticipare il futuro. Nel film Corto circuito il prototipo Numero 5 è continuamente alla ricerca di “input” che essenzialmente sono libri e TV. Appare chiaro che in questo film viene anche chiarito il canale prediletto per veicolare tali input. La TV è principalmente il mezzo preferito da Numero 5. A fortificare la convinzione che in futuro le intelligenze artificiali intratterranno un legame forte con le immagini in movimento veicolate dalla TV la troviamo anche nel film ispirato all’omonima raccolta di racconti, Io, Robot. L’agente Spooner durante una visita alla dottoressa Calvin nota che l’ultimo modello di NS5 si istruisce di fronte ad un televisore. Ora, ciò che ho affermato non sembra essere troppo lontano da ciò che potrà essere da qui a breve. A questo punto sorge un dubbio: se l’intelligenza artificiale utilizzerà la TV come strumento pedagogico questo causerà un cambiamento formale dei contenuti del mass media? Tenendo ben presente che le fattezze del contenuto dei mass media sono spesso tarate per le reali potenzialità percettive dell’essere umano e che queste si differenziano notevolmente da quelle artificiali, la domanda posta in precedenza può essere ridefinita: esisterà una TV umana è una TV "robotica"? O, semplicemente, esisteranno, parallelamente a quelli umani, programmi televisivi, film, ecc., sviluppati attorno alle capacità percettive delle macchine? Credo che forse oggi sia troppo presto per discutere di una tale evenienza, ma cambiando leggermente l’epigrafe di Asimov in cima a questo paragrafo appare più chiaro il motivo della mia ricerca: “D’altra parte si vive in un’epoca in cui l’intelligenza artificiale fa passi da gigante”.
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