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L'impatto sociale

Le innovazioni scientifiche e tecniche ricordate hanno inciso notevolmente nel tessuto sociale in termini di relazione tra le persone, di comportamenti e di sviluppo economico.
Sicuramente l'evento più rivoluzionario è stato l'avvento del telefono che, fin da poco dopo la sua nascita, ha condizionato una gran parte delle esigenze comunicative degli uomini ed è stata l'invenzione, che nell'ambito della riproducibilità del suono, più di ogni altra è legata allo sviluppo socio-economico del XX secolo.
Ma ancora più straordinarie sono le riflessioni di tipo socio-culturale che si possono trarre dall'invenzione, in quanto essa rafforzò enormemente la fiducia degli uomini nella potenza creatrice della propria mente e di conseguenza nella sua possibilità di migliorare sempre più la vita umana nel suo complesso (anche se oggi cominciamo ad avere qualche ragionevole dubbio). Per la prima volta nella storia del mondo un suono poteva essere trasformato nel suo potenziale elettrico e in un tempo infinitesimo, tale da non essere umanamente percepibile, venire ritrasformato anche a grande distanza nello stesso suono emesso.
Ed ancora oggi, a più di 130 anni dall'attivazione del primo centralino telefonico, la maggior parte delle infinite ed intricate reti che collegano i computer di tutto il mondo (sistema nervoso fondamentale dell'economia mondiale) sono basate su quegli stessi principi della trasmissione del suono.
Eppure, come tante altre volte è accaduto alle scoperte che hanno fatto la storia, alla prima dimostrazione pubblica, fatta da Bell nel 1876 alla grande Esposizione di Filadelfia, non fu compresa appieno: molti affermarono che «lo strumento è troppo tecnico e pochissime persone potrebbero imparare ad usarlo» mentre lo stesso presidente degli Stati Uniti Rutherford Hayes osservò che «come invenzione è straordinaria, ma a che cosa potrà mai servire?».

Stessa accoglienza toccò al fonografo di Edison del quale la prestigiosa rivista "Scientific American" del 22 dicembre 1878 ne riporta una dettagliata descrizione, concludendo però che «per quanto il fonografo appaia, a buon diritto meraviglioso, esso tuttavia non fu potuto ancora applicare a nessun uso veramente utile e pratico. Fino ad oggi questo apparecchio va annoverato nel numero di quelle curiose invenzioni che presentano un interesse essenzialmente scientifico.»
La storia è nota. Da quella felice intuizione nacquero successivamente il grammofono, il juke-box, il giradischi e uno strumento di consumo di musica portatile di grande successo: il "mangiadischi".

L'utilizzazione ludica del fonografo costituì un'innovazione sociale importante. Si vedono in questo caso chiaramente le interferenze tra conflitti tecnici e conflitti d'uso.
L'apparecchio di Berliner consentiva una duplicazione delle registrazioni sonore su vasta scala a partire da una matrice. Contrariamente al telegrafo e al telefono (invenzioni pressoché contemporanee) il fonografo si sviluppò come mezzo di comunicazione della sfera privata. Per la prima volta si utilizzò un dispositivo di comunicazione per il divertimento della famiglia. Questa, dalla seconda metà dell'ottocento, subì un'amplificazione di valore, ovvero vi fu la nascita della cosiddetta famiglia vittoriana: il fonografo accompagnò così le trasformazioni della vita privata, trovandovi inoltre un terreno fertile per la sua diffusione.
Negli ultimi tre decenni dell'ottocento si ebbe l'apogeo della sfera privata. A causa dell'enorme espansione di molte città e della realtà urbana, sempre più dispersiva e ostile, si ebbe un ripiegamento nella vita domestica. La casa e la famiglia incominciarono a rappresentare un luogo sicuro di rifugio, al riparo appunto dalla vita della città. Si ebbe insomma una progressiva valorizzazione della sfera privata, un exploit del culto del "focolare" domestico.
In questa situazione acquisì notevole importanza la musica in casa. Si elevò infatti il pianoforte a simbolo dell'appartenenza sociale al ceto medio. Esso diventò uno dei primi divertimenti di svago di massa, di conseguenza si creò un mercato di massa sia per la diffusione di pianoforti sia per la diffusione di brani di successo.
In tale mercato, in cui quindi l'esigenza in casa di avere o fare musica era forte, fecero la loro apparizione il grammofono e il fonografo.
L'evoluzione della mentalità e del modo di vivere creò le condizioni ideali per accogliere le nuove invenzioni.
Nel 1895 si ebbe l'uscita dei primi apparecchi domestici musicali; la diffusione di tali apparecchi (almeno nel mondo anglosassone e statunitense) fu molto rapida e verso l'inizio della Grande Guerra erano più diffusi dell'automobile e del telefono, e dopo la stampa, il primo mezzo di comunicazione di massa. (17)
Notevole fu ovviamente anche la vendita di dischi, organizzata secondo cataloghi che diffusero dapprima ballate popolari, poi brani lirici e jazz; quest'ultimo incrementò la passione della danza, la quale divenne più libera e spontanea e rappresentò anche una via dell'emancipazione dei giovani dagli adulti.

Questo oggetto, il "disco" per antonomasia, ha reso "democratico" l'ascolto della musica facendola uscire dalle corti dei nobili e dai teatri e portandola nelle case, nei bar, nei locali ricreativi e all'aria aperta; ha generato di conseguenza un nuovo ricchissimo settore dell'economia e ha permesso agli innamorati di affidare alle canzoni il proprio messaggio.

Con l'avvento delle musicassette la libertà di ascoltare musica è pressoché totale e le case costruttrici, stimolate dalla componentistica elettronica sempre più ridotta, sostengono la realizzazione di svariate tipologie di apparecchi singoli o integrati in apparecchi radio portatili. Nei primi anni '90 saranno venduti nel mondo ogni anno oltre tre miliardi di musicassette e 230 milioni di regi-stratori. Il successo della cassetta è decretato in particolare dalla possibilità di copiare i brani dei dischi e dalla possibilità di ascoltarla in auto: la crescita del parco macchine circolante dagli anni '50 e lo sviluppo di una economia legata all'automobile ha fatto sì che, nel bene o nel male, le persone hanno destinato sempre più tempo all'uso dell'auto nella quale l'autoradio è diventato uno degli accessori di comfort indispensabili. Poco dopo l'uscita delle musicassette gli autoradio vennero dotati anche della parte nastro, ma per molti anni si fabbricarono e vendettero anche singoli "mangianastri" per auto (e questo fa intendere quali fossero le esigenze dell'utenza).

Ma la cassetta ha avuto, ed ha tuttora, un ruolo importantissimo nella registrazione della voce per uso didattico (si pensi ai corsi per l'insegnamento delle lingue straniere), per il reportage giornalistico (per la stenografia è stata proprio la killer application), per uso istituzionale o nel lavoro (per registrare le sedute dei consigli degli Enti e delle aziende, le riunioni importanti, le testimonianze, ecc.).

L'introduzione sul mercato dei CD-Audio ha veramente rappresentato "l'altro modo di fruire musica" con un salto di qualità generale rispetto ai supporti predecessori tanto da decretare la morte commerciale dell'LP e da competere alla pari con le cassette, tenute in vita ancora dalla loro economicità e dalla presenza ancora massiccia di lettori-registratori, sia in ambito domestico sia nei mezzi di trasporto (autoradio).

Ma l'avvento del CD e il successo che ne è seguito hanno fatto intuire che il futuro - non solo quello della musica né solo quello del mondo del lavoro, ma di tutti gli ambiti della vita umana - sarebbe stato sempre più compenetrato di una tecnologia: quella digitale. L'unica tecnologia attraverso la quale si sarebbe potuto sviluppare il fenomeno della multimedialità - ossia la possibilità di integrare e manipolare con un solo codice (il codice binario appunto) i testi, i suoni e le immagini - della quale l'esempio più rappresentativo è costituito dal recente DVD.

Con la moltiplicazione degli utenti Internet, il miglioramento (seppur ancora non troppo soddisfacente ) della velocità dei collegamenti e la disponibilità di player software sono cominciati a transitare nella rete anche i file audio.

Purtroppo la dimensione dei brani musicali di qualità CD (una canzone digitalizzata in media occupa uno spazio di 30-40 megabyte) ha rappresentato un impedimento pressoché insormontabile alla trasmissione di musica.

Questo ha lasciato abbastanza tranquilli gli operatori del settore discografico che comunque avevano cominciato ad avere qualche piccolo problema di business e di copyriting con la diffusione dei masterizzatori di CD.

Ma la tranquillità è stata turbata piuttosto presto dalla messa a punto del formato Mp3 con il quale i tempi di download di musica da Internet non stati più un impedimento.

Con Mp3 sembra che sia stato risvegliato un bisogno latente: quello di permettere a chiunque, nella comodità domestica, di accedere a numerosissime e nutrite liste di brani musicali e di artisti, di scegliere quelli preferiti, di memorizzarli sul proprio PC e quindi di riversarli in CD, di creare propri CD inediti e magari farne delle copie per gli amici o ascoltarli durante il viaggio in macchina.

E tutto questo senza passare dal negozio, per acquistare solo quello che viene venduto e a caro prezzo.

Di esaudire questo "bisogno" si sono fatti carico specifici siti Internet (i più famosi mp3.com e napster.com) che permettono di scambiare musica (ma volendo anche immagini e filmati) in tutto il mondo; quindi i brani, oltre a riceverli, possono essere anche registrati da chiunque e messi nella rete a disposizione di tutti gli altri: una possibilità nuova per artisti emergenti di farsi conoscere senza dover passare dai canali tradizionali della produzione e distribuzione.

Recentemente è stata pubblicata una ricerca su Mp3 da parte di Pew Internet Project che prende come riferimento la realtà americana. Da questo studio risulta in particolare che oltre il 20% dei navigatori Internet ha scaricato musica almeno una volta (oltre 20 milioni di americani) e che secondo il 78% di questi "scaricatori" non si tratta di furto anche se si tratta di canzoni coperte da copyright. Dello stesso parere è la maggioranza (oltre il 50%) di coloro che navigano il web.
Anche se il 51% di coloro che preleva Mp3 dichiara che comunque spesso acquista il CD dei brani scaricati, si comprende come le notti dei grandi dell'industria discografica siano agitate.
In effetti essi si trovano a fare i conti con un fenomeno in atto che sfugge al proprio controllo, un po' come accadde ai tempi delle videocassette (e dei videoregistratori).
La differenza stavolta è la vastità del fenomeno con la sue caratteristiche di immensa selezione disponibile, della comodità in ogni momento di scegliere la musica d'interesse e soprattutto i costi pressoché inesistenti.

Quando i major dell'industria discografica non hanno più potuto ignorare il problema che molto superficialmente avevano sottovalutato, hanno cominciato ad utilizzare le classiche armi della denuncia della violazione dei diritti d'autore incassando qualche momentaneo risultato. Ma hanno capito, almeno alcuni di essi, che la strada è ormai tracciata; ancora una volta è dimostrato che non si può contrastare l'innovazione che ha impatto sul mercato, anzi ad essa ci si deve adeguare e si può solo cercare di cogliere quelle specificità che possono restituire i migliori risultati economici.
Ad avvalorare questo teorema, è la recente decisione della tedesca Bertelsmann, che insieme ad altre importanti case discografiche mondiali aveva portato in tribunale Napster, di ritirare la denuncia e addirittura di entrare nel capitale della stessa Napster.
Probabilmente ha capito, per prima rispetto agli altri, che da Internet ed Mp3 i loro business possono essere anche incrementati a scapito però di una nuovo modo di concepire e vendere musica.

Anche perché la riproducibilità del suono e la sua fruizione non si arresteranno ad Internet ed Mp3, poiché nonostante queste siano freschissime tecnologie, già si annunciano innovazioni ed evoluzioni con le quali presto avremo a che fare: altri formati di compressione (es.: MPEG-4), supporti ben più capaci dei DVD (FMD-Rom), migliori standard di qualità (Super Audio CD).

Ad avvalorare ciò è significativo quanto viene pubblicato sul sito della Sony a proposito di quest'ultima tecnologia:

"La musica ha da sempre attirato l'Uomo. Le nostre conoscenze tecniche ne hanno fatto progredire la creazione e la composizione; ma ora ci portano oltre la sorgente primaria, l'artista, più di quanto sia mai successo in passato. SACD è il massimo della tecnologia audio per restituirci i suoni che amiamo, puri come i loro creatori vogliono che restino."