| NOEMA Home SPECIALS EVOLUZIONE DI UN VIDEOGIOCO: IL CASO POKEMON | |||||||||||||||||||||
|
POKÉMON (COSA SONO // LE ORIGINI E IL VIDEOGIOCO)
COSA SONO La parola Pokémon sta per "Pocket Monsters", ossia "Mostri tascabili", ed è nata dalla contrazione dei due termini operata dai ragazzini giapponesi. Si tratta di simpatici mostriciattoli che ricordano esseri animali, «Mostri con una parvenza di realtà o comunque di legame con la realtà, simili a vermi, farfalle, topi, scoiattoli, volpi, cani, gatti, granchi, foche oltre che dragoni alati e a dinosauri. (11)». Hanno nomi fantasiosi e svariati, Picachu, Meowth, Charizard, Metapod, Beedrill, Horsea, etc. Originariamente le specie di Pokémon erano 150, ma con gli anni il loro numero si è notevolmente accresciuto. La caratteristica di questi esseri è la possibilità di mutare forma, di evolversi. Ciò può avvenire solo se un Pokémon ha acquisito abbastanza esperienza nei combattimenti, ognuno di essi ha infatti un potere particolare che lo caratterizza e che lo rende molto forte. Combattono per istinto, non per un motivo particolare. Ma le loro armi non sono letali, non è possibile che durante uno scontro uno di loro sia ucciso. Al massimo può indebolirsi o svenire. I numerosi Centri Pokémon consentiranno al Pokémon sconfitto di riprendere le forze in poco tempo. Le battaglie si verificano in quanto due allenatori di Pokémon si incontrano e decidono di scontrarsi. Lo scopo di ogni allenatore è quello di divenire Maestro Pokémon. Ogni allevatore ha il dovere di amare i propri Pokémon, anche perché essi sono sì catturabili, ma essendo dotati di una intelligenza propria e di forza di volontà, non starebbero con qualcuno che li maltrattasse. Se fra un allenatore e un Pokémon c'è feeling può nascere un'amicizia profonda e reciproca.
LE ORIGINI E IL VIDEOGIOCO Osserviamo una pagina qualsiasi del Catalogo Nintendo 2001, dove vi sia un qualunque riferimento ai Pokémon e vi troveremo il marchio di registrazione:
Si potrebbe dire che questa, in sintesi, è la storia dei Pokémon, ma procediamo seguendo un ordine cronologico. Nel 1982 in Giappone, Satoshi Tajiri (12), assieme ad altri otaku (13), fonda una delle prime riviste per videogiochi, Game Freak, letteralmente «fanatici del gioco» divenendo in pochi anni uno dei massimi esperti del settore tanto da diventare un collaboratore della più grande casa produttrice di videogiochi di allora, la Nintendo Co.; nel 1991 la svolta, come dichiara Tajiri stesso in una intervista (14): «Una notte ho sognato i miei adorati insetti. Li vedevo camminare lungo il filo di collegamento tra due Game Boy: passavano da uno schermo all'altro attraverso il filo. Fu allora che ebbi l'intuizione: creare un videogioco che permettesse ai giocatori di scambiarsi diversi personaggi come figurine.» Questo cavetto di connessione era il Game Link (15), progettato dalla Nintendo per permettere a due giocatori di Game Boy di sfidasi l'uno con l'altro nei videogame che consentivano questa opzione. L'idea di Tajiri viene sviluppata ed ultimata, al più tardi nel 1995 basandoci sull'indicazione del brevetto, e presentata alla Nintendo, che decide di produrre il videogioco, pur senza mostrare un particolare entusiasmo per il progetto. Il gioco consiste nel guidare un ragazzino di dieci anni, Ash, alla ricerca dei Pokémon selvaggi, catturarne il maggior numero possibile con la palla fatata Pokéball, in modo da poter combattere contro altri allenatori di mostri. All'inizio dell'avventura Ash saluta la madre, e ricevuto un Pokémon in dotazione dal più grande esperto della città, parte per il suo lungo viaggio. Ed ecco che in pochi mesi si verifica l'inaspettato: la cartuccia del videogioco va a ruba forse perché «i bambini sotto i dodici anni, poco considerati dall'industra della Playstation (16) e anche con meno disponibilità economica, continuano ad amare il Game Boy (17)», ma alla fine sarà proprio il videogame a trascinare le vendite dello stesso Game Boy, creando un giro d'affari di enormi proporzioni. Dal videogioco al cartone animato. Dal cartone animato al film. Dal film alle carte da gioco e ai giocattoli:
Sembra che Tajiri abbia un'altra intuizione vincente, quella di inserire nel videogame un personaggio segreto, Mew, che si poteva ottenere solo attraverso il collegamento di due Game Boy. Infatti le due cartucce inizialmente disponibili, Rossa e Verde, non permettevano di catturare tutti i Pokémon, l'unico modo per averli tutti era quello di collegarsi ad un altro giocatore avente una cartuccia di colore differente. Sembra che questo fatto abbia favorito la diffusione del gioco mediante un passaparola fra gli utenti e i possibili acquirenti.
|