| | "Star Wars" e " The Blair Witch Project" due esempi di come Internet puo' aiutare il cinema. "Guerre stellari - La minaccia fantasma", che ha battuto ogni record di pubblico e incassi nel 1999, e " The Blair Witch Project ", piccolo film diventato famoso per essere stato considerato il prodotto più redditizio della storia del cinema, sono due tra i più interessanti fenomeni cinematografici di fine millennio, e devono parte del loro successo proprio ad Internet. Il fatto che I due film si collochino alle estremità opposte dello spettro produttivo americano - uno partorito dalla LucasFilm e distribuito dalla major hollywoodiana Twentieth Century Fox, l'altro nato dalla fervida fantasia di due trentenni e distribuito da una piccola casa di produzione indipendente - fa dell'ultimo episodio di "Guerre stellari" e " The Blair Witch Project" due perfetti esempi di come Internet possa giovare tanto a Hollywood quanto ai giovani cineasti emergenti. L'utilizzo della rete come veicolo promozionale da parte della LucasFilm potrebbe essere definito quasi pionieristico: già nel 1995, cioè quasi cinque anni prima dell'uscita del film, la casa di produzione cominciò a spargere su Internet le prime voci sulla trama del film, dando il via a quel crescendo di pettegolezzi ed anticipazioni culminati nella creazione di centinaia di siti pirata. Inoltre per stuzzicare l'immaginazione dei cybernauti la grande casa cinematografica aveva pensato di inserire misteriosi "indizi" in rete attraverso una serie di siti Web semiufficiali ognuno dei quali aveva il nome di uno dei nuovi personaggi della saga, teoricamente ancora inediti: solo i navigatori più esperti e documentati sarebbero quindi riusciti a rintracciarli. Per tutti i primi mesi del 1999 - il film ha debuttato in America il maggio di quell'anno - la febbre di Guerre stellari è salita vertiginosamente: accanto ai sei siti ufficiali infatti ne sono sorti moltissimi altri, dove comparivano frammenti di trama, dettagli sui protagonisti, soffiate sui casting, foto di scena e minitrailer creati apposta per la rete, per non parlare della versione pirata del film che circolava nel Web. La grande major hollywoodiana, detenendo i diritti di sfruttamento commerciale dei personaggi di " Guerre Stellari ", non si è preoccupata minimamente, troppo occupata a fare merchandising attraverso i siti ufficiali in rete e a raccogliere fondi da catene di fast food, aziende produttrici di giocattoli, libri, manifesti e abbigliamento. Diversa invece la storia di "The Blair Witch Project": niente budget miliardari, niente precedenti illustri, niente aiuto dei media tradizionali, almeno fino a quando il film non si è rivelato la sorpresa di fine secolo. I due ideatori del film,tuttavia,hanno dimostrato un notevole talento per il marketing cinematografico online, sapendo mescolare in modo geniale vero e verosimile, come si conviene al mezzo di comunicazione più mistificatore dell'era moderna. "The Blair Witch Project" è di per sé un raggiro, un finto documentario, filmato da tre "studenti universitari" (in realtà sono attori alle prime armi) mandati nel cuore di un bosco del Maryland sulle tracce di una misteriosa strega: quella di Blair. Il filmato, ovviamente tutto in soggettiva, sarebbe stato "ritrovato" nel bosco a qualche tempo dalla "scomparsa" dei tre ragazzi. In realtà I tre attori sono stati sì mandati da soli nel bosco armati di cinepresa, ma anche forniti di una minisceneggiatura e aggiornati con istruzioni su dove andare e come comportarsi tramite piccoli foglietti lasciati dai due registi sul loro cammino, più alcuni "imprevisti" e tecniche particolari usate per accrescere in modo credibile il disagio e l'angoscia dei tre protagonisti. Quindi si è pensato di usare Internet per portare avanti un'abile strategia di promozione del film, basata sul far credere agli interi USA che gli eventi narrati, inclusa la complessa leggenda della strega di Blair siano accaduti realmente: la rete è stata così bombardata di "notizie sulla scomparsa dei tre ragazzi nel Maryland dai finti telegiornali, dalle foto segnaletiche, dagli schizzi della casa della strega. Gli Americani erano sempre più coinvolti ed incuriositi dalla misteriosa vicenda, fino al punto di ritenerla autentica, cominciando così a mettersi in fila davanti ai cinema: ne risultò uno strepitoso successo, forse il più clamoroso rapporto costi-ricavi della storia del cinema. Inoltre è stato inaugurato il sito ufficiale (http://www.blairwitch.com) che ha raccolto innumerevoli contatti; sul sito sono apparse le false biografie dei protagonisti, un'intervista con i "genitori del trio", la cronistoria degli eventi, la mappa del bosco del Maryland dove sarebbe avvenuta la loro sparizione ed anche una sezione dedicata al merchandising. Per la prima volta, la madre di tutte le reti informatiche viene utilizzata non solo per promuovere un'opera cinematografica, ma anche per accrescerne l'esperienza. |