NOEMA Home SPECIALS › La realtà virtuale e il trionfo del corpo
Tecnologie e Società
Main
Introduzione
Chi e Cosa nella Realtà Virtuale
La realtà del virtuale
Arte del corpo nelle nuove tecnologie
Corpo della mente
Remapping sensoriale
Collettività di telepresenza
Bibliografia

 

La realtà del virtuale

 

 

 

La dimensione della riproducibilità e della verosimiglianza sembra avere un rilievo fondamentale nell’ambito dei mass-media. La sua coronazione avviene con la realtà virtuale. La simulazione in questo progetto sembra divenire la parla d’ordine. Si tratta di simulazione visiva, tattile, olfattiva, insomma di un doppio sensoriale. Di simulazione visiva si era già accennato lavorando nell’ambito di pittura, fotografia, televisione e cinema; la vista è il senso maggiormente deputato alla riproduzione. Fondamentalmente l’occhio è l’organo che più facilmente si può stimolare. La televisione è stato fino a pochi anni il medium che più di ogni altro, specie se consideriamo la cerchia delle comunicazioni di massa, ha centrato il suo interesse sulla vista, offrendo all’osservatore la possibilità di vedere mondi che i confini fisici un tempo gli proibivano. Il livello di imitazione ottenuto dall’apparecchio televisivo era già quasi perfetto, con l’unico neo di interessare solamente la finzione oculare. L’ingresso nella società, sebbene ancora limitato, della realtà virtuale ha permesso l’individuazione di altre metodologie per simulare a tuttotondo un’altra realtà. Il superamento dei limiti fisici non poteva essere solamente visivo, in quanto tutte le altre percezioni erano in grado di svelare la finzione creata solo per un senso, quindi la svolta è stata dettata dalla riuscita di ingannare fino in fondo l’utente che si presta alla ricreazione: la realtà virtuale. Innanzitutto questo medium si è arrogato la peculiarità della stimolazione visuale, superando anche la televisione, unendovi quella tattile e anche olfattiva. La frontiera è stata raggiunta riscoprendo il valore delle percezioni legate al tatto e all’udito. E’ ampiamente accettata e condivisa l’idea che l’olfatto permette alla memoria di rievocare sensazioni passate anche a distanza di anni, permettendo al corpo e alla mente di rivivere e/o vivere come attuali episodi datati. Il tatto invece aiuta la percezione del momento, ovvero la percezione di quello che ci circonda. Fin da bambini il tatto è il senso che ci a permesso di scoprire l’ambiente circostante, indagando e testando se ciò che la vista ci offriva realmente esisteva oppure se era tutto frutto dell’immaginazione puerile. Anche in età adulta il tatto ci dà conferma di ciò che vediamo o sentiamo, così da avere un immediato feed-back di ciò che ci delimita. Altresì il tatto è anche un vincolo fisico, nel senso che possiamo toccare soltanto ciò che ci sta intorno e non ciò che qualunque media, al di fuori della VR, ci sottopone come riproduzione, è un segnale che ci conferma se siamo ancora in un ambiente reale o se è tutta pura immaginazione.


La commisura tra questi diversi piani è il fondamento del successo della VR: fino ad oggi nessuna finzione era mai stata tanto realistica. Nello svolgimento della proiezione di eXiStenZ si sottolinea come la contaminazione corporea, derivata dall’installo di un “porta” che, collegata ad un pod, dà la possibilità di accede al gioco virtuale, dia la sensazione di disincarnazione, di scollegamento dalla vita reale, provocando una confusione di sdoppiamento tra il piano reale e quello realmente creato. Si giunge, in conclusione del film, a una deformazione della realtà, senza riuscire più a rendersi conto se il gioco è finito o se ancora si è immersi nella finzione. Gli effetti della realtà virtuale deriva propriamente dalla contaminazione completa del corpo. Una parte del dell’universo virtuale creato è guidata dalla mente, ma in determinate fasi il corpo si deve adattare alla trama del gioco, protagonista assoluto dello spettacolo. Diversamente, la trama ha necessità di progredire e la sua progressione diventa indipendente dal volere del giocatore, che si ritrova in una attualità diversa dalla sua, ma ugualmente veritiera. Parte della veridicità deriva proprio dal coinvolgimento dei sensi umani, l’essenza delle percezioni corporee.