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VERSO UNA NUOVA SCRITTURA "Il processo di elaborazione elettronica del testo costituisce il più grande cambiamento nella tecnologia dell'informazione dopo lo sviluppo del libro a stampa" (1)
Questo recita un noto slogan, eppure sembra che le modificazioni in atto siano di ben più ambio respiro. Elaborare elettronicamente un testo non è una pratica sostitutiva alla stampa, tutt'altro: per anni, prima che fosse possibile richiamare e visualizzare un testo sul monitor della propria abitazione, l'elaborazione elettronica era pensata ai fini della stampa. Tutt'oggi i word processor più evoluti - come Microsoft Word ad esempio - seppure integrati in una logica di condivisione del testo, vengono programmati per formattare l'elaborato e consegnarlo al supporto definitivo della carta. E' il fatto che si possa pensare di elaborare il testo, condividerlo e diffonderlo senza uscire dal mondo dei byte che si rivela straordinario. La stampa su carta e la pubblicazione sul web sono due realtà che agiscono su piani diversi e che se messe a confronto possono rivelare quanto sia fragile il concetto stesso di scrittura. In questa sezione andremo ad occuparci di quanto il concetto di scrittura sia cambiato attraverso l'elaborazione elettronica finalizzata alla pubblicazione sul web. Non solo, cercheremo di capire quanto queste modificazioni hanno investito i principi di memoria e conservazione della memoria legati all'idea di scrittura.
SCRITTURE ANALOGHE Un testo è qualcosa di estremamente complesso, lo si può paragonare ad un tessuto intricato o ad un labirinto. Organizzare un testo intorno ad una idea precisa significa spesso dover rinunciare ad argomentazioni fondamentali a favore della chiarezza o dell'impostazione grafica. Gli elaboratori di testo hanno dato modo a tutti gli scrittori - intesi come l'insieme delle persone atte allo scrivere - di semplificare l'atto della scrittura e di concentrarsi sui contenuti. Questo approccio ha modificato radicalmente il modo di pensare e progettare il testo (con conseguenze non sempre positive), tanto che allo stato attuale uno stesso testo non può essere utilizzato per diverse pubblicazioni e quindi diverse fruizioni. Se volessimo - ad esempio - fornire una pubblicazione cartacea di un ipertesto dovremmo modificarne non solo l'aspetto, l'organizzazione gerarchica, ma anche e soprattutto i contenuti. Dovremmo ridisegnare la nostra primitiva idea ed adattarla ad una direzione sinistra-destra/alto-basso forse a colpi di enormi rinunce.
Elaborazione elettronica Manipolare un testo è una operazione estremamente difficile. Significa avvalersi di strumenti differenti, di una buona dose di pazienza e di tanta pratica. L'avvento dell'elaborazione elettronica ha certamente semplificato questi passaggi, permettendo agli scrittori di lavorare con molta più tranquillità. I word processor di fatto hanno permesso alla scrittura di diventare un mestiere leggero, che può essere fatto a piccoli passi senza avere il timore di dover strutturare il testo a priori per poi non doverlo ricopiare. Un word processor permette di selezionare e organizzare il testo anche in diverse occasioni, lasciando allo scrittore l'esclusivo compito di assemblare il materiale. Eppure, questa comodità sembra essere minacciata da un altro campo con cui il testo deve confrontarsi: la pubblicazione. Pubblicare significa - infatti - dover rendere disponibile il testo ad altri e questo implica che deve essere leggibile ovvero che l'organizzazione gerarchica del nostro testo deve essere chiara e comprensibile anche a chi vi si avvicina per la prima volta. Allora sarà profondamente diverso scrivere per una pubblicazione su carta o scrivere per il web. E questa differenza si avvertirà a partire dalla progettazione e dalla stesura, quindi a partire dall'uso che si farà di uno strumento come il word processor.
Testi per la stampa Elaborare un testo per la stampa attraverso un word processor non è molto differente dal farlo con la penna e l'inchiostro. La differenza passa per una pratica semplificata che permette non solo di assemblare invisibilmente pezzi di testo diversi in occasioni diverse, ma anche di avere un controllo totale su quello che sarà il risultato finale senza avvalersi di strumenti tipografici complessi.
Testi per il web Scrivere per il web è anzitutto un lavoro di progettazione. Si tratta di essere consapevoli dei molteplici aspetti che si dovranno affrontare e gli strumenti a disposizione devono essere impiegati nel modo opportuno. Elaborare un testo attraverso un foglio elettronico non significa qui giungere al prodotto finito, assomiglia molto di più alla messa a punto dei caratteri mobili che gli antichi stampatori fondevano nei loro laboratori. Questi "pezzi" di testo andranno poi opportunamente inseriti nel progetto iniziale, contornati dal codice che ne darà la formattazione definitiva e quindi pubblicati. Per lo scrittore questo significa allontanarsi dal normale concetto di scrittura e affrontare una nuova forma del testo che non è né lineare né chiuso.
A TEMPO DI BYTE La scrittura ha rappresentato per migliaia di anni l'unico mezzo a disposizione dell'uomo in grado di immagazzinare informazioni e trasmetterle ai posteri. Buona parte dei documenti scritti - dalle incisioni alle stampe - sono sopravvissuti ad ogni genere di situazione e sono arrivati fino a noi. Cosa che non è accaduta ad esempio con i primi film o le prime incisioni sonore di gran lunga più giovani e tecnologicamente avanzate, che sono invece semplicemente scomparse, svanite. La differenza risiede tutta nella fragilità del supporto materiale utilizzato per conservare le informazioni, la celluloide, così come il vinile o il nastro magnetico, hanno bisogno di cure e attenzioni continue, non possono essere lasciate a se stesse per troppo tempo. Così, nel futuro, non ci sarà nessun archeologo in grado di scoprire un gigantesco archivio di reperti audio/video, di riportarlo alla luce e di metterlo a disposizione di tutti gli uomini. In questo senso la strada che percorre oggi la scrittura è una strada irta di pericoli, che la vede come oggetto fragile perché fragile è il supporto su cui è registrata.
Parola e memoria La parola moderna è una parola leggera, che vola da una parte all'altra del mondo senza la pesantezza dell'inchiostro o l'ingombro delle pagine; è una parola libera di essere copiata, modificata, piegata o letta in qualsiasi direzione; è una parola che assolve pienamente al suo compito di preservare la memoria e spanderla per il mondo interno. La memoria non è - però - rappresentata da una serie di segni codificati posti atomicamente su un supporto, è una memoria fatta di bit, di codice binario. Cancellare questa memoria significa perderla definitivamente, senza lasciarsi la possibilità di tracciare una mappa del testo (al contrario una cancellatura su carta contiene una indicazione precisa sulla storia del testo e sulla sua evoluzione). Così, anche la parola scritta è soggetta a perdite significative e a falsificazioni di ogni genere. Materie come la filologia sono destinate a scomparire, perché non ci sarà più modo di scavare tra gli appunti di uno scrittore, dato che gli stessi appunti diventano prima stesura definitiva e poi pubblicazione. Allo stesso modo i dati e le fonti andranno ulteriormente verificati, data la facilità con cui si può modificare un testo senza lasciare traccia alcuna. Sono certo scenari fantascientifici, ma sono anche problemi cui il Web Writer deve confrontarsi: se Foscolo pensava infatti che la parola potesse durare in eterno, lo scrittore del web è consapevole di aver a che fare con una scrittura fragile e di dover elaborare al più presto una deontologia della memoria a misura di bit.
Memoria e trasmissione Oltre a preservare la memoria compito della scrittura è sicuramente quello di trasmetterla. Le nuove tecnologie dell'informazione facilitano questo compito, permettendo alla parola di viaggiare contemporaneamente dall'autore a tutti i potenziali lettori. Questa apparente facilità nasconde però alcune insidie che vorremmo - seppur brevemente - indicare. In primo luogo il lettore non è infinito ovvero non ha la capacità di assorbire tutte le informazioni che gli arrivano (e questo è comprensibile dato che ogni secondo si produce nel mondo tanta informazione scritta quanta è quella dell'Antica Grecia). Secondariamente la trasmissione rischia di essere unilaterale, cioè di essere irradiata da un punto verso l'esterno in un ambiente dove tutti sono potenzialmente irradiatori di contenuti. Per ultimo, la sovrabbondanza di informazioni nuoce alla loro reperibilità e quindi alla loro funzionalità.
La fine delle trasmissioni Il Web Writer si trova quindi di fronte ad una serie di problemi che concernono l'uso della parola scritta come strumento di conservazione e diffusione della memoria. Non potendo dettare istruzioni sulla conservazione materiale (supporti) delle informazioni, dovrebbe almeno iniziare ad utilizzare con coscienza gli strumenti che ha a disposizione, regolando la sua attività secondo i ritmi del lettore e non della macchina.
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