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Remapping sensoriale
Remapping sensoriale come riconfigurazione sensoriale. La realtà virtuale pone un interessante approfondimento sull’adattamento sensoriale umano. Si tratta di una sorta di mappa dei sensi che, sottoposti a stimolazioni, ricofigurano la loro specializzazione. Infatti, come notato da André Leroy-Gourhan, il corpo umano ha una mappa del sistema nervoso in parte flessibile, e quindi adattabile, e una rigida, fissa e predefinita. Il corpo umano, differentemente dagli altri mammiferi, non specializza i suoi arti, ma nella sua interazione con il mondo specializza le sue funzionalità senza una trasformazione materiale. Questo è possibile in quanto il corpo è flessibile all’educazione, ovvero è capace di adattarsi a scoperte e innovazioni di carattere tecnologico, organizzandosi in maniera diversa a seconda delle esigenze, pur mantenendo un certo principio di costanza che permetta di non interferire brutalmente al rapido sviluppo del mondo tecnologico. L’equilibrio creatosi è il risultato del bilanciamento tra innovazione conservazione. Inoltre, la trasformazione è da intendersi non sul corpo stesso, ma quanto sull’ambiente nel quale il corpo agisce. Infatti le tecnologie modificano l’ambiente esterno e non direttamente il corpo umano, dandogli la possibilità di adattarsi senza essere invasive. Il punto di incontro e di snodo è da considerarsi nell’arte, che fin dai tempi greci è fulcro sintomatico tra psiche e tecnologia, dove quest’ultima è sede dell’innovazione e la psicologia della conservazione.
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