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Premessa
Una nuova arte: agire per pensare
Un carattere fondamentale delle nuove tecnologie: l'interattività
Il gioco dell'arte interattiva
Esempi di "giochi" d'arte interattiva
Conclusioni
Bibliografia, Sitografia

 

Conclusioni

I mezzi tecnici mediante i quali è applicabile l'arte visiva (anche se ora sarebbe meglio dire uditiva, olfattiva, tattile) stimolano, attraverso differenti canali sensoriali percettivi ed espressivi, diversi sistemi comunicativi per ricercare una modalità espressiva personale che valorizzi le proprie emozioni. Sono "esercizi" che rappresentano un intervento di tipo attivo, che spingono alla ricerca del personale linguaggio espressivo; perciò si è sollecitati a produrre a fare arte nello spazio simbolico messo a disposizione da un operatore artistico, che fornisce il tracciato entro cui estendere la propria esperienza. Di tale funzione comunicativa e partecipativa dell'arte, non elitaria, ma legata al vissuto emotivo, si ha oggi forse estremamente bisogno, visto che spesso ad una accresciuta attenzione a quelli che sono i desideri e le aspirazioni del singolo individuo, non corrisponde un adeguato sviluppo di strumenti interpretativi su cui ogni singola persona possa fare affidamento per decifrare la realtà ed esprimere in modo originale il proprio rapporto con quest'ultima. La comunicazione delle emozioni fonda un'illusione che annulla le differenze individuali, permette alle persone di sentire insieme e con la creazione artistica, come attività mirata e organizzata al pari del gioco, si trasformano le emozioni in pensieri, il dato espressivo in elemento cognitivo.


Ecco perché bisogna portare l'arte fuori dagli spazi convenzionali, che invece non fanno altro che svuotarla di suggestioni con l'uso commerciale consolidato delle mostre. Questa nuova fiducia nell'utilità dell'arte deve fare i conti con la tradizione europea secondo cui l'arte si distinguerebbe proprio per il fatto di essere inutile; mentre il tipo di arte qui studiato si contrappone alla devastazione del valore artistico operata dall'industria del tempo libero e dai mass-media, con il loro commercialismo, che impedisce alle menti degli spettatori di prendere contatto con la loro autentica esperienza e di sviluppare le loro capacità produttive.


Per attuare questa strategia etica bisogna essere preparati a tali nuove possibilità di svolta e per questo si necessita di un'educazione mirata a "tirare fuori" dalla singola persona i bisogni espressivi soggiacenti.
E quale migliore quanto antico metodo educativo riesce a realizzare tutto questo se non il gioco, ovvero un importante aspetto di ogni cultura, attraverso la quale l'uomo ha saputo costruire modelli della propria vita psicologica. Il gioco come estensione dell'organismo, al pari dell'arte e della tecnologia, presuppone un'attività cognitiva che viene impiegata in un sistema creato in funzione della nostra vita interna. Ciò vuol dire realizzare un mondo che appartiene alla nostra esistenza: "I giochi devono trasmettere un'eco della vita di ogni giorno" (22) e così pure l'arte.