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| NOEMA Home SPECIALS Peter Horvath e il suo linguaggio |
Tecnologie e Società
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Introduzione
Che cos’è la net-art [1]? Che cos’è realmente il webcinema [2]? Ciò che desidero fare è provare a rispondere a queste domande, senza avvalermi di teorie e ipotesi fatte soltanto di parole, ma attraverso l’osservazione e l’analisi dei lavori di un vero e proprio artista del Web. Un artista che lavora con le foto, i suoni, i video, i nuovi media, in una sperimentale connessione che emerge attraverso le pagine della rete. Ma desidero anche soffermarmi, non soltanto su tecniche e modalità di realizzazione, ma anche, e in particolar modo, sui temi affrontati e sulle sensazioni che questi new media objects [3], come a livello più ampio forse li denominerebbe Lev Manovich, sono in grado di suscitare sugli spettatori.
Note 1) La Net-Art è essenzialmente un espressione artistica che avviene sul Web. Se secondo alcuni è un vero e proprio movimento artistico, per altri si costituisce principalmente come un attitudine più o meno artistica che trova in Internet il luogo dove esibirsi. Questo termine nasce nel 1995 a quanto pare per una fortuita coincidenza. Pare, secondo una sorta di leggenda, che l’artista di origini slovene Vuk Cosic scaricò una mail di mittente ignoto, la quale conteneva un messaggio indecifrabile esclusi sette caratteri, appunto “net.art”. [back] 2) Il WebCinema nasce ufficialmente (la data è approssimativa) nel 1997 quando sono stati lanciati su internet gli strumenti per realizzare e distribuire video web (Quicktime, Flash 1.0, Realvideo 1.0). E’ un cinema creato apposta per essere visto su internet. [back] 3) “The new media object consists of one or more interfaces to a database of multimedia material.” [“Il new media object consiste in una o più interface di un database di materiale multimediale”] (Lev Manovich, Database as a Genre of New Media, http://vv.arts.ucla.edu/AI_Society/manovich.html). [back]
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