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Luce naturale o artificiale? Le luci nella simulazione del reale. Le luci, da sempre, hanno un ruolo predominante nel lavoro dei registi: questi le sfruttano a tempo pieno per ottenerne effetti sempre diversi, a seconda delle loro esigenze creative. Diamo alcuni esempi di film in cui le luci hanno la funzione di effetto speciale: nel film The X-Files di Rob Bowman (1998) le scene sono caratterizzate dalla presenza di oggetti scuri, sui quali vengono proiettate molte luci. Il chiaroscuro che se ne trae rende le scene molto profonde e permette di giocare anche sulla silhouette dei personaggi. E' anche per questo motivo che l'autore non ha voluto che le scene fossero estremamente chiare o scure. Il supervisore agli effetti speciali del film, Mat Beck ci spiega il perché: "Se avessimo reso l'ambiente troppo scuro, il pubblico non sarebbe stato capace di comprendere e immaginarsi l'inferno nell'oscurità - l'avrebbe preso per melma. Al contrario, illuminando troppo un oggetto, sarebbe sembrato troppo poco credibile." Nonostante il fatto che il set sia stato montato con la Computer Grafica, in questo caso notiamo come lo stesso regista non abbia voluto sfruttare tutte le caratteristiche, anche le più estreme, che l'immagine digitale può offrire: esse avrebbero reso gli ambienti e la vicenda troppo fittizi. Anche ne Il quinto elemento di Luc Besson (1997) troviamo una buona dose di effetti speciali e, tra questi, le luci assumono una funzione importante. Il direttore della fotografia, Bill Neil, ci parla dei giochi di luce sulla navicella spaziale: "Inizialmente era abbastanza illuminata, e in tal modo ci fu un grande equilibrio tra la lucidità e il semi-mascherino, dove ben raccolse la luce e divenne ancora più splendente. Feci alcuni test sulla luce conficcando la miniatura per vedere come si comportava alla luce e scoprii che, sovrapponendolo letteralmente, diventava sempre più ricco. Era strano; lo stesso disegno splendeva, in quel momento". Quello che deduciamo dalle parole di Neil è la risposta concreta a ciò che abbiamo detto poc'anzi: ponendo la miniatura dell'astronave sotto un fascio di luce più intenso rispetto al precedente, quest'ultimo la rende diversa, quasi un oggetto sacro, come se quella luce fosse una sorta di aura magica, spettrale.
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