| | Introduzione La forma darte che più ha utilizzato scienza e tecnologia nella sua breve vita è senza dubbio il cinema: dai primi spostamenti di macchina allavvento del suono e del colore, ai nuovi sistemi di illuminazione e di ripresa, fino ai moderni effetti speciali digitalizzati. Grazie allavvento dei computer, ormai è possibile generare immagini e azioni che hanno come limite soltanto la fantasia degli autori. E di scienza, tecnica (saper fare) e tecnologia (mezzi, strumenti) cinematografica è di cosa parleremo qui. Si tratta di descrivere un come dell'operare, e di osservare cosa accade nell'uso di questo particolare "come". Innanzitutto, vorrei fare una piccola introduzione entrando dentro lo schermo per identificare gli elementi fondamentali del linguaggio cinematografico per poter capire meglio ciò che troviamo davanti a noi quando vediamo un film: - Linquadratura: è loperazione preliminare, che a partire da un punto di vista scelto preliminarmente stabilisce ciò che deve essere compreso o escluso. A seconda dello spazio inquadrato, riproducendolo attraverso lobiettivo sulla pellicola e la posizione da cui lo delimita, e il frammento interrotto di azione filmica che si trova compreso fra uno stacco e laltro il termine può assumere nomi diversi: - In riferimento allo spazio si parla di campi (lunghissimo, lungo e medio): - In riferimento alla figura umana (un animale o un oggetto) di piani (figura intera, piano americano, mezza figura, primo piano, primissimo piano, particolare) - In riferimento alla posizione si parla di angolazioni (orizzontale, verticale, obliqua) e inclinazioni (normale, obliqua) - Lo sguardo del cinema: cioè quello che prima di noi (regista, operatore, direttore della fotografia) ha osservato, confrontato, differenti possibilità e ha scelto dove avrebbe dovuto posarsi la nostra attenzione; - Dallinquadratura fissa ai movimenti di macchina da presa; - La scala dei piani e dei campi; - Posizioni della macchina da presa (angolazioni, inclinazioni, altezze): per cui se il cinema è questione di spazi, la posizione nello spazio da cui si decide di far partire questi stessi sguardi non può essere considerata neutra o ininfluente dai fini della stessa inquadratura. Può, infatti, accadere che il dove si osserva sia più rilevante o significativo del che cosa è osservato. Si può confermare o contraddire quello che la scena mostra, istituire particolari collegamenti tra gli elementi che la compongono, evidenziare o attenuare gli effetti che produce semplicemente lavorando sui parametri dellangolazione, dellinclinazione, e dellaltezza alle quali viene posta la macchina da presa; - Movimenti della macchina da presa: - Camera a mano: applicata al corpo stesso delloperatore con conseguenti sbalzi caratteristici dellandatura umana e perciò con formidabile effetto realistico; - Panoramiche: movimento della m.d.p. intorno al suo asse verticale o/e orizzontale. Solitamente sono eseguite lentamente poiché rispondono ad esigenze descrittive; - Carrellate: la m.d.p è montata su un carrello dotato di binari per eseguire movimenti fluidi, senza scosse. Può essere frontale (movimento in profondità), laterale (movimento da destra o sinistra del quadro), trasversale ( combina i due movimenti precedenti), zoom (movimento apparente, prodotto da un gioco di lenti), dolly (gru fissa o semovibile che permette realizzare più movimenti contemporaneamente); - Steadycam: m.d.p a mano sofisticata, che garantisce la stessa fluidità, senza sbalzi, che la carrellata su binari; - Camera-car: m.d.p montata su un automobile che consente maggior velocità di spostamento; - Carrellata aerea: quando la m.d.p è situata su di un aeroplano. Così, come i nostri occhi si muovono costantemente per scoprire nuovi elementi della realtà (continuità e fluidità del mondo circostante, spessore e tridimensionalità dei corpi), il cinema ha cercato di riprodurre tutto questo con una serie di artifici tecnologici. Questi da prima permettevano agli spettatori di ritrovare degli analoghi delle proprie esperienze per poi superarne la soglia e condurre lo sguardo al di là dei suoi limiti fisiologici; - Sguardi e punti di vista, per cui allinterno di un film il nostro sguardo può coincidere con quello di un personaggio o può rimanere quello di un testimone esterno. Ogni passo e ogni progresso, che hanno fatto scienza e tecnologia applicati ai macchinari o alla pellicola ha dato allartista un mezzo in più (spesso anche inventato dallo stesso artista) che è stato subito utilizzato per creare un cambiamento del linguaggio, una innovazione che desse nuove sensazioni, un completamento che andasse verso la riproduzione di una realtà più fedele possibile, come pure di un immaginario che non avesse limiti. |