| | Da Toy Story a Toy Story 2: progressi tecnici Toy Story 2 è il felice seguito dell'omonimo film campione d'incassi del 1995. Quest'ultima creazione di casa Pixar doveva essere prodotta solo per la fruizione Home Video,ma ben presto il regista John Lasseter decise di distribuirlo nelle sale cinematografiche.Cosa convinse Lasseter a modificare la sua idea iniziale? Innanzitutto i risultati sorprendenti che si erano ottenuti con questo questo terzo lungometraggio della Pixar Animation Studios, vale a dire il superamento di certi ostacoli tecnici e il perfezionamento delle figure umane rispetto al primo Toy Story. Ciò che ha favorito questo salto di qualità è stato il cortometraggio del 1998 Gery's Game .Ci sono stati studi estenuanti al fine di realizzare programmi informatici che consentissero di migliorare la pelle del volto del personaggio e donare al tutto un tocco di realismo in più. Per realizzare il tutto, il direttore tecnico ha impiegato due mesi per scrivere 750 righe di codici informatici e i disegnatori hanno realizzato 10000 immagini (per oltre 17 gigabyte). Per far si che il fastidioso effetto-plastica, presente nel primo Toy Story scomparisse, si pensò bene di adottare un modello di colorazione ed illuminazione delle textures. Geri è stato talmente importante dal punto di vista della nascita di nuove tecniche, da indurre Lasseter a regalargli una piccola parte in questo secondo episodio; interpreterà infatti il ruolo di un vecchio riparatore di giocattoli di valore. Rispetto al primo Toy Story, dove i personaggi umani hanno un ruolo marginale, ecco che qui acquistano un ruolo più centrale, grazie al software di rendering nettamente migliorato e alla conseguente perdita di legnosità nei movimenti. § Un altro tocco di maestria riguarda la cura nelle definizione dei capelli delle figure umane e del pelo del cane di Andy, sul corpo del quale gli animatori hanno inserito circa quattro milioni di peli (naturalmente digitali !!!). Per quanto riguarda la location, mentre il primo episodio si svolgeva quasi interamente nella stanza del piccolo Andy, col secondo possiamo accompagnare i nostri amici dalla camera del bambino all'aeroporto passando da una strada trafficata e il supermercato di giocattoli di Al, incontrando non pochi ostacoli. La macchina da presa è la protagonista di questi spostamenti: mentre nel film del '95 il ritmo era dato in fase di montaggio, in questo è la MDP che, per mezzo di rotazioni e movimenti dinamici (e grazie anche a fonti luminose sparse ovunque), dona una sorprendente profondità di campo e rende i personaggi vivi e veri. |