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Internet, nascita, sviluppi, attualità

 

 

 

"Internet (pr. Ìn-ter-net, composto del latino inter, "fra" e dell'inglese net, "rete") è percepita come la più grande rete telematica mondiale, e collega alcune centinaia di milioni di elaboratori per suo mezzo interconnessi. In realtà è nata nelle intenzioni dei suoi inventori come "la" rete delle reti. Nell'arco di alcuni decenni è oggi divenuta la rete globale. " (Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.)

 


Quando nel "lontano" 1958 il dipartimento della difesa degli Stati Uniti cominciò a studiare un metodo in grado di mettere in contatto due o più computer tra di loro nessuno immaginava, e nemmeno lo si sperava, che questo sistema potesse un giorno diventare di pubblico dominio data la delicata situazione politica mondiale e le finalità militari dello stesso progetto.
Le difficoltà iniziali spinsero i creatori di ARPANET (questo fu il nome dato al progetto) a cercare rimedi alle possibili perdite di dati e al rischio di mandare all'aria l'intero sistema. Arrivò in loro soccorso il packet switching (commutazione di pacchetto) ideato e messo a punto da Paul Baran e Donald Watts Davies. Questo metodo, che consisteva nel dividere le informazioni in pacchetti da smontare e rimontare (rispettivamente nella fase di invio e ricezione), consentiva la comunicazione tra i computer utilizzando una struttura non gerarchizzata e perciò "sicura" dato che ogni terminale connesso fungeva da "nodo", indipendente e interconnesso.


A questa si affiancarono altre soluzioni sviluppate non solo dall'ARPA ma anche da studenti e appassionati di informatica che nulla avevano a che fare con l'apparato militare degli USA. Il sistema che oggi utilizziamo (TCP/IP), infatti, è figlio dei cervelli congiunti di studenti e ricercatori "liberi" da ogni logica politica, non è un caso, infatti, che negli anni '70 i primi fruitori del prototipo di internet furono società di ricerca ed università (Bolder, Carnegie Mellon University, University of Pittsburg).


In realtà Arpanet aveva a quel punto già subito una prima scissione, un parte di questo medium in fasce rimase sotto il controllo militare e il suo alter ego "libero" prese la via delle aule di informatica e dei garage allestiti a mo' di sala server.
Non ci volle molto a capire (e a far capire) le potenzialità immense di questo "oggetto immateriale", di questa realtà virtuale intrinsecamente connessa al concetto di scambio culturale che, però, non aveva ancora la sua formalità e che, quindi, era costretta a rimanere nell'ambito di una cerchia di esperti del settore.


Ma come è facile aspettarsi non passò molto tempo che, verso la metà degli anni '80, furono progettate le prime maschere, i germi delle moderne interfacce grafiche. I primi a prendere piede furono i Newsgroup, casualmente proprio nelle università, dove gli studenti si scambiavano informazioni e contribuivano allo stesso sviluppo di internet. L'altro miracolo fu il sistema IRC (Internet Relay Chat) che ancora oggi è uno dei protocolli più utilizzati per il file sharing e per la comunicazione. Con l'avvento delle chat, dunque, si velocizzò ancora di più il processo di collaborazione fra utenti che spinse le dita dei programmatori, in particolar modo quelle di Tim Berners Lee nel 1991, ad arrivare ad un punto di non ritorno: Il WORLD WIDE WEB.

 

World Wide Web
Immagine della prima pagina Web creata al CERN



Fondamentalmente basato sulla comunicazione tra SERVER e CLIENT, il WWW permetteva alla macchina server di ricevere le richieste degli utenti e distribuire i dati sotto forma di ipertesto (nel celebre protocollo HTML - HyperText Markup Language) che, una volta arrivati nei terminali degli utenti (sempre grazie alla commutazione di pacchetto), venivano ricostruiti e tradotti graficamente grazie al browser (in grado di leggere il codice sorgente dell'ipertesto e tradurlo in testo multimediale formattato).


Le potenzialità di internet si mostrarono illimitate e, tuttora, non vediamo i suoi confini. L'insieme di media che vengono legati tra di loro è spaventoso, grazie all'avvento della banda larga, inoltre, da qualche anno a questa parte è possibile scambiare una mole di bit tale da far passare attraverso il cavetto telefonico interi film, cd audio, software e tutto ciò che può essere tradotto e prodotto in digitale.