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-I VIDEO CLIP DOPO L'AVVENTO DI INTERNET: IL CASO RADIOHEAD -
"(...) siffatto processo d'integrazione linguistica si è manifestato anche più recentemente a vari livelli in differenti forme estetiche, come gli happening, le performances, la video arte, la computer arte, gli spettacoli multimediali e così via. (...) Un'arte inghiotte il prodotto di un'altra". (O)
I short video hanno la durata massima di 1 minuto e 30 secondi, tenendo conto che la media è di 30 secondi per video. Sono infatti più simili ad un'installazione artistica che ad un vero video clip, quindi ad essere un promotore commerciale, seppure lo stesso gruppo li considera un mezzo di pubblicità. Vista però la durata così breve, la scelta di immagini di impatto psicologico particolarmente forte così come il frammento della canzone molto d'effetto, viene molto spontaneo fare riferimento alle installazioni d'arte, soprattutto se siamo d'accordo con Rozeby quando scrive : " all'interno dell'installazione il suono è una presenza scultorea, sia come estensione del corpo sia come realtà fisica che si interseca con il corpo". (P) In effetti le sonorità prescelte per questi video sembrano non appartenere a vere e proprie canzoni, seppure chi conosce il camaleontico gruppo conosce bene l'evoluzione digitale che ha caratterizzato i Radiohead dal 1997 con " Ok Computer" a quest'ultimo album, vera e propria manipolazione al computer.
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