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log_2: l'analisi
Eppure, a modo suo, Uplink è profondamente cinematografico, ha un suo engine che risponde a precise regole e protocolli e contiene una struttura ipertestuale ricca di biforcazioni e possibilità decisionali. Ma queste caratterisitiche sono rilevanti se considerate entro un preciso paradigma socio-tecnologico: quello del prolifico sottobosco culturale generato dalla hacker culture, a cui il gioco indubbiamente ammicca con veemenza, e che allo stesso tempo diviene il modello di fruizione ottimale generato dal testo, in senso semiotico, nonchè “didattico”. La “verità” di questo testo (già anticipata dalla ironica presentazione iniziale) sarà portata alla luce grazie a strumenti di semiotica visiva, all'analisi delle strategie enunciazionali e delle istanze comunicative generate dal testo e successivamente al rinvenimento di precise assiologie tematiche e di significato, emergenti grazie alle nozioni di enciclopedia e semiosfera. A questi si aggiungeranno concetti mutuati dall'acerba disciplina dei game studies (essenzialmente da precipitati teorici dei più accreditati scritti sul game design sedimentatisi nel corso della breve ma intensa vita del trans-medium videoludico) e considerazioni tratte dall'ingengeria dell'usabilità. Salvo rare eccezioni, non saranno prese in considerazione le occorrenze del comparto sonoro del testo, non particolarmente significanti per l'argomentazione.
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