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Introduzione al sonoro

Questa breve sezione introduttiva dedicata al sonoro nel cinema non intende dedicarsi direttamente all'impiego di tecnologie digitali nel cinema, argomento principale che si cercherà di approfondire dettagliatamente nelle pagine a seguire. Il suo obbiettivo è invece quello di valorizzare l'apporto fornito dal suono al cinema, facendo vari riferimenti e chiamando in causa alcuni personaggi che si sono serviti del suono (voce, musica, effetti sonori,...) per sviluppare le proprie "idee in movimento".

A questo proposito mi sembra doveroso spendere alcune parole per colui che è considerato il massimo esperto tra sonoro e visivo nel cinema:il critico cinematografico, nonché compositore, regista e professore Michel Chion. Chion ha scritto numerose opere inerenti alla diverse forme sotto cui si presenta il sonoro, escludendo facili elogi e tenendo sempre presente che "...il cinema non ha mai smesso di conservare intatta la propria definizione ontologicamente visiva. Un film senza suono rimane un film; un film senza immagine, o quanto meno senza quadro visivo di proiezione,non è un film" (1).
Inoltre egli non ha tentato di rispondere a quella domanda tanto in voga negli anni'70, cioè "che cosa è più importante, il suono o l'immagine?" che non ha in se una risposta plausibile, ma è andato oltre. Mediante il suo approccio teorico Chion ha infatti costruito un percorso significativo teso a "mostrare come in realtà, nella combinazione audiovisiva, una percezione influenzi l'altra e la trasformi" (2). Fra percezione uditiva e visiva non intercorre quindi un rapporto di subordinazione della prima nei confronti della seconda, ma ci troviamo di fronte a due "realtà" che interagiscono. E Chion ha proprio studiato questa interazione elaborando, nel suo ultimo scritto, una metodologia dell'analisi audiovisiva.

Tra i personaggi che in più occasioni hanno ribadito la forza della componente sonora c'è anche il cineasta iraniano Abbas Kiarostami, il quale afferma "Il suono è molto importante, più importante dell'immagine...attraverso la ripresa televisiva noi arriviamo al massimo ad ottenere una dimensione bidimensionale. Il suono conferisce a questa immagine la profondità, la terza dimensione. è il suono a colmare le lacune dell'immagine".

Un altro regista che si è servito molto del suono è stato il russo Andreij Tarkovskij, che riesce a temporalizzare le immagini e allo stesso tempo cattura l'attenzione dello spettatore, inserendo nei suoi film il rumore di gocce d'acqua che cadono irregolarmente. Per rendere invece la fragilità e l'artificialità di un corpo, nella una scena di resurrezione di una donna morta presente in, "Solaris" (1972),egli utilizza alcuni suoni di vetro che risultano avere un forte impatto. Lo stesso Tarkovskij ha affermato che il cinema è "l'arte di scolpire nel tempo".

Poi bisogna almeno ricordare il fantastico risultato ottenuto dal lavoro sul sonoro nel film "Guerre Stellari" (1977) di George Lucas (subito premiato con L'Oscar al sonoro!). Lo stesso Lucas dichiara per quanto concerne il suono: "Il sonoro di un film è il 50% dello spettacolo".

Il cinema deve una parte della propria fortuna anche alla colonne sonore, che spesso furono la fortuna di molte pellicole cinematografiche. Bernard Herrmann, compose per il cinema famosissime colonne sonore: da "Psyco" (1960) di Alfred Hitchcock sino a "Taxi driver" (1976) di Martin Scorsese. Tra gli autori di colonne sonore non possiamo dimenticare Ennio Morricone, che ha curato le musiche di innumerevoli film, e Angelo Badalamenti, che sin dagli anni '80 lavora con il regista David Lynch.

Poi arriva un momento in cui il cinema scopre la tecnologia digitale e comincia a sfruttarne tutte le potenzialità nelle sale cinematografiche. Mediante complessi sistemi multicanale riesce ad ottenere la spazialità del suono e a migliorare anche l'incisività drammatica dei dialoghi e delle musiche.