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eXistenZ di David Cronenberg: introduzione
"Spero che dopo aver soddisfatto la volontà di violenza e di sesso per quanta vasta essa sia, dopo aver quindi introdotto all’avventura sciamanica, gli occhiali magici mostreranno la natura illusoria di ogni realtà, la sua scambievolezza, la sua sostituibilità e faranno quindi accedere o molti o pochi al massimo fine: la liberazione." (Tomás Maldonado)
Conosciuto dal grande pubblico soprattutto come regista di film Horror dai risvolti metafisici e filosofici, David Cronenberg (nato a Toronto nel 1943) rovescia la prospettiva tradizionale del film horror secondo cui la minaccia viene dall’esterno: i mostri di Cronenberg provengono dall’interno, sono (per così dire) endogeni, hanno origine da un organismo malato e, contemporaneamente, “abitano uno spazio incorporeo, virtuale dove si ipotizzano nuove forme di scambi, di esigenze, di pratiche comunicative.” [1]
Cronenberg anticipa la letteratura cyberpunk, muovendosi in un universo alterato dove psichico e fisico sono uniti in un unico magma, sviluppa cinematograficamente le riflessioni di Marshall McLuhan: l’ambiguità fra interno ed esterno, tra psichico e corporeo viene riesplorata da Cronenberg in eXistenZ (1999, vincitore di uno speciale Orso d’Argento a Berlino), incastonando risvolti filosofici in un andamento seriale quasi fumettistico. Cronenberg postula l’idea di uno spazio ambiguo mediante la morbosa esteriorizzazione dell’inquietudine interiore e dell’angoscia dell’identità già vista ne La Mosca (The fly, 1986). Ora verrà preso in considerazione uno dei più significativi film di David Cronenberg per quanto riguarda l’aspetto dell’uso delle tecnologie e le sue implicazioni sulla vita dell’essere umano: eXistenZ.
Note 1) Enciclopedia del Cinema, Ed.Treccani, 2003. 2) Naked Lunch (1991); Rabid (1976); The Brood (1979). 3) The dead Zone (1983); Videodrome (1983);
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