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Esempi di investimento aziendale in SL
Numerose le istanze aziendali primariamente ancorate alla Real Life che scelgono di trapiantarsi in SL allestendo proprie sedi fittizie, governandole tramite operatori umani e usufruendone ai fini di una politica promozionale e divulgativa del brand; il tutto in virtù della plasmabilità, tangibilmente visibile e autogestita dall’utente, della piattaforma SL, che le medesima generosamente concede a chiunque la abiti [15].
Così, la macro-azienda informatica IBM ha inaugurato un nuovo Business Center virtuale strutturato in sei aree distinte - reception, sales, technical support library, innovation, client briefing e conference - popolate da oltre 4000 dipendenti costituenti la forza vendita e interagenti professionalmente con gli avatar/clienti.
L’agenzia di stampa Reuters ha invece colonizzato il Grid impiantandovi un’inedita filiale sintetica che opererà, per mezzo di cyber-giornalisti, al servizio di un flusso informativo bidirezionale: essa infatti pubblicherà testi, immagini e materiale audiovisivo ritraente il mondo esterno ad uso e consumo dei membri di Second Life e, parallelamente, notizie provenienti da SL per i lettori del mondo reale [16].
Analogamente la Gabetti Property Solutions (GPS), primo full service provider immobiliare in Italia, ha attivato un team dedicato di professionisti/avatar facenti capo a differenti aree aziendali - commerciale, risorse umane, marketing, research&development – che agiscono sul territorio a fine non esclusivamente promozionale del brand, ma parallelamente mirato alla compravendita di immobili virtuali nell'isola. Intento ultimo della Gabetti è quello di saggiare un “business modeling”, strategia di marketing e mercato inedita per verificarne l’effettiva consistenza e applicabilità [17].
La stessa gastronomia italiana è approdata in Second Life per volere della Martingourmet, azienda enogastronomica friulana, recentemente insediatasi nel Grid nella forma di Sapori d’Italia, shop di prodotti tipici, il cui obiettivo principe è l’accrescimento della brand awareness in virtù di un rivolgimento ad un target universale che includa tanto gli italiani all’estero quanto gli stranieri amanti della cucina italiana [18].
E’ infine menzionabile l’iniziativa di Jeff Bezos, founder del macro-shop online Amazon, il quale investendo nella politica del crowdsourcing ha delegato indistintamente agli utenti/sviluppatori di SL la gestione dei web services dell’impresa e l’allestimento di avamposti che fungano da ponte logistico tra metamondo e e-commerce: sono dunque gli stessi residenti a creare, basandosi sul linguaggio di scripting Linden, l'integrazione e la comunicazione tra negozi virtuali in Second Life e l'API basata sui Web Services di Amazon [19].
Esemplari a tale proposito le librerie Life2Life, colme di libri fluttuanti e parzialmente consultabili: aggiunto il prodotto al carrello virtuale, un popup conduce l’avatar alla web page di Amazon ove ultimare la transazione, materializzando in reale cliente l’intangibilità dell’alter-ego sintetico.
Istanze, queste, tesimonianti una rivisitazione sovversiva e rigenerante dell’attuale panorama commerciale e dell’investimento aziendale, interamente edificata sul potere di intervento energico ed immediato che la tecnologia informatica fondante SL dispensa alla comunità potenzialmente illimitata dei propri fruitori/creatori, congiunti nell’opera di co-costruzione di una realtà simulata solo parzialmente fittizia [20].
Note
15) Mario Gerosa, Second life, Roma, Meltemi, 2007. [back]
19) Mario Gerosa, Second life, Roma, Meltemi, 2007. [back]
20) Mario Gerosa, Second life, Roma, Meltemi, 2007. [back]
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