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Introduzione
Costruire una falsa realtà
Luce naturale o artificiale?

 

Luce naturale o artificiale? Le luci nella simulazione del reale.

Le luci, da sempre, hanno un ruolo predominante nel lavoro dei registi: questi le sfruttano a tempo pieno per ottenerne effetti sempre diversi, a seconda delle loro esigenze creative.
Gli strumenti atti all'illuminazione cambiano a seconda della frazione giornaliera: alla luce del giorno se ne usano poche e, soprattutto, poco potenti, in modo da non creare doppie ombre sulla scena; con la notte si usano sempre luci piccole e poco potenti ma in numero maggiore.
Per il cielo, si preferisce quasi sempre costruirlo in modo da poter indirizzare la luce del sole a seconda delle proprie esigenze. Di regola, viene costruito ad una certa distanza dagli oggetti da inquadrare in modo da avere una buona resa nelle immagini ed un altrettanto rapporto tra ciò che deve apparire sfuocato e ciò che dev'essere nitido.
Per quanto riguarda le simulazioni in mare, soprattutto se la piscina è di grandi dimensioni, di regola viene sfruttata la luce naturale anche se questo può comportare una notevole perdita di tempo, in quanto non sempre la luce è nella quantità desiderata dal regista. Anche per questo motivo, le troupe sono fornite anche di un piccolo parco luci, in modo da poter costantemente illuminare il fondo della piscina, dove e quando sia necessario.

Diamo alcuni esempi di film in cui le luci hanno la funzione di effetto speciale: nel film The X-Files di Rob Bowman (1998) le scene sono caratterizzate dalla presenza di oggetti scuri, sui quali vengono proiettate molte luci. Il chiaroscuro che se ne trae rende le scene molto profonde e permette di giocare anche sulla silhouette dei personaggi. E' anche per questo motivo che l'autore non ha voluto che le scene fossero estremamente chiare o scure. Il supervisore agli effetti speciali del film, Mat Beck ci spiega il perché: "Se avessimo reso l'ambiente troppo scuro, il pubblico non sarebbe stato capace di comprendere e immaginarsi l'inferno nell'oscurità - l'avrebbe preso per melma. Al contrario, illuminando troppo un oggetto, sarebbe sembrato troppo poco credibile." Nonostante il fatto che il set sia stato montato con la Computer Grafica, in questo caso notiamo come lo stesso regista non abbia voluto sfruttare tutte le caratteristiche, anche le più estreme, che l'immagine digitale può offrire: esse avrebbero reso gli ambienti e la vicenda troppo fittizi.
A mio parere, l'eccessiva illuminazione di un oggetto, un modello o quant'altro porterebbe ad una trasformazione dello stesso, a distinguerlo da quelli intorno, a renderlo quasi metafisico, come se fosse possessore di una qualità che i suoi simili non hanno. Ciò comporta la creazione di una realtà diversa dalla precedente, e perciò fittizia: é anche attraverso ciò che si è giunti alla realtà virtuale, un mondo che conosciamo solo grazie alle manipolazioni del reale che l'uomo, con le attuali tecnologie, è riuscito a fare ma che, fortunatamente, non possono avere realizzazioni pratiche.

Anche ne Il quinto elemento di Luc Besson (1997) troviamo una buona dose di effetti speciali e, tra questi, le luci assumono una funzione importante. Il direttore della fotografia, Bill Neil, ci parla dei giochi di luce sulla navicella spaziale: "Inizialmente era abbastanza illuminata, e in tal modo ci fu un grande equilibrio tra la lucidità e il semi-mascherino, dove ben raccolse la luce e divenne ancora più splendente. Feci alcuni test sulla luce conficcando la miniatura per vedere come si comportava alla luce e scoprii che, sovrapponendolo letteralmente, diventava sempre più ricco. Era strano; lo stesso disegno splendeva, in quel momento". Quello che deduciamo dalle parole di Neil è la risposta concreta a ciò che abbiamo detto poc'anzi: ponendo la miniatura dell'astronave sotto un fascio di luce più intenso rispetto al precedente, quest'ultimo la rende diversa, quasi un oggetto sacro, come se quella luce fosse una sorta di aura magica, spettrale.
Abbiamo fatto una carrellata di alcuni dei tanti aspetti della simulazione del reale e si è notato come, dopo tanti anni dalla nascita del cinema, l'uomo abbia portato a termine e sperimentato diversi tipi di effetti speciali, dai più semplici ai più articolati. Tutto questo avrebbe degli ottimi risultati nello sviluppo del cervello umano e nella sua capacità di ragionare ma, tutte queste sperimentazioni cerebrali non potrebbero anche portare alla creazione pratica di una falsa (magari troppo utopica o idealistica) realtà? Io spero di no.