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Introduzione
Anime d'autore
Hayao Miyazaki
Mononoke Hime
Come nasce un cartone
Bibliografia

 

Anime d’autore

In un paese come il Giappone in cui ciò che conta è il merchandising e che il film d’animazione possa vendere e permettere dei grossi introiti, è difficile che si imponga un vero cinema autoriale. Infatti la maggior parte degli autori nel campo del cinema d’animazione giapponese o è quasi del tutto sconosciuta al grande pubblico, o, pur essendo famosi, gli autori non raggiungono le masse. Tra questi è doveroso citare:

  • Osamu Tezuka, dedicatosi negli ultimi anni della propria carriera a cortometraggi sperimentali, tra i quali di notevole importanza è Jumping (1984), che ci mostra la soggettiva (costante per tutto il film) di un protagonista a noi sempre ignoto; costui compie salti sempre più elevati, fino a poter ammirare con lo sguardo gli oceani, per poi finire nell’Inferno. Questa, a detta dello stesso autore, è una metafora dell’umanità, che in preda all’estasi causata da una smania di conoscenza e potenza, e quindi anche di voler a tutti i costi superare i propri limiti, si accorge di essere andato troppo oltre solo quando non può più tornare indietro;
  • Kikachiro Kawamoto, allievo del famoso Jiri Trnka, che ha trasposto gli insegnamenti del suo maestro nei suoi film d’animazione di pupazzi, richiamandosi anche al teatro Bunraku, tipica forma teatrale tradizionale giapponese;
  • Satoshi Kon, regista di Perfect Blue (1998), caratterizzato da atmosfere cupe  e angoscianti come il gruppo di giovani registi ex-collaboratori (come Kon) o semplicemente fan del celeberrimo Katsuhiro Otomo.

Solo lo Studio Ghibli [33] è riuscito a creare dei film di successo che mantengono però i forti accenti personalissimi dei loro autori, permettendo quindi alla gente comune di vedere dei veri e propri capolavori. Merito di ciò va soprattutto ai due autori più prolifici e universalmente conosciuti dello studio, Hayao Miyazaki e Isao Takahata. Di quest’ultimo sono da ricordare Hotaru no Haka (La tomba delle Lucciole, 1988) e  Omohide Poroporo (Ricordi a Catinelle, 1991).