| | Conclusioni Lo sviluppo dell'olografia dinamica è ancora nei suoi primi passi, e rispetto all'olografia fissa si trova almeno dieci anni indietro. Tra due, dieci, venti o forse più anni, quando si riaggiungerà un livello accettabile ma anche diffuso di qualità e funzionabilità nell'ambito dell'olografia dinamica, sapremo fino che punto i vecchi mezzi si adatteranno alla nuova tecnologia o viceversa. Nel linguaggio audiovisivo il ruolo dello spettatore e quello del regista sono sempre stati molto definiti. L'avvento di tecnologie tridimensionali porterebbe con sé nuove possibilità sia per l'uno che per l'altro. Il semplice fatto della presenza della terza dimensione permetterebbe allo spettatore di decidere il punto di vista, la parte o i personaggi dell'immagine da mettere a fuoco, l'avvicinamento o l'allontanamento dalla scena... I creatori di prodotti audiovisivi si sono sempre basati sul controllo di queste coordinate per dare un'intenzione, un senso e un ritmo ai film, ai documentari, ai servizi televisivi, ai video-clip, ecc. La realtà e le immagini tridimensionali implicano uno sguardo più complesso e critico, ma anche più libero. Se a questo aggiungiamo il fattore temporale delle opere e le narrazioni audiovisive, possiamo immaginare quanto rivoluzionario sarebbe un cambiamento del genere. Tanto che la terza (o la quarta) dimensione potrebbe forse essere incorporata in tutti i contesti. |