NOEMA Home SPECIALS Il teatro e il multimediale
Tecnologie e Società
Main
Il teatro e il multimediale
Josef Svoboda e la Lanterna Magika: il “pioniere” della scena virtuale
Socìetas Raffaello Sanzio “Tragedia Endogonidia”: documento o parte integrante dell’opera?
Motus: installazioni video / teatro / cinema
Bibliografia

 

Socìetas Raffaello Sanzio “Tragedia Endogonidia”: documento o parte integrante dell’opera?

 

 

 

La Tragedia Endogonidia di Romeo Castellucci (2002-2004) è un’ opera unica formata da undici episodi. Ognuno di questi fa capo ad una città di cui prende il nome.
Oltre ai vari spettacoli che hanno girato varie città europee, è stato fatto un cofanetto con al suo interno un libro, un CD musicale (colonna sonora dei vari episodi) e 3 DVD. Interessante è ciò che dicono il regista Romeo Castellucci e i due artisti, Carloni e Franceschetti, a cui è stata affidata la realizzazione filmica degli eventi, dato che nella prima parte della mia ricerca si è parlato della riproduzione filmica di eventi teatrali.

L’ idea strutturale di fondo è quella di un opera in continuo cambiamento per scissione. Si tratta di un sistema di rappresentazione che, come un organismo, si trasforma nel tempo e nella geografia dei propri spostamenti. La forma prodotta non è un’opera chiusa, e neppure un frammento di un’opera: il principio che genera e collega gli Episodi è quello di un’auto generazione; l’ organismo che ne deriva è dunque, in un certo senso, perenne.
...............
Le città rappresentano la gravità che la geografia condivide con la storia. Allora lo spostamento di posizione sarà il vero tema dello spettacolo, come le differenti fasi di una vita animale: e la generazione di particelle autonome, come spore vegetali, determineranno la crescita di oggetti spettacolari autonomi, che vivono oltre la rappresentazione.
La collezione di questi DVD, con il Cd musicale incluso, costituisce una di queste spore. (Romeo Castellucci)

Dal discorso riportato dello stesso regista possiamo immediatamente capire che i filmati non sono considerati “documentazione” di un fatto accaduto ma essi sono parte integrante di ciò che è accaduto e continua ad accadere ogni volta che qualcuno guarda il video. Lo schermo del televisore diventa il computer che nell’istante in cui noi vi guardiamo esso crea la nuova immagine, ovvero: tecnicamente riproduce un filmato di qualcosa fatto in altro tempo e altro luogo (televisore), ma dovendo tener presente ciò che ha dichiarato colui che ha pensato, scritto e messo in scena gli episodi, la Tv si trasforma nel computer che crea “ora e in questo luogo” l’ immagine video e il filmato da documento diventa parte integrante dell’opera teatrale.

Carloni e Franceschetti hanno seguito ogni episodio e lo hanno ripreso con le loro telecamere. L’intento condiviso non era quello della documentazione, né di una sorta di backstage, ma quello di un’esuberanza dei sensi e delle immagini che popolano la Tragedia Endogonidia, secondo un travaso di densità emotiva e percettiva che gli artisti hanno perfezionato in fase di montaggio. (Romeo Castellucci)

Questo tipo di lavoro può comunque risultare ambiguo e per molti rimanere solamente la documentazione dell’ evento teatrale.
Alla domanda:  “In che modo affrontate la fase di montaggio?”, Carloni e Franceschetti rispondono “Il video rispetto al teatro, così come il teatro rispetto alla vita, deve evitare la possibilità di diventare un filtro per mettere al riparo lo spettatore o per mediarne la responsabilità di esserlo. A teatro lo sguardo dello spettatore viene diretto mentre nel video viene a coincidere, ma in entrambi i casi l’ osservatore deve rimanere esposto come presenza interrogata.” (da “Lo sguardo del fantasma e la memoria della scena”, intervista a C. Carloni e S. Franceschetti a cura di Annalisa Sacchi)

La dichiarazione dei due artisti sottolinea come il filmato sia pensato e voluto come parte dell’ opera teatrale e non documento filmico. In questo caso il regista pensa all’interno della sua opera teatrale alla realizzazione di un filmato che non sia semplice documentario ma faccia parte della drammaturgia dell’ opera multimediale.