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Cos'è il videoclip?
Videoclip e internet
Videoclip in futuro
Bibliografia, Webgrafia, Videografia

 

VIDEO CLIP - ESCURSUS STORICO

Predecessore del moderno video clip è il "soundie" degli anni '40.Il soundie era un film della durata di circa tre minuti , proiettato nei night club che mostrava perfornance musicali attraverso il "Panorama Soundie"; una sorta di juke box che trasmetteva l'immagine su un piccolo schermo di plastica. Tramontato ben presto, venne ripreso negli anni '6O con una macchina detta perciò "SCOPITONE", ma anche questo non durò a lungo nonostante la sua buona diffusione in Europa. Il formato video clip nella sua attuale formattatura è da datare attorno alla metà degli anni '7O in Inghilterra. Nel Regno Unito infatti la radio non era più da tempo considerata il principale veicolo d'informazione e di trasmissione della "nuova musica" in quanto gli show televisivi erano lo snodo centrale per introdurre il pubblico ad una nuova musica. (B) La lezione della Pop Art aveva contribuito alla realizzazione di questo tipo di show, come il famoso programma " Ready Steady Go" in onda sulla BBC già dal '63 e le successive trasmissioni negli anni '70 "Top of the Pop" e "Oh Boy", queste ultime basando il loro format sulla presenza in studio di gruppi musicali famosi che si esibivano in live, sollevarono il problema che servì da promotore per la produzione in futuro dei video musicali. I gruppi, infatti non sempre potevano partecipare , visti iloro innumerevoli impegni dati dalla loro sempre più crescente fama, vedi Beatles, Who, Rolling Stones... così le case discografiche decisero di investire sui video ed utilizzare questi come sostitutivi delle performance live. I costi erano bassi ed i video venivano realizzati con il video tape in un pomeriggio, immediato fu il successo, con un notevole risparmio si potevano promuovere canzoni e gruppi evitando così i ben più alti costi del tour.
La band inglese "Queen" con il video "Bohemian Raspody " nel 1975 , fu l'iniziatrice di questa svolta rivoluzionaria di fruizione della musica. Il video interessantissimo per il tipo di montaggio, immagini live accostate a primi piani eseguiti con il prisma, si ispirava, come spiegò il suo giovane regista Gowers, alle voci e all'assemblage di questi all'interno della canzone.
Generi musicali poi, come i Glam ed i Punk, furono di estrema importanza per l'innovazione del concetto di immagine e la sua realizzazione.
Il successo da parte del pubblico fu più veloce dell'atteggiamento positivo nei confronti dei video clip da parte dei gruppi stessi. Molti erano i cantanti proccupati che la televisione e l'audio visivo breve potesse portar via loro quella sorte di aura che li rendeva autentici e unici con la performance live. Ora infatti, era possibile vederli e cantare le loro canzoni gratuitamente dalle poltrone comode delle proprie case.

 

ANNI '80

Cantanti che invece credettero da subito nel potenziale di questo nuovo mezzo comunicativo-commerciale, si resero conto ben presto della loro influenza stilistica anche nella moda. Il pubblico imitava, si vestiva, si pettinava... come il proprio idolo musicale e il fenomeno David Bowie ne è un ottimo esempio.
Con l'avvento di MTV questa situazione viene maggiormente a concretizzarsi, dopo l'inizio delle sue trasmissioni il 1 Agosto 1981, il fenomeno video clip-MTV diventa un binomio esplosivo e ben presto si cominciò a comperare dischi, a richiedere canzoni alla radio o nei locali e a vestirsi : "I JUST SAW IT ON MTV".
Domenico Baldini nel suo libro su MTV , scrive infatti: "...bisogna considerare il video clip, l'intrattenimento live in MTV come i codici comunicativi più semplici ed efficaci nei confronti delle nuove generazioni per mantenere un clima stilistico". (C)
Video clip, MTV, ragazzi con più possibilità economiche, TV in camera dei figli, la nascita del walkman della Sony, sono gli ingredienti per il boom degli anni'80 del nuovo modo di fruire la musica, diventato ormai più personale e solitario. Anche il modo di fare cinema e televisione verrà influenzato dal format video clip, dal format MTV: montaggi veloci, musica rock... come nel serial "Miami Vice", dando vita così ad un interesse sempre più crescente da parte dei registi cinematografici verso il mondo video musicale. Un esempioè il video "Thriller" di Michael Jackson del 1983, il cui regista è John Landis lo stesso del famoso film "Arma Letale". In questo caso il video è quasi un short film, la durata infatti è di 14 minuti a differenza dei 3-4 tipici del clip tradizionale.
Questo interesse si allarga anche nel campo pubblicitario, le agenzie infatti iniziano a produrre spot appositi per MTV anch'essi con lo style video clip.

 

ANNI '90

Negli anni '90, la musica si è di gran lunga risvegliata portando alla luce generi nascosti, tecno-music ascoltata prima solo negli illegali rave-party, oppure miscelando generi già esistenti ed ormai privi di emozioni, da quì la nascita dell'underground e la musica grunge.
La musica ora si poteva diffondere in un mercato sempre più internazionale divenendo più democratica
nelle sue sempre più numerose ramificazioni. Venivano così a formarsi continue nuove tendenze e si moltiplicavano i luoghi ove poterle ascoltare. I video clip e le emittenti che li trasmettevano, MTV per prima, hanno sicuramente avuto un ruolo fondamentale per questa veloce diffusione.
"Pensare video musica significa riportare a galla frammenti di visioni, ricordarsi di passaggi minuti, impossibili, sgrammaticati, di elissi narrative clamorose, di gestualità rapide, furbe citazioni, ma anche di sorprendenti impulsi visivi, di segni elettronici dentro un vocabolario che la tecnologia dilata completamente. Forma onnivora, che tutto divora, facendo propri sguardi e baci, paura e orrori. (D)
Il video clip negli anni '90 era caratterizzato da un montaggio serrato: frammento, mixaggio, velocità... che rivelano il nuovo modo di fare musica e di ascoltare musica. Video clip vuol dire fenomeno commerciale ma anche, non scordiamo stato culturale, in quanto ha da rispondere a richieste specifiche della situazione sociale a cui appartiene.

 

VIDEO CLIP IN ITALIA

"Lavorare in Italia con i video è molto difficile. Fondamentalmente è un problema di soldi. Si spende tanto per fare un disco ma non si spende a sufficienza per i videoclip". (E)
Da subito l'Italia non ha capito il potenziale del fenomeno video musicale. Sin dall'inizio lo ha considerato soltanto nel suo versante commerciale e non nel suo essero fuuro mezo espressivo, così lo ha abbandonato ai pubblicitari facendo così mancare quella collaborazione con i cinematografici che ben presto si sarebbe rivelata essenziale. I discografici non hanno creduto nel futuro di questo medium, perciò on hanno investito nello sviluppo del video cosicchè la sperimentazione tecnologica-artistica non è andata di pari passo al diffondersi di questo.
Intanto la situazione in Inghilterra e negli U.S.A era completamente diversa così il divario, tra la produzione italiana e quella estera fu subito evidente come purtroppo lo è, seppur di meno, ancora oggi.