| | L'evoluzione del suono Cerchiamo a questo punto di tracciare un quadro cronologico sulla storia del suono. Il cinema nell'epoca del muto si presentava, in un certo senso, già "sonorizzato", in quanto durante le proiezioni si aveva spesso un accompagnamento musicale e, a volte, una voce "off" era incaricata di narrare le vicende che si susseguivano sullo schermo. Solo nel 1927, durante la proiezione del film "Il cantante di Jazz" di Alan Crosland, viene messo a punto il primo sistema sonoro in ambito cinematografico: si trattava del Vitaphone, un dispositivo che permetteva la sincronizzazione tra l'immagine del proiettore e l'audio del grammofono. Ma il cinema entrò veramente nell'era del sonoro solo alcuni anni dopo con il Movietone, grazie al quale era possibile registrare i suoni direttamente sulla pellicola ( in quella piccola porzione di spazio tra le perforazioni e il fotogramma, a destra di quest'ultimo) sottoforma di variazioni di luce (banda ottica) che, al momento della proiezione, veniva riconvertita in segnale elettrico e poi in segnale sonoro. Questa apparecchiatura, ideata da Theodor Caseper la Fox, consentì la perfetta sincronizzazione tra immagini e sonoro e fu la prima volta che si adottò un sistema monofonico nel cinema. Altra tappa importante nel percorso del sonoro fu il primo esperimento di registrazione che è stato condotto dalla Disney per il film "Fantasia"(1940). Sulla pellicola del film erano presenti tre tracce ottiche per il sonoro, più una quarta di controllo su un'altra pellicola messa in sincrono. Il sistema era composto da 4 canali (due anteriori e due posteriori ) che garantivano il surround. Dato i problemi di sincrono tra immagini e suoni il sistema non fu largamente sfruttato. Negli anni '50 ci fu il passaggio dalla registrazione ottica del suono a quella magnetica: non si esegue più una registrazione, ma si incolla, dopo la stampa, una striscia di materiale magnetico sulla pellicola. Grazie a questo metodo innovativo si riuscì a sviluppare sia la riproduzione stereofonica, sia quella multicanale. A questo proposito bisogna segnalare due nuovi formati che, anche per merito dell'audio, hanno ottenuto un buon successo negli anni '50 e '60: il Cinemascope 35 mm (4 tracce audio) fece la sua comparsa nel film "La tunica" di Henry Koster (1953) e il Todd-AO-System nato nel 1955 con il film "Oklahoma!" di Fred Zinnermann e nel '56 con "Il giro del Mondo in 80 giorni" di Michael Aderson per una pellicola da 70 mm e 6 tracce audio stereofoniche. Successivamente, però, sistemi di questo tipo non furono più impiegati in quanto risultava troppo costoso preparare e fornire le pellicole solo a poche sale cinematografiche. La prima vera grande rivoluzione nel sonoro avvenne alle fine degli anni '60 quando i Dolby Laboratories brevettarono il Dolby System, un sistema di registrazione e di riproduzione del suono che assicurava una riduzione del rumore di fondo e un'alta qualità sonora. Il primo sistema progettato dalla Dolby fu il Dolby A, che ebbe talmente successo da divenire uno standard anche in altri settori, come ad esempio il Dolby B, C per apparecchi casalinghi. All'inizio degli anni '70 i Dolby Labs misero a punto il Dolby Stereo (A), con il quale si avrà un ritorno del sonoro su pista ottica: era un programma realizzato a matrice in grado di registrare sulle due piste ottiche le informazioni per quattro canali: il destro, il sinistro,il centrale ed il surround. I primi film che impegarono tecnologia furono"Tommy" (1975) di Ken Russel e l'ormai pluricelebrato (e pluripremiato!) "Guerre stellari" (1977) di George Lucas. Una caratteristica peculiare del Dolby Stereo è stata certamente la sua compatibilità: la stessa pellicola codificata in Dolby poteva essere utilizzata anche nei piccoli cinema non dotati dei sistemi di decodifica, estraendo solo la traccia monofonica. Il passo successivo fu un ulteriore perfezionamento del sistema con il Dolby SR (Spectral Recording ) con cui si ottenne una più bassa distorsione del rumore di fondo. Per quanto riguarda il mercato consumer fu poi introdotto il Dolby Surround Pro Logic. Siamo così giunti alla seconda, grande rivoluzione nell'ambito del sonoro che garantirà, da questo momento un eccellente qualità audio: l'impiego del digitale. |