NOEMA Home SPECIALS › LA TELEFONIA MOBILE E LA PUBBLICITA'
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Introduzione
Telefonia mobile e società
L'utente
Logiche d'uso ed esperienza sociale
Il modello semiotico - enunciazionale
La pubblicità delle parole
Pubblicità e televisione
La fiction di TIM e lo spot di OMNITEL
Il cellulare come estensione del corpo
Conclusioni
Bibliografia

 

LOGICHE D'USO ED ESPERIENZA SOCIALE

Riabilitando l'utente nella posizione di attore consapevole, risulta chiaramente che l'uso del telefonino prende l'aspetto di un'esperienza sociale, vissuta sì in modo individuale, ma inscritta in una serie di linee di condotta che sono sociali.
Secondo F. Jauréguiberry infatti:

"Il fatto di essere qui e altrove contemporaneamente è vissuto da ciascuno in modo individuale( ubiquità mediale ), cioè con i propri sentimenti, i propri stati d'animo e le proprie predisposizioni psicologiche. E si tratta in effetti di un'esperienza individuale.[] La soggettività dell'utilizzatore è certo individuale, ma si costituisce rispetto a logiche che invece sono sociali."

Questa esperienza dell'ubiquità mediale, sembra, secondo lo studio condotto da Jauréguiberry, rinviare a due logiche ben precise: quella utilitaristica, che implica componenti quali guadagno, efficienza e velocità, e quella critica, che invece suggerisce presa di distanza, autonomia, volontà di preservare tempo per sé. Una terza logica appare come confluenza delle prime due e quasi emblematica della figura dell'utente connesso alla rete, quella appunto dell'integrazione.
Le condotte che scaturiscono da queste logiche d'uso si configurano, come accennato sopra, in specifiche qualità: velocità, efficienza, libertà, autonomia, persino la stessa ubiquità più volte citata. Bene, queste qualità finiscono per coincidere ( alcune magari solo in parte ) con le stesse articolate nei testi pubblicitari, che sono veicolati dai depliant informativi e dagli spot televisivi, di cui spesso vanno a costituire le categorie semantiche vere e proprie.
Il modello teorico che appare più indicato a mostrare certe analogie sembra quello semiotico-enunciazionale.