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Napster e le case discografiche

Le major che controllano quasi totalmente il mercato mondiale della riproduzione musicale, già in crisi per problemi distributivi, si sono sentite da subito in pericolo. Innanzitutto la distribuzione elettronica via internet potrebbe soppiantare il mercato internazionale e in secondo luogo attraverso programmi come Napster si evade il pagamento delle royalty agli aventi diritto: autori, editori e produttori.
Così le major per scongiurare questi pericoli ha attuato il piano della convergenza, ossia il fondersi dei servizi di telecomunicazione e di informatica con le case discografiche in modo che uno stesso soggetto diventa il possessore dei canali di trasmissione, delle tecnologie necessarie per fruirne del materiale e imporre il prezzo.
La battaglia è ancora aperta. Napster inizialmente è stato citato in giudizio con l'accusa di copyright infringement, avendo creato un database di file mp3 non in regola con i diritti d'autore, ma la società si è difesa dichiarandosi protetta dal Digital Millenium Copyright Act: in quanto fornisce servizi su internet non è responsabile della provenienza dei file.


Il 26 luglio 2000 viene ordinata la rimozione di tutto il materiale su Napster in 24 ore. Essendo una operazione impossibile viene ordinato di chiudere il sito. Napster ricorre in appello ottenendo una proroga.


Non solo le Major contro Napster ma , il 13 aprile 2000 i Metallica denunciano Napster alla corte del distretto centrale della California, accusandoli di promuovere la pirateria e di ospitare sui propri server , materiale coperto da copyright. I Metallica denunciano 30000 utenti in possesso di brani del gruppo. Gli utenti vengono banditi da Napster. offspringAlla denuncia dei Metallica si aggiungono tra maggio e luglio 2000 altri artisti tra cui il rapper Dr. Dree. Esiste anche un fronte opposto, ossia gruppi musicali che supportano Napster. Primi fra tutti i Limp Bizkit che hanno fatto concerti gratuiti per promuovere Napster. Anche gli Offspring supportano Napster; " Si tratta di un mezzo per ampliare la base degli appassionati; le vendite del Cd non ne hanno risentito" (Dexter Holland, leader degli Offspring a Rolling Stone).
La MP3.com ha raggiunto una transizione con la EMI, affinché questa ritirasse la denuncia per la violazione dei diritti d'autore. Quest'ultima ha dovuto pagare circa 170 milioni di dollari alle compagnie discografiche e agli editori di musica i cui diritti d'autore erano stati infranti. Ora Mp3.com ha negoziato delle licenze con le cinque più importanti case discografiche.
Napster si è alleato con una delle più grandi case discografiche del mondo, la BMG; il sito diventerà presto a pagamento.


Quello che è successo non è soltanto una vittoria dei discografici, ma è anche una conferma per Napster che è riuscito ad imporre un nuovo sistema distributivo.
"I creatori di Napster hanno avuto la geniale idea di ridisegnare la strategia di internet. Questo tipo di pratica che permetterà a chiunque non solo di scambiare file musicali, ma anche dei file di testo e delle immagini, non fa altro che spostare in là la frontiera della libertà. Inoltre non è detto che questa modalità possa danneggiare il mercato: venti anni fa sorsero grossi dibattiti intorno alla duplicazione delle audiocassette che non ha assolutamente frenato la diffusione del mercato musicale". (Gomma, padre fondatore del cyberpunk in Italia).
Ma Napster, come fino ad oggi lo abbiamo conosciuto non esisterà più; già oggi non è più come una settimana fa, e molte canzoni non possono più essere scaricate. Secondo l'Ipfi, l'organizzazione internazionale delle industrie discografiche, la polizia è libera di entrare in casa di un utilizzatore di Napster e sequestrare il pc.
In questo momento i file MP3 si scambiano con Bearshare, un client di Gnutella, un sistema di distribuzione di file, che a differenza di Napster, è acentrico. Infatti si collega direttamente alle altre copie del programma che trova disponibili in un dato momento. Bearshare è semplice e intuitivo e immediatamente utilizzabile: bisogna scegliere quali file condividere e quali invece si desidera che non siano resi pubblici. L'installazione è semplice, il programma è gratuito e il suo successo sarà forse inarrestabile.


Musicnet è la prima contromossa decisa del mondo delle major a Napster. La piattaforma sarà condivisa tra Aol Time Warner, Bertelsmann, Emi, e RealNetworks. Sembra che Music net abbia imparato la lezione da Napster: oltre allo streaming consentirà anche il download dei file consentendo agli utenti di conservare e trasferire musica su supporti personali. Anche per Napster potrebbe esserci un ruolo nell'idea di mercato che Musicnet mutua: quello di distributore; infatti, Napster diventerà a giugno il licenziatario delle tre major.