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Introduzione
Rivista cartacea e rivista online - differenze
Prada e Luna Rossa - un esperimento di comunicazione sportiva
Bibliografia

 

Quali sono le differenze reali fra una rivista da sfogliare ed una da "cliccare"?

 

Glamour, n. 109, marzo 2001 in edizione italiana è la rivista cartacea, www.Glamour.com è la rivista consultabile in internet: una sorta di differenza fra il vecchio e il nuovo.

Nel n.109 di Glamour predominante è la presenza della pubblicità delle case di moda, il sommario si trova dopo una decina di pagine e a seguire altra pubblicità.

Il sommario evidenzia le rubriche che caratterizzano proprio i periodici femminili: lavoro, soldi, moda, psicologia, sesso, viaggi, arte e cinema. Esso oltre ad anticipare e organizzare gli argomenti da leggere mostra anche alcune delle foto che accompagnano i servizi di punta della rivista: ecco allora tante star, abiti e luoghi paradisiaci in cui trascorrere vacanze da sogno.

Per organizzare i tanti servizi presenti nella rivista la redazione di Glamour suddivide gli articoli in sezioni:

"Donne in movimento " ricco di articoli sul sesso, lavoro, soldi e le classiche lettere alla redazione .

"Monitor" sono raccolti i servizi riguardanti l’arte, la fotografia, il cinema, la musica, le mostre e la moda

"Attualità" raccoglie un po’ di tutto , dalle inchieste ai reportage.

"Moda" in cui si esamina in dettaglio i "trend" del momento

"Bellezza" consiglia tutte le ultime novità del make-up e della cosmesi

"Fitness e salute" fondamentale per chi vuole tenersi sempre in forma

"Scegliere bene" raccoglie ancora servizi di moda, cucina, viaggi e inoltre un concorso per vincere una fotocamera.

Appare, inoltre, evidente come gli articoli si debbano cercare fra le pagine di pubblicità ,la scansione delle pagine viene data proprio da quest’ultima: Dior, Moschino, Valentino, Calvin Klein, Armani sono a fare da padroni.

Questo tipo di rivista si può definire una "vetrina cartacea" si serve, infatti, delle sue accattivanti pubblicità per mostrare le tendenze del momento; sembra più essere pensata per offrire al lettore un catalogo di pubblicità di moda più che di servizi giornalistici.

Le proposte di moda vengono indicate non da giornalisti del settore esperti di costume ma da sempre più ricercate pubblicità, proposte da abili pubblicitari; non spadroneggiano più foto di sfilate milanesi o parigine, ma " sfilate "di corpi, vestiti , scarpe e cosmetici.

In un qualsiasi quotidiano o rivista si rileva l’importanza che "la case di moda" dedicano al sistema cartaceo per diffondere il proprio stile ed il proprio marchio.

Perché la moda ha scelto per tanto tempo la carta stampata per comunicare alle masse ?

Perché la presenza di spot pubblicitari televisivi relativi al settore dell’abbigliamento è praticamente nulla: il settore dell’abbigliamento a differenza di altri prodotti si serve quasi esclusivamente, della comunicazione non verbale (CNV).

Rispetto ad altri prodotti, la pubblicità di abbigliamento è costituita da una sorta di codice espressivo proprio del settore.

Consideriamo, quindi, gli elementi che sembrano costituire quasi una "regola" nella comunicazione sull’abbigliamento.

Il primo elemento è la riduzione notevole delle parti verbali; la quantità di parole presenti nell’annuncio è in genere molta ridotta e spesso, si limita all’indicazione della marca e della linea a cui l’abito appartiene.

E’ assente la body-copy che, in altre tipologie di prodotto costituisce un elemento fondamentale per descrivere dettagliatamente "l’oggetto pubblicizzato".

Nel settore moda, si parla quindi di primato dell’immagine sulla parola, il ruolo iconico diviene fondamentale mentre quello verbale diviene essenziale.

L’utilizzo di spot televisivi sarebbe quasi inutile per non dire "fuori luogo" e inadatto poiché la pubblicità di abbigliamento risente notevolmente delle valenze "estetiche" che costituiscono un aspetto fondamentale in questo settore e che sembrano richiedere un modulo espressivo in grado di valorizzare pienamente quello che è il linguaggio fondamentale e dell’estetica: l’immagine.

Per avvalorare al massimo la componente estetica, nelle pubblicità di moda assistiamo ad una elevata qualità formale delle immagini: luci, colori, inquadrature, ambientazioni diventano tutti elementi che contribuiscono a migliorare l’effetto visivo finale e vengono perciò curati con estrema attenzione, al fine di realizzare un mix ottimale, la cui gradevolezza estetica è notevole.

Nella tipologia del prodotto moda un aspetto iconico curato e gradevole evoca per analogia un abito confezionato con cura soprattutto apprezzabile sotto il profilo estetico.

Si può dire infine che nella pubblicità di abbigliamento la CNV assume un ruolo fondamentale, esplicandosi in forme diverse, essa risulta molto efficace nel definire a quale tipo di personalità, di stile di vita e di contesto d’uso l’abito proposto si associa idealmente.

La CNV tende ad esprimere il "mondo valoriale " del prodotto ossia l’insieme di significati di cui esso è espressione: classicità, tradizione, modernità, romanticismo, prestigio, sportività, ecc.

Sfogliando Vogue, Cosmopolitan, Elle, riviste specializzate nel settore della moda, si nota come nella pubblicità di abbigliamento, il rilievo percettivo attribuito al prodotto in sé può variare notevolmente.

L’abito non costituisce l’unico" oggetto" dell’immagine fotografica ma vi sono altri elementi, come il testimonial e l’ambientazione che possono comparire al suo fianco.

Si nota come alcune pubblicità puntino sulle qualità tecniche del prodotto e quindi su aspetti concreti e oggettivi, mentre altre puntano invece sui significati simbolici e valoriali che contribuiscono a definire e ad esprimere la personalità di chi li indossa.

Secondo Barthes con la prima occhiata ad una rivista di moda ci appaiono tre strutture diverse per uno stesso abito: quella tecnologica dell’indumento reale, quella iconica dell’indumento fotografato e quella verbale dell’indumento descritto dalla didascalia; a mio giudizio nella pubblicità di moda l’elemento più importante è costituito dalla componente iconica, è attraverso questa che si vuole incidere significativamente sul lettore.

Dopo questa dilungata parentesi sull’importanza della carta stampata per diffusione dei prodotti di moda, torno a confrontare le due riviste prese in analisi: Glamour in versione cartacea e quella in versione digitale.

Digitando www.glamour.com si accede alla home page della rivista che si presenta in lingua inglese in quanto Glamour è un periodico a diffusione mondiale.

Oltre alla copertina che è in tutto uguale a quella della più tradizionale rivista cartacea, sono presenti alcune voci, come "daily gossip beauty, chat, shopping" che "cliccando" è possibile visionare.

Iniziando come si dice in questi casi a "navigare", apro la finestra "daily gossip", ed ecco che vengo informata sulle ultime novità di star come Michael Douglas, Rod Stewart e Rupert Everett.

Ovviamente tale pagina corrisponde alle pagine di gossip e attualità della rivista cartacea e in particolare alla rubrica "Corsia di sorpasso".

La voce "fashion" mostra una modella che sfila indossando un paio di shorts, selezionando la sua immagine è possibile conoscere l’opinione di ragazze di tutte il mondo riguardo a questo discusso capo.

Si differenzia questa pagina web dal solito sondaggio perché è possibile vedere le intervistate attraverso le loro foto, sapere il loro nome, la loro professione e la loro provenienza.

"Cliccando" sul rossetto della finestra "Beauty top tens" si apre una pagina in cui è possibile sapere le ultime riguardo make-up e cosmetica.

Per saperne di più ho selezionato la voce "Diamond do–dads" che mostra l’ultimo lipgloss di Chanel e una seria di "cliccate" offre la possibilità di conoscere altri prodotti e le loro caratteristiche .

Glamour on-line offre la possibilità giocare in internet, basta scegliere l’opzione "games", in questo caso ci si mette alla prova con la memoria per vedere se si ricorda proprio tutto degli anni 80.

Selezionando "click here for results" è possibile verificare la propria preparazione, vengono infatti offerte le risposte a tutti i quesiti.

La differenza dai test e dai giochi che si trovano sulle altre riviste consiste fondamentalmente dall’utilizzo di un mezzo di risposta diverso: nel caso della rivista è la penna, in questo caso il mouse.

Come in ogni rivista che si rispetti non può certo mancare nel periodico elettronico la passione di tante lettrici: l’oroscopo. "Cliccando" su "horoscopes" ecco che si apre la pagina inerente al segno del mese.

Il periodico elettronico è interessante ed innovativo in quanto offre la possibilità di visitare parallelamente anche altre riviste on –line. Ho visitato nella finestra "select" il magazine Vogue;  oltre ad alcune riviste si può anche effettuare una ricerca per parole, in questo caso inserendo il nome dello stilista a cui si è interessati, appaiono gli indirizzi dei siti a lui dedicati.

Vogue on-line offre la possibilità ai navigatori di leggere la rivista in inglese, ma dà soprattutto la possibilità di confrontare la stessa rivista con quelle di altre nazioni: Spagna, Germania, Giappone, Corea .

Una novità rispetto a Glamour e rispetto alle tradizionali riviste è l’opzione "Vogue cam"; selezionandola è infatti possibile spiare attraverso una webcam la redazione di Vogue all’opera e vedere come funziona e come si vive all’interno della redazione di un importantissimo mensile.

Selezionando "Inside a Brown"  posso vedere che cosa mi consigliano questo mese i redattori di Vogue: "cliccando" su un abito specifico è possibile conoscerne il prezzo, le taglie e i colori disponibili e inoltre grazie ad uno zoom si può esaminare la fattura del tessuto e vederlo più nel dettaglio, proprio come se lo si tenesse in mano .

Anche per questi siti dedicati alla moda la regola del " tell ,sell, link, think" diventerà lo scioglilingua preferito dei creativi del terzo millennio; infatti se la presentazione del prodotto sul sito sarà ben fatta, esso lincherà compratori qualificati e interessati a questi negozi virtuali e darà loro tutte le informazioni utili affinché comincino a riflettere se non sia veramente giunto il momento di comprarsi un abito nuovo.

Le riviste come Glamour e Vogue si possono ritenere a tutti gli effetti dei "mensili elettronici", anche se per mensile si può ritenere solo la copertina del magazine, molti dei servizi, infatti, vengono settimanalmente aggiornati come: oroscopo, fashion, e games. Il mensile on-line è come un mensile "settimanale".

Per alcune di queste riviste si tratta solo di repliche multimediali delle riviste a stampa, nel caso dei due mensili presi in analisi, la tecnologia consente di eguagliare la controparte a stampa se non in alcuni casi addirittura di superarle grazie alle caratteristiche ipermediali del web.

Le pagine del web a differenza di quelle stampate possono avere caratteristiche ancora più allettanti, quali la possibilità di includere immagini in movimento e talvolta anche suoni.

Vi sono alcuni elementi che consentono ad un magazine elettronico di divenire uno strumento di diffusione per le masse molto potente poiché consente una rapida circolazione delle idee: l’articolo è disponibile non appena viene completato dall’autore, molto prima quindi dei tradizionali tempi di stampa.

Non si deve, inoltre, dimenticare la grande interagibilità offerta da tali riviste; se voglio comunicare la mia opinione riguardo ad un determinato avvenimento o relativamente ad un capo di moda non devo fare altro che selezionare "let’s talk" ed iniziare a "chattare" con i lettori di tutto il mondo.

Per concludere questo confronto posso dire che le differenze fra le due riviste, quella cartacea e quella multimediale, consistono non tanto nei contenuti quanto più nella forma e nella presentazione dei propri servizi. In entrambe le riviste vi è una grande attenzione per la qualità formale, nel caso di Glamour o di Vogue molto curata è la fotografia dei servizi e anche delle pubblicità, nel caso del mensile elettronico la ricerca si basa sulla realizzazione di pagine web sempre più innovative e accattivanti.

Senza dubbio l ‘interagibilità del web rende grandi ed estremamente funzionali le riviste on-line ma, credo che niente possa sostituire il piacere della "classica sfogliata"della rivista cartacea e niente possa sostituire l’emozione e il piacere di fare shopping.