| | Lo stereoscopio Composto da un visore racchiudente due lenti separate e leggermente inclinate l'una rispetto all'altra, il suddetto strumento poteva consentire la visione simultanea di due fotografie dello stesso oggetto scattate da angoli diversi. L'effetto di tridimensionalità che ne scaturiva era quindi prodotto dalla somma di due visioni monoculari. L'uso di questo mezzo suggestionò l'immaginazione dell'americano O.W.Holmes che nel suo saggio "Il mondo fatto immagine" ne esplorava le potenzialità, anticipando brillantemente il concetto di realtà virtuale , di cui la stereoscopia può essere forse considerata un valido , anche se rudimentale predecessore. Durante il XX secolo la fotografia ha subito ulteriori eccezionali sviluppi divenendo un metodo essenziale di comunicazione utilizzato non solo nell'arte ma anche nel giornalismo, nella documentazione scientifica e nell'indagine medica. La scoperta accidentale della sensibilità della pellicola alle radiazioni ha accelerato i progressi della medicina, mentre la riuscita congiunzione di fotografia e movimento ha prodotto in ambito artistico la scoperta del cinema. In seguito l'evoluzione della tecnologia informatica ha permesso di arrivare alla produzione di immagini digitali, concretizzando la possibilità di creare fotografie prive di referente e autorizzando la formulazione del concetto di virtualità. Tuttavia anche in tempi recenti la produzione di immagini fotografiche non è riuscita, nella maggior parte dei casi ( ad eccezione forse dell'ambito digitale), ad eliminare il problema della deperibilità dei supporti e in nessun caso ad estraniarsi da una prospettiva unica e definita. Lo strumento che si prefigura oggi in grado di ovviare a queste difficoltà è l'olografia. Come già osservato alla base dello sviluppo dell'olografia si trovano gli studi riguardanti l'interferenza e la diffrazione delle onde. |