NOEMA Home SPECIALS › LA TELEFONIA MOBILE E LA PUBBLICITA'
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Introduzione
Telefonia mobile e società
L'utente
Logiche d'uso ed esperienza sociale
Il modello semiotico - enunciazionale
La pubblicità delle parole
Pubblicità e televisione
La fiction di TIM e lo spot di OMNITEL
Il cellulare come estensione del corpo
Conclusioni
Bibliografia

 

LA FICTION DI TIM E LO SPOT DI OMNITEL

La strategia comunicativa di TIM nell'ambito dello spot televisivo, mira senza dubbio a recuperare la dimensione relazionale amichevole con il cliente, connotazione di un rapporto che l'orientamento aziendale di questa compagnia aveva in precedenza sempre trascurato.
Come si è riscontrato sopra, infatti, il target classico di TIM è definito in virtù della lunga ed affermata esistenza dell'azienda sul mercato: uomini d'affari ecc. Bene, la presentazione che abbiamo di TIM alla televisione, ci offre un'immagine nuova del gestore di telefonia mobile, è un compagno che "viaggia" sempre con noi.
Lo spot, o meglio gli spot in questione costituiscono una vera e propria fiction televisiva, in cui l'ordine del tempo è scandito in senso vettoriale (con alcune incursioni nell'anacronico per gli ultimi episodi), che ci mostra i viaggi di un gruppo di tre amiche.
Episodio dopo episodio vediamo le tre ragazze in viaggio per il Mediterraneo italiano con la loro barca, sempre in luoghi diversi, ma nonostante questo virtuale isolamento, sono costantemente in contatto con i loro amici e parenti grazie al cellulare e all'ultima offerta tariffaria di TIM, sempre mostrata con dei cartelli alla fine di ciascun episodio. Come si può notare anche qui, la categoria semantica che risulta maggiormente articolata sembra essere ancora una volta quella della libertà, quasi a suggellare ormai un sodalizio utilitaristico indelebile con la telefonia mobile.

Per quanto riguarda OMNITEL invece, sembra che non ci si trovi di fronte alla trattazione di una categoria semantica vera e propria, ma alla presentazione di uno status, anzi alla connotazione del possesso del cellulare come vero status-simbol, cioè come veniva considerato fin dall'inizio della sua comparsa nella nostra società.
In particolare la scelta di una testimonial tanto attraente, la modella australiana Megane Gale, sembra avvalorare la tesi della centralità dell'immagine che un oggetto può simboleggiare: bellezza, unicità, fascino, ma anche efficienza e stile. Nell'ultimo spot di OMNITEL vediamo, infatti, la mora e statuaria Megane correre per le strade di Seattle, un montaggio leggermente ellittico ci mostra i luoghi dove riesce ad arrivare, fino alla grande scalata che la porterà in cima alla Space Needle al centro della città.
Da qui la ragazza potrà finalmente connettersi con il suo telefonino alla "rete" e interagire con essa, grazie alla nuova offerta di OMNITEL per l'acquisto della carta ricaricabile, mostrata alla fine con delle scritte riepilogative delle dei costi in questione.
Questa idea di un percorso verso una meta da raggiungere, è suggerita anche dalla comparsa, durante lo spot, di alcuni cartelli che recitano solennemente gli imperativi "corri", "scegli", "attivati", montati sui fermi immagine del piccolo filmato.

Come si vede, gli spot qui considerati sono qualcosa di più che la semplice presentazione di un prodotto e delle sue caratteristiche, producono un senso, che si innesta su dei modelli di vita, di stile e di condotta della società. Questa tendenza alla rappresentazione di un contesto sociale, è probabilmente la diretta conseguenza di una delle funzioni sociali della televisione menzionate prima, infatti:

"La funzione modellizzante della televisione si esercita dunque attraverso la costruzione di rappresentazioni semplificate e canoniche della realtà, da cui prende a prestito valori, rituali, simboli, forme di interazione, luoghi e tempi, per poi restituirli sotto forma di modelli da imitare".

La pubblicità televisiva quindi, và oltre la reclamizzazione del prodotto tout-court, ne suggerisce gli usi possibili, fino a prima forse perfino sconosciuti, la stimolazione del desiderio, del bisogno o comunque anche solo della riflessione