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Introduzione
I pionieri
Bibliografia

 

I pionieri

A livello sperimentale la ricerca del connubio artistico arte-olografia inizia alla fine degli anni '60, coi nomi di Hart Perry, Jan Cobb, L. C. Cross, sviluppandosi nel decennio successivo con Sally Weber, Douglas Tyler, Rudye Berkhout l' olandese creatore di spazi di luce immateriale, di Setsuko Ishii, giapponese, che usa l'ologramma come elemento di illuminazione creativa di ambienti. Il danese Frithioff Johansen che usa l'olografia in termini concettuali astratti, le superfici olografiche di carattere pittorico del tedesco Dieter Jung, l'esperienza di poesia visuale espressa dal brasiliano Eduardo Kac, il design oggettuale dell'inglese Andrew Pepper.
Sono solo esempi di un campo aperto a scoperte creative e artistiche.
L'olografia è probabilmentre il mezzo di comunicazione visiva più rivoluzionario: per la prima volta nella storia della cultura possiamo comunicare con un medium che ha le stesse proprietà tridimensionali e le stesse caratteristiche del mondo in cui viviamo.
Ritratti, paesaggi, nature morte, "sembrano veri" e con ciò questa è arte.
L'immagine dopo secoli di analoga ossessione è davvero un doppio dell'involucro che rappresenta: volumetrica, sospesa nello spazio, osservabile da qualunque punto di vista, anche se il suo campo è quello dell'illusione.
Con l'utilizzo della tecnica olografica nel campo delle "belle arti " dobbiamo considerare il dialogo tra scienza e arte, così è iniziata una nuova era tra scienziati e artisti.
Nel 1969 artisti come Hart Perry, cominciano ad utilizzare gli ologrammi a luce bianca;
L'olografia integrale a luce bianca permette di produrre immagini tridimensionali in movimento, il prodotto tecnicamente più avanzato realizzato in campo olografico.
L'olografia viene vista come nuovo ed eccitante mezzo di comunicazione.


-Hart Perry, "MISS AMERICA WITH GLASSES":

-Hart Perry and Jan Cobb, "VALENTINE":

Valentine, ormai celeberrimo è considerato artisticamente tra gli ologrammi meglio riusciti, soprattutto per la grande profondità spaziale che gli autori sono riusciti a dare all'immagine.


-L.C.Cross and P.Brazier, "KISS II":

Quest'immagine è la prima in movimento, è stata realizzata dall' inventore dell'olografia integrale, è stata chiamata kiss II in riferimento al celebre film di Edison Il bacio della fine del secolo XIX, proprio per sottolineare l'analogia con l'immagine cinematografica.
Il 1982 vede la realizzazione a Palazzo Fortuny della mostra "LA FOTOGRAFIA TRIDIMENSIONALE". Si tratta del primo progetto scientifico che esplora il campo dell'olografia nell'arte.
Coglie la nuova forma visiva agli albori.
Si è tentata l'esplorazione sciegliendo come esemplari le opere di due artisti: SETSUKO ISHII e RUDYE BERKHOUT.
È manifesto il desiderio di esplorare le possibilità di un nuovo mezzo, che per il suo fascino indubbio può attirare anche ingenuamente l'attenzione del pubblico.
Curiosità, meraviglia, l'invito dell'arte si ripete; il '500, il '600, sono stati pieni di simili inviti. è il principio delle wundern kammern.
Con "La fotografia tridimensionale" siamo nel 1982: è già una decina di anni che l'olografia sta scrivendo nuove pagine di un nuovo vocabolario dell'esperienza visiva.

-Setsuko Ishi, "CRYSTAL WHITE"
"ENCOUNTER"
Due esempi di opere realizzate con ologramma a trasmissione a luce bianca:

L'immagine, impressionata col laser è riproducibile in seguito con una normale lampadina a luce bianca.
Questi ologrammi sono stati soprannominati anche ologrammi arcobaleno.
Altri due esempi dell'operare di Ishii:
- "FLOATING"
- "ARRANGEMENT".
Si tratta di ologrammi a riflessione.
Gli ologrammi a riflessione costituiscono per così dire una sotto categoria degli ologrammi veri e propri. Il loro vantaggio è di rendere visibile l'immagine in qualsiasi condizione poiché è sufficiente la luce del sole o artificiale per renderli attivi.
Di notevole chiarezza d'immagine essi non sono però in grado di rendere il movimento:

L'altro protagonista della mostra è Rudye Berkhout; "lavorare nell'olografia non è solo rimbalzare tra empirismo e astrazione estetica, ma l'assemblarli in un unico insieme. Mi vedo come il mezzo tramite cui la tecnologia può esprimersi."
È lo stesso impatto visivo dell'ologramma a fornire la più succinta espressione di questa interazione tra arte, scienza, filosofia.
-" 1°, 2°, 3° punto di vista ":

-" Transfer ":

L'attuazione del binario arte-scienza, prosegue e si evolve.
Alessandro Gobio nel suo "MANIFESTO DI UNA PROSPETTIVA LUMINOSA PER UNA PROPOSTA COSMOSTRUTTURALE "mette a fuoco questo intento: rapporto arte scienza intesa come proposta di un nuovo modo di vedere e di vivere. Con l'olografia si verificano mutamenti nel nostro spazio e nella nostra coscienza.
In seguito a queste percezioni realizza la prima TECNOFORMA. Essa incorpora nella sua struttura architettonica aerea la visione dell'immagine olografica, trasferendo al fruitore la sua intensità espressiva, cosicché la stessa immagine olografica è a sua volta assemblata nel ruolo di materia evolutiva, generatrice di significati e riflessioni sulla realtà del microcosmo; dalla struttura in senso stretto all'insieme di tutto ciò che rappresenta.
È appunto nell'insieme del prodotto estetico che si presenta un contrasto tra una realtà concreta ed una apparente.
Nella Tecnoforma si producono per rifrazione un'ampia gamma di colori in movimento.
Gobio come ideatore di una forma in una dimensione di prospettiva luminosa,nella sua integrità e nel suo mutevole aspetto.
La visuale olomorfica della Tecnoforma si identifica in un'ottica nuova e una dinamica universale nell'olografia: tridimensionale, aggettante, prorompente, al fine di allargare lo spazio di relazioni con l'esterno.
Nell'89 dopo una elaborazione sperimentale, realizzò il primo sistema olografico capace di visualizzare separatamente in una frazione di quattro secondi due immagini, creando nello stesso ologramma un ulteriore rimando a nuove realtà visive.
Nel '90 Gobio realizza la prima "finesra cosmica": ologramma d'effetto multicolore, ideato su un piano immaginario che evidenzia una tridimensionalità quasi apparente in quanto nello spazio i punti del piano si considerano di un infinitesimo di spessore. Nel linguaggio permangono caratteri psicologici e principi filosofici in un connubio di ideali estetici che danno vita ad un'arte globale.

Il 1990 vede il realizzarsi di un importantissimo evento per il riconoscimento e lo sviluppo della nuova arte olografica : L'INTERNATIONAL CONGRESS ON ART IN HOLOGRAPHY.
Un piccolo gruppo di artisti /olografi selezionati da loro pari,convennero al meeting tenuto a Saint Mary's College,Notre Dame,Indiana, USA, dal 18 al 22 luglio.
Abbiamo visto come le prime forme di arte olografica risalgano agli anni '60 e come i pionieri lavorassero individualmente e in relativo isolamento, con piccole opportunità per dialogare con gli altri artisti interessati al nuovo media.
L'intento del meeting è stato di voler sconfiggere queste barriere.
Sono stati chiamati 35 artisti, provenienti da tutto il mondo; domande e linguaggi diversi, lavori distanti, il processo è stato difficoltoso ma il Congresso si è rivelato importante per capire gli artisti/olografi operanti nel nuovo media e per i suoi futuri sviluppi.
Il 1996,vede il realizzarsi di ART IN HOLOGRAPHY 2.
Questa seconda edizione del Congresso ebbe luogo in Europa, all' Università di Nottingham, e vi parteciparono artisti, collezionisti e critici.
Gli artisti attivi in olografia creativa, presentarono i loro lavori, le loro idee,i loro concetti, le loro passioni.
Presenti i pionieri, attivi da trenta anni; giovani artisti operanti da dieci/quindici anni.
I critici, che osservano l'olografia all'interno della contemporanea arte visuale.
I collezionisti, rappresentanti private gallerie o pubblici musei; era la gente che ha cominciato a comprare olografie e collezionare qualcosa di "incerto".
Interessante ora soffermarci su qualcuno dei protagonisti del meeting e della scena della nuova arte olografica.

-EDUARDO KAC,

 

Il suo lavoro con l'olografia indaga la natura del linguaggio e il suo relazionarsi con il visuale.
È il poeta dell'arte concettuale. I suoi sono olopoemi: ologrammi digitali dal linguaggio come soggetto.
1. " Maybe then, if only as ", 1993
Ologramma a luce bianca
Olopoema
Foto E.Kac

-PAULA DOWSON,

Il suo operare è un'esperienza che provvede a riconciliare le personali emozioni di ogni individuo e il torrente di informazioni tecnologiche che esiste in ogni individuo.
Passato e presente simultaneamente affrontati in un doppio effetto di rappresentazione e simulazione.
2. "Shrine of the sacred heart ", 1997
Ologramma a trasmissione
Foto P.Dowson

-JEAN FRANCOIS MOREAU,

La fotografia da la possibilità di rappresentare particolari istanti nel tempo, l'olografia offre la possibilità di catturarne la durata nello spazio.

3. " Folie", 1994

Ologramma a trasmissione a luce bianca
Foto J.L.Moreau

-ANAIT (1922-1998)

è lei stessa la rivoluzione nella rivoluzione di questo medium;
Ricordi di luce nello spazio, è spazio lei stessa.
Le infinite possibilità del nuovo medium stanno per essere esplorate.

-JASIA REICHARDT

 

Olografia come chiave per un nuovo tipo di autoritratto.
Tutti gli artisti partecipanti a questo meeting sono estremamente interessanti e degni di studio.
Sono i portavoce di questa avanguardia artistica che in trenta anni si è sviluppata fino a divenire un nuovo capitolo nella storia universale dell'arte.
L'olografia nell'arte è ancora un terreno giovane e fertilissimo che ci donerà ricchi raccolti.