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Cortometraggi Pixar
Toy Story 2
Progressi Tecnici
Lavorazione
Sitografia

 

La lavorazione

La lavorazione del film ha coinvolto più di 250 artisti (animatori, tecnici e direttori tecnici) e ognuno di loro partecipava ad ogni sequenza e alla nascita di ogni personaggio.
Naturalmente nella lavorazione è inclusa la costruzione delle scenografie (18) e i set in miniatura (1200) . Le scenografie più difficili da realizzare sono state il negozio di Al e il deposito di valige all'aeroporto.
Ancora più dura è stata la ricostruzione del passato di Woody, vale a dire di tutti i gadgets e soprattutto le puntate della serie Woody's Roundup, interrotta bruscamente nel punto in cui Woody si accingeva a saltare il Gran Canyon per andare a salvare Jessie.
Per ideare questo programma, che comprendeva le false rigature di una pellicola anni '50 ed i fili delle marionette, i tecnici hanno impiegato 2 anni.
Infine, un altro effetto molto raffinato creato appositamente per questo Toy Story sono i dust bunnies (polvere in digitale), creati per la scena in cui Woody trova il pinguino Weezie abbandonato e rotto su uno scaffale impolverato.

Questa polvere è un insieme di microscopiche forme geometriche; per creare un dust bunnie bisogna impiegare circa 5 milioni di queste forme.
L'effetto finale è molto suggestivo anche se non manca il lato negativo, ovvero il rallentamento del tempo del rendering nel momento in cui milioni di queste forme sono presenti in una sola inquadratura.
La costruzione di Toy Story 2 inizia con la stesura del soggetto e successivamente della sceneggiatura.Gli attori iniziano a recitare basandosi su uno storyboard, le battute vengono poi registrate in tutte le loro intonazioni in modo che, in fase di produzione si possa scegliere di apportare modifiche senza comprometterne l'esito.
Gli animatori scelgono le battute e le intonazioni che ritengono più adatte per ogni tipo di scena, dopo di che inizia l'animazione semplice. La fase successiva richiede invece l'impiego di modelli tridimensionali molto elementari, successivamente vengono introdotti luci, ombre, sonoro e quindi si produce il rendering finale.
Insomma, non c'è da meravigliarsi se un film così innovativo e geniale ha vinto un Golden Globe nella categoria "miglior film musicale o commedia".

Se nell'arco di tempo di soli quattro anni la Pixar ha fatto passi da gigante, di cosa saranno capaci e quali universi ci faranno sognare questi maghi dell' animazione?
Che fine faranno i poveri vecchi cartoons artigianali che tra l'altro fanno sempre più spesso uso di tecniche digitali ?
Ed infine, il cinema di domani continuerà ad impiegare attori in carne ed ossa oppure
si rivolgerà a tanti "Al", magari un po' meno artificiali e più realistici?
Forse riusciremo a saperlo fra altri quattro anni... o anche prima!