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Introduzione
Tecniche Principali
Filmografia
Conclusione

 

INTRODUZIONE

“La natura colta sul fatto”: così i Lumière definivano la loro grande invenzione, il cinematografo. Che sbagliassero lo dimostrò quasi subito George Mélès, un piccolo illusionista, che usando una macchina artigianale, fortuitamente, dopo aver riunito due pezzi di pellicola, si accorse di aver realizzato il “trucco per sostituzione” [1].
Da allora l’arte cinematografica ha compiuto passi da gigante, tracciando una storia fatta di continue innovazioni e rivoluzioni. L’ultima, ma probabilmente la più “sconvolgente” si sta verificando tuttora ed ha portato alla sempre più stretta collaborazione tra Hollywood e Silicon Valley, cioè tra industria cinematografica e quella dei computer.
Anche se capostipite di questa rivoluzione digitale è probabilmente “Tron”(1982), film di produzione Disney, in cui furono mescolati per la prima volta grafica digitale e presa diretta, l’anno in cui l’idea di questa rivoluzione prende forma è sicuramente il 1977: George Lucas gira “Guerre Stellari”. Due anni prima, lo stesso Lucas aveva fondato l’Industrial Light&Magic (ILM) [2] appositamente per la realizzazione degli effetti speciali del film. Una spinta fondamentale in questa direzione la diedero comunque le serie televisive “Star Trek” e “Spazio 1999” sul finire degli anni ’60 ma anche il capolavoro di Kubrick “2001:Odissea nella spazio”(1968).
Ormai le tecniche digitali della Computer Grafica (CG) sono utilizzate in riprese dove apparentemente non vi sono effetti speciali. Si può, per esempio, intervenire sulla pellicola per aumentare la dimensione delle folle evitando di aumentare i costi di produzione. Oppure si possono cancellare in post-produzione elementi che facilitano la realizzazione delle riprese come cavi che sostengono un attore o aggiungere esplosioni.
Il contributo forse più spettacolare della CG è stato da un lato, quello che ha permesso di creare l’impossibile rendendolo credibile, spostando il confine tra reale e fantastico; dall’altro, quello che ha consentito di ricavare qualcosa di reale, esistito ma irrealizzabile in maniera tradizionale.
Si è ad un passo dalla realizzazione dei cosiddetti V-Actors, ovvero attori completamente virtuali che soppianterebbero quelli in carne ed ossa. Se non si è ancora del tutto in grado di dar vita a veri e propri attori digitali, la CG è già comunque riuscita a resuscitare attori deceduti, è il caso di Brandon Lee. Durante le riprese de “Il Corvo”(1994), di Alex Proyas, Lee morì “accidentalmente”, la produzione decise allora di ricorrere alla grafica digitale. Sul corpo di una controfigura venne innestato il volto di Lee ricreato al computer (ndr.”computer (re-)animation).