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Ritrovare la realtà? Conclusione
La simulazione è quindi totale, nel film di Cronenberg. Attraverso la ricerca di nuovi mondi in cui poter ricercare il proprio ruolo, la propria felicità, ci si imprigiona in una spirale di realtà supposte e di giochi troppo realistici. Ma, dopo il primo momento di disorientamento e di crisi dimostrato dall’eroe-P.R. Ted Pikul, lo spettatore viene contagiato dalla stoica indifferenza di Allegra Geller (Jennifer Jason-Leigh), la talentuosa Game-designer creatrice di eXistenZ. Allegra non è affatto preoccupata da tutto questo compenetrarsi fra realtà e finzione, ma si aggira come un’affascinata turista fra vari livelli di simulazione, senza essere spaventata dal fatto che non esiste alcuna realtà vera. Al contrario: l’universo in cui l’essere umano ha vissuto finora appare obsoleto e stretto, “una gabbia che deve essere rotta per non essere costretti a muoversi nel più piccolo spazio concepibile.” [12]
Note 12) Da eXistenZ. Allegra Geller pronuncia questa frase quando Ted Pikul (Jude Law) si rifiuta di farsi installare una bio-porta. [back]
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