| | INTRODUZIONE "La moda non è altro che una delle forme di vita con le quali la tendenza alleguaglianza sociale e quella alla differenziazione individuale e alla variazione si compongono in un fare unitario" E così che George Simmel dà in poche parole una definizione abbastanza chiara di quello che è il complesso universo dalla moda. E ormai superata lidea che il vestire serva per ripararsi dal freddo, tutto è comunicazione anche i vestiti che indossiamo e quindi ciò che indossiamo è un modo per comunicare con gli altri. Veblen già nel 1959 sostenne che buona parte delle spese dedicate allabbigliamento è finalizzata a proporre agli altri una determinata immagine di sé, più che allobiettivo pratico-funzionale di coprire e proteggere. Ma perché seguire la moda diventa tanto importante? La seguiamo perché in fondo narcisisti lo siamo un po tutti; il narcisismo con la moda passa quindi da fenomeno strettamente individuale a fenomeno di massa e come scrive Jean Baudrillard "diventa un comportamento indotto da modelli industrialmente prodotti da mass-media" in quanto fa nascere immediatamente il bisogno di farsi vedere e di avere un pubblico e tale pubblico deve essere necessariamente la società. Il seguire la moda diventa un "must" poiché il consumatore non acquista solo le caratteristiche oggettive e funzionali del prodotto, ma anche i significati ad esso connessi. Il vestiario diventa un linguaggio articolato al pari di quello fonetico, dotato di regole attraverso le quali si comunicano determinate scelte. Come dice anche Eco, labbigliamento "parla" e si basa su codici e convenzioni che, a differenza dei codici che regolano la comunicazione verbale, sono soggetti a mutazioni e riassettamenti continui. La scelta dellabbigliamento cambia a seconda del contesto in cui si inserisce. La moda oggi non è più solo differenza di ceto sociale, ma ha assunto una molteplicità di significati dovuti ad esperienze condivise e ad un numero di stimoli superiore a quello di un tempo. Il nostro modo di vestire è influenzato dal tipo di vacanze che facciamo, dal tipo di vita culturale, da quanta tv guardiamo, dal tipo di hobby che abbiamo e soprattutto da ciò che vogliamo comunicare agli altri. Il vestito ci dice a quale linguaggio appartiene una persona; ciò significa che una stoffa particolare, un modello, un ornamento, sono similmente alle parole, segni distintivi che possono essere usati per scambiare messaggi: labito è segno, le sue forme e i suoi colori sono il significante dietro il quale stanno i significati. Perché il prodotto moda può definirsi di massa? Fondamentalmente si può parlare di moda come di un prodotto di massa perché sono le masse a far tendenza acquistando o meno un determinato tipo di prodotto e quindi possiamo dire che la moda diventi comunicazione di massa proprio perché le masse di consumatori scelgono di comunicare anche attraverso i propri vestiti. E attraverso i mass-media, attraverso la pubblicità che veniamo continuamente informati di cosa sia "in" e di cosa sia "out". La moda diventa comunicazione attraverso la sua incomprensibilità, infatti come scrive Lotman :"il parlante del linguaggio della moda è un creatore di comunicazione nuova, inaspettato per il pubblico e ad esso incomprensibile. Il pubblico non deve capire la moda e deve essere indignato. In ciò consiste il trionfo della moda. In questo senso la moda è un fenomeno allo stesso tempo delites e di massa. Il suo essere delites consiste nel non essere compresa , ma il suo senso della moda è nella sua opposizione alla folla." La moda per comunicare alle grosse masse ha scelto ormai da tempo come mezzo più idoneo la carta stampata; innumerevoli sono le riviste specializzate in tale settore, basti citarne solo alcune: Glamour, Vogue, Elle, Marie Claire. Tale monopolio rischia di essere in pericolo con la sempre maggiore diffusione di internet: ora le riviste non si acquistano più solo in edicola, si leggono anche in rete. |