| | Il giornale fino ad oggi La società odierna può vantare un'ampia rosa di "fornitori d'informazione", la televisione, i giornali, la radio e, negli ultimi anni, internet, svolgono una funzione fondamentale nella vita di tutti i giorni. Essi, oltre ad un impegno d'intrattenimento, svolgono un più importante ruolo d'informatori, diventando così il punto di contatto tra l'individuo e la realtà. Tra questi i giornali hanno da sempre una posizione di spicco, poiché facilmente reperibili e fruibili. Le pubblicazioni si sono, negli anni, specializzate, ed ai giorni d'oggi ai quotidiani si sono affiancate riviste d'ogni genere. Il quotidiano rimane però punto fermo dell'informazione, anche se negli ultimi anni nella vendita di questo tipo di pubblicazioni si è registrato un calo, dovuto probabilmente oltre che ad un crescente disinteresse verso l'attualità, alla presenza di nuove e più facilmente fruibili fonti d'informazione, quali telegiornali ed altre pubblicazioni. Recentemente, con l'avanzamento della tecnologia, e la presenza in sempre più famiglie di computer collegati ad internet e di siti a scopo informativo, si potrebbe già introdurre anche l'accesso alla rete come ulteriore fonte d'informazione. 1. Un po' di storia Il testo scritto come strumento informativo è uno dei primi media nati: già all'epoca dei Romani si ha la testimonianza dell'esistenza di fogli informati vi detti acta diurna che erano affissi nei luoghi pubblici. Ma la vera nascita del giornale, anche se impropriamente detto, avviene molto più tardi con la comparsa della stampa: attorno al XVI secolo il governo di Venezia stampava un foglio informativo che poteva essere comprato al prezzo di una gazzetta (ancora oggi il più diffuso giornale nel triveneto è Il Gazzettino). La diffusione della stampa informativa è però stata molto lenta, a causa di una forte opposizione verso la stampa libera da parte del potere centrale, difatti, le lotte per la libertà di stampa, sono combattute sempre nei periodi di declino dei governi forti e repressivi, quali le grandi monarchie feudali. (1) Con la rivoluzione industriale che segue le grandi rivoluzioni della fine del'700 ecco che finalmente si sente il bisogno di un'informazione più fruibile che viene supportata appieno dalle nuove conoscenze tecnologiche. Già nei primi anni dell'800 abbiamo la nascita di quotidiani economici, soprattutto in America, che presentavano notizie di cronaca spicciola, curiosità locali e servizi sensazionalistici. Si ha l'esempio di un primo giornale, detto penny press per via del costo di un penny, mirato anche verso gli strati sociali più bassi (alfabetizzazione permettendo). Se, come già detto, i primi quotidiani "moderni" compaiono attorno al 1830, bisogna però notare come la scarsità dei mezzi impedisse loro non solo una diffusione capillare (i primi giornali si vendevano solo nelle grandi città), ma anche lo stesso reperimento d'informazioni sia difficoltoso. Durante tutto l'800 le migliorie tecnologiche sono impiegate per la stampa, la costruzione di linee ferroviarie consente un più veloce spostamento di giornali e giornalisti, portano i giornali ad essere più simili ai mezzi informativi che siamo abituati a conoscere. La polemica verso il sensazionalismo usato dai giornalisti verso la fine del secolo per vincere la concorrenza, porta alla nascita di quella che oggi si potrebbe definire una certa deontologia professionale. Il quotidiano in questo periodo raggiunge la sua massima diffusione (1910) (2) e un successivo calo che perdura fino ai giorni nostri. 2. Ai giorni d'oggi La lunga crisi dei quotidiani è dovuta a molteplici fattori: oltre ad un crescente disinteresse della gente verso l'informazione, bisogna aggiungere che, ai giorni d'oggi le fonti d'informazioni sono molteplici. Prima tra tutte la televisione, che è ormai presente nella totalità delle famiglie, e che, attraverso telegiornali e trasmissioni culturali o meno, fornisce il servizio lungamente detenuto dai quotidiani. Per di più ad essi si sono affiancate riviste di vario genere, spesso specializzate verso alcuni settori e dal formato più accattivante, che tendono a "rubare pubblico". In tempi molto recenti, come ci presenta l'ultimo referto stilato dall'ISTAT (3), sempre più famiglie hanno un computer e, con esso, un accesso alla rete ecco quindi che si è introdotto nel "mercato dell'informazione" anche internet, che propone moltissimi siti informativi e permette l'accesso a molteplici servizi. Bisogna però premettere che Internet non si pone come veicolo informativo, propriamente detto, ma è soltanto un tramite che viene impiegato dagli utenti; la rete è quindi un certo tipo di espositore globale dove chiunque può acquistare uno spazio e riempirlo: non è la rete stessa a fare informazione ma i singoli utenti. Ecco dunque, che si riscontra la tendenza da parte dei giornali stessi a portare online una copia virtuale del quotidiano o rivista che sia. La "copia multimediale" del giornale si adatta alle "regole" del web diventando un'autonoma fonte d'informazione utilizzabile indipendentemente dal supporto cartaceo. Il giornale online sembra essere il futuro del quotidiano, ma vi sono altri servizi in rete che portano lo stesso servizio: portali informativi, giornali completamente virtuali... In più l'utente ha accesso alle stesse fonti che il giornalista ha usato per scrivere i propri articoli, basti pensare all'ANSA che adesso è accessibile sulla rete a chiunque. |